Anglotedesco

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venerdì 24 novembre 2017

La Russia non vuole legalizzare i Bitcoin



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Il capo del Ministero delle comunicazioni e dei mass media della Federazione Russa Nikolai Nikiforov, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha definito i bitcoin "una specie di progetto straniero", che non sarà mai legalizzato nel nostro paese, ha riferito l'agenzia di stampa Interfax .
"I bitcoin sono una sorta di progetto straniero per l'uso della tecnologia di blocco, la legislazione russa non considererà mai i bitcoin come entità legale nella giurisdizione della Federazione russa, ma l'uso della tecnologia di blocco è del tutto possibile", ha affermato.
L'altro giorno il viceministro delle finanze Alexei Moiseyev ha affermato che le autorità russe non prevedono di vietare le transazioni sulla vendita e l'acquisto di persone fisiche con la criptovaluta in operazioni organizzate ai sensi della legge in materia.
Allo stesso tempo, ha chiarito che non si suppone che consenta ai russi di "comprare e vendere bitcoin come investimento nel loro portafoglio". Secondo lui, le transazioni all'interno della ICO saranno regolate in un modo diverso, saranno risolte in Russia. Ha anche ricordato che le regole del regolamento della ICO saranno preparate nel quadro delle precedenti istruzioni del presidente russo.
L'attrazione dei fondi attraverso il collocamento iniziale di Crypto-currency (Initial Coin Offering, ICO) come mezzo per raccogliere capitali da quest'anno è molto popolare in tutto il mondo. Solo nel III trimestre, secondo il quotidiano The Wall Street Journal, le aziende hanno attratto un record di 1,32 miliardi di dollari.
Moiseyev in agosto ha annunciato una proposta per consentire l'acquisto e la vendita della valuta degli investitori qualificati, anche in borsa. Quindi il Ministero delle Finanze si è offerto di rendere possibili tali operazioni solo nello scambio. La Banca Centrale ha riferito in settembre che riteneva prematuro ammettere la cripto-valuta alla circolazione nelle negoziazioni organizzate nella Federazione Russa, tenendo conto degli alti rischi di questo strumento.
L'11 ottobre, la questione della criptovaluta è stata discussa in un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Durante questo incontro, il capo dello stato ha riconosciuto che le cripto-valute del mondo stanno guadagnando popolarità, diventando un mezzo di pagamento a pieno titolo, ma ha affermato che questa sfera comporta gravi rischi, compresi quelli relativi al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.
Secondo lui, "prima di tutto, questa è la possibilità di riciclare il capitale ricevuto con mezzi criminali, evitando le tasse e finanziando persino il terrorismo, e, naturalmente, la diffusione di schemi fraudolenti, di cui i cittadini ordinari possono certamente essere vittime".
Il ministro delle finanze Anton Siluanov ha affermato che il governo russo intende regolamentare in modo legislativo l'emissione e la circolazione della cripto-valuta nel paese.Il dipartimento finanziario propone di registrare i minatori in criptovaluta. Inoltre, la Banca centrale è favorevole a limitare l'attività dei siti in cui è possibile acquisire una valuta criptata.
La banca centrale, da parte sua, non supporta lo sviluppo delle criptovalute come mezzo di pagamento e ritiene inopportuno legalizzarle sulla borsa russa. Inoltre, la Banca centrale insieme all'Ufficio del procuratore generale ha chiesto la chiusura dell'accesso a siti esterni che offrono ai clienti l'acquisto di derivati ​​per criptovalute.
Insieme al Ministero delle Comunicazioni, la Banca centrale prepara una bozza di legge che consentirà all'autorità di regolamentazione di rendere i siti Web delle organizzazioni che conducono transazioni finanziarie illegali su Internet un elenco di divieti. Dopo l'incontro, Putin ha pubblicato un elenco di istruzioni per il governo e la Banca centrale.

L'entusiasmo per le criptovalute in Russia è cresciuto da quando il presidente Putin ha incontrato a giugno 2017 Vitaly Buterin, creatore di Ethereum (etere), la seconda criptovaluta dopo bitcoin. Secondo il primo vice primo ministro Igor Shuvalov, Putin è completamente "malato" con l' economia digitale.

giovedì 23 novembre 2017

Il ministero dell'Ecuador ha chiesto ad Assange di astenersi da dichiarazioni sulla Catalogna



Il Ministero degli Affari Esteri (MFA) dell'Ecuador, che concede asilo al fondatore del sito web di WikiLeaks, Julian Assange, gli ha chiesto di non rilasciare dichiarazioni che potrebbero danneggiare le relazioni di questo paese latinoamericano con altri stati. La dichiarazione corrispondente è pubblicata sul sito web MFA.

