Anglotedesco

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venerdì 10 febbraio 2012

CARLO DE BENEDETTI:il PCI fu protetto.Dal libro Eutanasia di un potere

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Leggendo Libero qualche settimana fa ho saputo di questolibro e di quello che ha raccontato Carlo De Benedetti a Marco Damilano. Parla della storia di Tangentopoli e anche prima che scoppiasse.Mi è piaciuto, per carità ce ne sono tanti e le cose scritte si sapevano di già anche perchè basta navigare su internet e trovi milioni di file e di video,però l'ho letto  e poi mi incuriosiva l'opinione della tessera numero 1 del Pd.
Su Mani Pulite si è detto di tutto e di piu, venerdi 17 a Milano ci sarà Antonio Di Pietro che ricorderà l'arresto di Mario Chiesa (17 febbraio 1992) e i due anni successivi.


Prima di pubblicare pezzi del libro di Damilano, riporto le domande che si pone Mario Di Domenico nel suo libro COLPO ALLA STATO (Edizioni Si), e mi piacerebbe sentire anche l'opinione dello stesso Di Pitro e gli atri del pool:


1) C'era forse un intento occulto internazionale dietro l'improvviso scoppio di Tangentopoli?


2) Come mai tutto scoppia nel 1992,poco prima delle stragi di Falcone e Borsellino,cioè dieci giorni dopo la firma del trattato di Maastricht dei dodici paesi membri della futura UE e dell'Euro?


3) Come mai i pm che prima non sentivano e non vedevano il grado della malversazione raggiunta nel campo del finanziamento illecito dei partiti politici,oppure venivano zittiti dai loro capi,da quel momento in poi possono procedere?


da EUTANASIA DI UN POTERE -Marco Damilano (Editori Laterza)


"Nel maggio 1993 concordai con il pool tramite l'avvocato De Luca che mi sarei presentato spontaneamente e che mi sarei assunto tutte le responsabilità,indicando un elenco di quattro o cinque operazioni in cui la