In particolare, ad Assange viene chiesto di non parlare degli eventi connessi alla dichiarazione di indipendenza della Catalogna. A Quito, non condividono la posizione del fondatore di WikiLeaks su questo tema e temono che le sue dichiarazioni possano danneggiare l'amicizia con Madrid, afferma il comunicato.

"Le autorità dell'Ecuador hanno nuovamente richiamato l'attenzione di Assange sul suo impegno a non rilasciare dichiarazioni e a non intraprendere azioni che potrebbero influire sulle relazioni internazionali dell'Ecuador, in particolare con la Spagna, un paese con il quale siamo uniti da legami stabili, sia storici che culturali, basato sul rispetto reciproco, l'amicizia e la cooperazione bilaterale, da parte sua, Assange ha ufficialmente promesso che la sua condotta sarà conforme alla volontà dello stato ecuadoriano ", si legge nella dichiarazione.

VITTORINO ANDREOLI:"Siamo al delirio dell'Io"




Euro si euro no, sovranità monetaria ecc ecc,tutti argomenti importanti ma poi andiamo a vedere com'è l'essere umano oggi e sei costretto a ragionare in un altro modo.Abbiamo avuto un progresso della tecnologia ma un regresso dell'essere umano.Gente di 40-50 anni mai cresciuta che pretende di vivere fino a 60 come un ragazzino di 20.A mio avviso i veri motivi  sono:

L'eccessivo benessere che ha tolto le motivazioni alla gente, le ha rese apatiche prive di orgoglio.Il 68' con i loro slogan "tutti diritti e niente doveri" "voglio tutto" "godimento illimitato"  sono i responsabili di queste gregge umano.

"Noi tutti siamo frustrati.La frustrazione è un sentimento,un mal di essere che avvertiamo sul lavoro e a contatto con gli altri che deriva da insicurezza e paura.Anche le persone piu ricche sono frustrate.Paura e insicurezza vogliono dire anche violenza.La diagnosi è chiara:stiamo regredendo all'uomo pulsionale,all'animità,al selvaggio.Abbiamo faticato per creare freni inibitori,sostenuti da leggi e punizioni,che ora stanno scomparendo.Voglio una moto,non ce l'ho,la rubo.Voglio quella donna,la seguo,le salto addosso.Si inseguono pulsioni e istinto.Si è arrivati a questo punto perchè sono caduti tutti i principi.Oggi, ad esempio,il termine ladro è flessibile,è uno che ha dei bisogni.E se si parla di coerenza le persone ti ridono in faccia ma credo nel cambiamento del singolo.Credo che una persona che vive male,domani possa vivere meglio".

"C'è l'identità individuale,quella di genere e quella sociale,ovvero del ruolo.Ma se uno si dice maschio al 100% ,c'è sempre qualcuno pronto a dire che in lui c'è un pò di femminilità.E cosi per la donna:deve saper dire di no.In un certo senso bisogna adattarsi alla società.E poi c'è il "Super io",qui siamo al delirio dell'io.Non c'è piu l'altro,ci sono solo io.Oggi nessuno vuole essere normale.Eppure la psichiatria scientifica può aiutare il singolo a vivere meglio".

"Siamo tutti malati di potere.I politici,i ricchi che sono sempre di meno e sempre piu ricchi.Al crollo si ha attaccato un prezzo.Perfino la povertà è malata di denaro .E il ricco cosa vuole? Che io ami il denaro e che mi inginocchi di fronte al potere.E' la maniera per garantire a quelli che hanno tanto di continuare ad essere visti come potenti"

da LIBERO del 20 novembre 2017.

mercoledì 22 novembre 2017

In Germania il 50% dei postini sono precari



QUELLO CHE I GIORNALAI ITALIANI NON TI DICONO...

"Circa la metà degli autisti che trasportano lettere e pacchetti per la Deutsche Post,le poste tedesche,non sono dipendenti del gruppo", scrive la Suddeutsche Zeitung.Almeno tremila di loro.lavorano per aziende "partner" ,spesso con sede in paesi dell'Europa dell'est,e sono pagati con le tariffe locali,nettamente piu basse di quelle tedesche.Il polacco Tomasz Mazur,per esempio,vive per tre settimane al mese nel piccolo furgone con cui trasporta lettere e pacchetti da Berlino in altre zone della Germania.Per questo lavoro guadagna 850 euro al mese,"neanche la metà di quanto riceverebbe se fosse assunto direttamente dalla Deutsche Post ,e comunque meno del minimo salariale stabilito dalla legge tedesca".Il suo collega ceco Jiri Novak lavora per un altro partner delle poste e guadagna circa 550 euro  al mese."Finora la Deutsche Post ha respinto ogni responsabilità per questi salari bassi,sostenendo che è compito dei suoi partner pagare adeguatamente i lavoratori".Ora,però,Novak si è rivolto al tribunale di Bonn,sostenendo che la Deutsche Post deve versargli la differenza tra il suo stipendio e quello che dovrebbe ricevere in base alle leggi tedesche.Se il tribunale gli darà ragione,la Deutsche Post potrebbe essere costretta a risarcire centinaia di lavoratori che si trovano nelle stesse condizioni.

martedì 21 novembre 2017

MATT TAIBBI:"Gli americani sono annoiati,pazzi,insicuri e amano rilassarsi sparando"



Con 59 morti e 527 feriti,Las Vegas sale al primo posto tra le peggiori stragi da arma da fuoco nella Storia moderna americana.L'elenco non comprende il massacro di St.Louis nel 1917 e di  nel 1873 ,ma quelli non valgono perché allora le vittime furono tutte nere.Dopo eventi come questo Donald Trump sembra un sintomo relativamente poco indicativo della manifesta ,e sempre piu drammatica,malattia che affigge il Paese.È stata la 338esima sparatoria di massa nei primi 273  del 2017:negli Stati Uniti non c'è giorno in cui qualcuno non uccida quattro o piu persone.

Il piccolo e sporco segreto che sta dietro è che,mentre i parlamentari di entrambi gli schieramenti possono conquistare voti attraverso il supporto (a parole) verso il controllo delle armi,gli elettori contrari alla diffusione non li puliscono se non sono coerenti fino alla fine.George W.Bush è un classico esempio di politico che ha tenuto il piede in due scarpe.Ha espresso dichiarazioni estremamente caute sull'impegno a firmare un'estensione al bando che Bill Clinton aveva posto sulle armi da assalto,in caso fosse passato al Congresso.Ma poi, sorpresone,quel documento non è mai arrivato sulla sua scrivania ,e la legge è defunta nel 2004.
Ai politici va spesso di lusso,perché anche quando sono chiamati  a tenere fieri discorsi sul tema in pubblico ,al Congresso  ci sono  quasi sempre abbastanza colleghi convertiti alla causa pro-armi da fare in modo che i voti dei contrari non portino a nessun risultato.
L'argomento della lotta alla dittatura,questa scusa finale della lobby delle armi,è ovviamente una stronzata .Le persone comprano armi militari per prepararsi all'annessione del Paese da parte di un non meglio precisato Nuovo Ordine mondiale.Gli americani sono solo annoiati,pazzi e insicuri ,e amano rilassarsi sparando alle bottiglie o a sagome di Kim Jong-un oppure,con grande regolarità,sulle folle di persone innocenti.

lunedì 20 novembre 2017

Quando attacchi la Russia, non sono mai fake news...



Finian Cunningham lo seguo da tanti anni, una mente libera che dice rosso quando è rosso e blu quando è blu infischiandosene dei soliti discorsi da parrocchiani.
La dittatura neoliberista sta facendo danni  superiori al nazifascismo e al comunismo e nonostante tutto il pericolo numero uno del pianeta è la Russia di Putin.Però le scemenze sulla Russia non sono mai fake news...

Il sistema Capitalista è da tempo entrato in crisi per le sue contraddizioni ed i leaders occidentali tentano di incolpare la Russia.
Nuove cifre pubblicate questa settimana circa un’oscena disuguaglianza sociale riscontrata nelle più avanzate società occidentali mostrano come il sistema economico capitalista sia diventato più che mai profondamente disfunzionale.
Sicuramente, il funzionamento depravato del sistema rappresenta la più grande minaccia per le società e per la sicurezza internazionale. Tuttavia, i leader occidentali sono invece preoccupati di altre minacce inesistenti, come ad esempio quella della Russia.
Prendi ad esempio il primo ministro britannico Theresa May che questa settimana stava parlando a un banchetto elegante a Londra. Ha detto ai partecipanti che si intrattenevano sorseggiando vini costosi, che “la Russia sta minacciando l’ordine internazionale da cui dipendiamo”. Senza fornire uno straccio di prova, la leader britannica è arrivata ad affermare che la Russia stava interferendo nelle democrazie occidentali per “seminare discordia”.
Il caso del discorso sconnesso della Theresa May è un classico caso di studio su ciò che gli scienziati comportamentali chiamano “attività di spostamento” – cioè, quando gli animali si trovano in uno stato di pericolo spesso reagiscono mostrando comportamenti insoliti o facendo strani rumori.
Infatti, la May e altri leader politici occidentali stanno affrontando un pericolo per il loro ordine mondiale, anche se non vogliono ammetterlo apertamente come tale. Questo pericolo deriva dai livelli esplosivi di disuguaglianza sociale e di povertà creatisi all’interno delle società occidentali per effetto delle politiche neoliberiste , quelle che producono rabbia, risentimento, malcontento e disillusione tra crescenti masse di cittadini. Di fronte all’imminente, prossimo collasso dei loro sistemi di governo, i leader occidentali come la May cercano di autoassolversi scaricando colpe alla Russia, vista come una minaccia destabilizzante.
Questa settimana la Banca europea Credit Suisse ha pubblicato cifre statistiche che dimostrano inconfutabilmente che il divario di ricchezza tra ricchi e poveri si è accresciuto fino a raggiungere livelli ancora più grotteschi e assurdi. Secondo la banca, l’1% più ricco del mondo ora possiede la stessa ricchezza corrispondente alla metà della popolazione dell’intero pianeta. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono tra i primi paesi per numero di residenti multimilionari, mentre queste due nazioni sono emerse tra le più diseguali del mondo.
I dati che spiegano come il sistema capitalista sia diventato disfunzionale continuano a pervenire. È impossibile ignorare la realtà di un sistema in profondo disfacimento, eppure i politici britannici e statunitensi in particolare – oltre a notevoli eccezioni come Jeremy Corbyn e Bernie Sanders – hanno l’audacia di voler bloccare l’emergere di questa realtà e di inseguire risibili fantasmi . (L’esercizio ha perfettamente senso come un penoso tentativo di occultare la realtà).
La scorsa settimana, un rapporto dell’Istituto di Studi Politici (ISP) con sede negli Stati Uniti ha rilevato che soltanto tre degli uomini più ricchi d’America – Bill Gates, Jeff Bezos e Warren Buffett – possiedono lo stesso livello di ricchezza corrispondente alla metà più povera dell’intera popolazione degli Stati Uniti. Questo significa che, il valore monetario combinato di questi tre individui – calcolato in 250 miliardi di dollari – è equivalente a quello posseduto da 160 milioni di cittadini comuni.
Inoltre, lo studio stima che, se l’Amministrazione Trump sosterrà i suoi piani fiscali proposti, il divario tra l’élite straricca e la stragrande maggioranza dei cittadini comuni è destinato ad allargarsi ulteriormente. Questo e altri studi hanno rilevato che oltre l’80% dei benefici fiscali dellla legge di bilancio proposta da Trump andrà ad arricchire maggiormente quella elite che rappresenta l’1% della società.
Tutti i governi occidentali, non soltanto quelli della May o di Trump, hanno diretto negli ultimi decenni una tendenza consolidata della politica economica diretta sottrarre ricchezza dalla maggioranza dei ceti sociali a favore di una ristretta élite. Il carico fiscale si è spostato inesorabilmente dai ricchi ai lavoratori comuni, salariati e autonomi, che in aggiunta hanno dovuto fare i conti con salari decrescenti, precarietà lavorativa, oltre al deterioramento dei servizi pubblici, per effetto di tagli e privatizzazioni, come anche in generale il “welfare state”.
Riferirsi agli Stati Uniti o alla Gran Bretagna come “democrazie” è un termine divenuto ormai decisamente improprio. Sono queste, a tutti gli effetti pratici, delle plutocrazie; società gestite da elite plurimilionarie e per livelli di minoranze oscenamente ricche.
Gli economisti intelligenti, come gli autori dell’ISP citati sopra, comprendono che lo stato delle cose è insostenibile. Moralmente, e anche da un punto di vista economico empirico, la distorsione della ricchezza all’interno delle società occidentali ed anche a livello internazionale sta portando verso un disastro sociale e politico.
Su questa osservazione, dobbiamo riconoscere il lavoro pioneristico di Karl Marx e Friedrich Engels che più di 150 anni fa identificò il principale fallimento del capitalismo come la polarizzazione della ricchezza tra pochi in contrasto con la stragrande maggioranza. La mancanza di potere di consumo tra le masse a causa della cronica povertà indotta dal capitalismo comporterebbe il collasso finale del sistema. Sicuramente, abbiamo raggiunto quel punto nella storia ora, quando una manciata di individui possiede la stessa ricchezza di metà del pianeta.
La disuguaglianza, la povertà e la negazione di un’esistenza dignitosa alla maggioranza della gente risalta come la condanna del capitalismo e la sua organizzazione della società basata sul profitto privato. La sofferenza umana, le avversità, l’austerità e il potenziale paralizzante che scaturiscono da questa condizione e rappresentano la crisi del nostro tempo. Eppure, al posto di avviare un serio dibattito pubblico e di una lotta per superare questa crisi, siamo costretti, dalle nostre élite politiche, a concentrarsi su problemi falsi, persino surreali ( la Russia, i diritti delle coppie gay, il Gender, l’antifascismo, ecc..).
La politica americana si è paralizzata su un interminabile litigio della élite dominante sul presunto fatto che la Russia si sia intromessa nelle elezioni presidenziali e afferma che i media russi continuano a interferire nella democrazia americana. Naturalmente, i mezzi di informazione controllati dalle corporation statunitensi, che sono parte integrante della plutocrazia, danno credibilità a questo circo. Idem i media controllati dalle società europee.
Poi abbiamo il presidente Donald Trump in un giro per il mondo che si adopera per rimproverare ed opprimere altre nazioni incitando a spendere di più per l’acquisto di merci americane e per smettere di imbrogliare la presunta generosità americana per il commercio. Trump è anche pronto a iniziare una guerra nucleare con la Corea del Nord perché quest’ultima è accusata di essere una minaccia per la pace globale – sulla base del fatto che il paese sta costruendo delle difese militari. Lo stessa cosa per l’Iran. Trump vorrebbe condannare l’Iran come una minaccia per la pace in Medio Oriente e preavverte di un possibile conflitto (aggressione) contro questo paese.
Questa è la stessa peculiarità di ridicola distrazione attuata da Theresa May, la prima in Gran Bretagna che questa settimana ha criticato aspramente la Russia per “aver minacciato l’ordine mondiale dal quale tutti noi dipendiamo”. Con “noi” lei si riferisce in realtà alle élite, non alla massa di lavoratori comuni sofferenti ed alle loro famiglie.
May e Trump stanno indulgendo nella “gestione della percezione” sconfinando nell’assurdità. O più rozzamente, nel lavaggio del cervello.
In che modo la Corea del Nord o l’Iran possono essere credibilmente presentate come minacce globali quandogli americani e gli inglesi stanno sostenendo un blocco genocida e il massacro aereo nello Yemen?La completa disconnessione nella realtà è la testimonianza del pernicioso sistema di manipolazione del pensiero che la stragrande maggioranza dei cittadini è obbligata a subire.
La più grande operazione disconnessione dalla realtà è il tentativo di occultare la disuguaglianza oscena di ricchezza e delle risorse che il capitalismo ha generato nel 21 ° secolo. Quella mostruosa disfunzione è anche causalmente correlata al motivo per cui gli Stati Uniti e i loro alleati occidentali, come la Gran Bretagna, stanno spingendo belligeranza e guerre in tutto il pianeta. Fa tutto parte della loro negazione elitaria della realtà. La realtà che il capitalismo è la più grande minaccia per il futuro dell’umanità.
Dobbiamo permettere che queste élite politiche mentalmente carenti e ingannevoli ed i loro media prezzolati seguitino a dettare assurdità? Oppure la massa della gente farà finalmente la cosa giusta e li spazzerà via?
ARTICOLO DI FINIAN CUNNINGHAM


domenica 19 novembre 2017

Anche per la LISTA DEL POPOLO l'euro non si tocca




Seguirò con curiosità questa Lista del Popolo o PASSO DEL CAVALLO della coppia Antonio Ingroia-Giulietto Chiesa.Ho seguito la conferenza stampa e le dichiarazione che hanno rilasciato al canale di Byoblu e come al solito Giulietto Chiesa mette come principale nemico per la gente in difficoltà la NATO.E' un problema senza dubbio, ma non si può pretendere di cambiare l'Europa e non toccare l'euro.La moneta unica è l'arma piu micidiale che la dittatura europea sta usando per schiavizzare gli stati membri e loro non la vogliono distruggere.Mi sa tanto che sarà il solito partitino che parte con grandi ambizioni ma che al potere gli può fare solo il solletico...
Qui sotto invece pubblico un pezzo di un articolo di una ventina di anni fa, e per evitare i soliti commenti banali, non dico chi lo scrisse.Comunque se avete letto i quotidiani questa settimana, avrete sicuramente capito di chi sto parlando.


Il Romano Prodi di Madrid fa solo ricordare con nostalgia i grandi salamelecchi che il vecchio Giovanni Giolitti riservava a Roma all'ambasciatore di Spagna.A chi gli chiedeva ragione di tanta ostentata cortesia ,il presidente liberale rispondeva che non si trattava di cortesia,ma di gratitudine : "Senza la Spagna noi saremmo l'ultima nazione d'Europa".Tuttavia ,nonostante i guai a catena che sono stati combinati negli ultimi anni della incredibile vicenda italica,c'è la tradizionale vitalità dell'impresa italiana,che deve essere agevolata senza infastidirla eccessivamente con un fisco spesso vessatorio,ma che ancor piu spesso è solo un cane che abbia senza mordere,dal cinismo di una cultura "privatizzante" ,i cui guasti sono perfettamente sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vederli,dalle pulsioni  monetariste e sui cambi,che agevolano sono la politica franco-tedesca.
Già lo scorso anno Francia e Germania ,mentre l'Italia si rotolava in mezzo ai proclami deliranti e agli accessi delle campagne di criminalizzazione della politica e di giustizialismo forcaiolo,hanno stretto un patto bilaterale, riservato e assai impegnativo,non solo per i contraenti,ma anche per i partner in tutte altre faccende affaccendati.Il primo patto non scritto tra Francia e Germania è quello di truccare i bilanci.Non vengono computati,per esempio in Germania ,nel bilancio pubblico nazionale enormi voci passive che vengono lasciate  a carico di organi locali ed agenzie nazionali.
Sarebbe come dire che in Italia un eventuale  debito nella Regione Lombardia non sarebbe contabilizzato  nel deficit dello Stato,ma solo della Regione.Il secondo patto riguarda lo sconto politico che la Germania concede alla Francia.In altri termini una serie di misure bilaterali attenueranno l'impatto di Maastricht,ma questo sconto non sarà concesso e forse non è possibile concederlo all'Italia.Anzi, per la regola aurea del commercio,secondo la quale lo sconto alto a un cliente viene saldato da un conto rigoroso,se non piu alto,all'Italia viene imposto di entrare entro l'anno nello Sme con una lira valutata verso l'alto.
La valutazione alta della lira bloccherà in qualche modo le esportazioni,a beneficio di Francia e Germania,e renderà sicuri i rendiconti del debito italiano,togliendo l'incertezza del cambio.
L'idea di costringere l'Italia a grandi e impossibili sacrifici per entrare nella batteria di testa dell'unione monetaria e quindi,come dichiarato dal ministro Carlo Azeglio Ciampi a Dublino il 21 settembre scorso ,soddisfare i criteri di Maastricht entro il 1997 piuttosto che entro il 1998 ,appare come minimo azzardata,per piu di una ragione.Una di queste è proprio il mercato.Germania e Francia sono il primo e il secondo partner commerciale dell'Italia ,come l'Italia lo è per loro.A interessi così radicati ,non si può rispondere con indifferenza.Una pausa su Maastricht sarebbe necessaria.Un po come accade con i grandi debitori delle banche,alla fine i piu preoccupati sono i banchieri.Ma la pausa di riflessione su Maastricht presuppone l'esistenza di un disegno politico,della politica tout court,che si è persa nei meandri asfittici del colpo di stato postmoderno ,con tutte le violenze e le ingiustizie che lo hanno accompagnato.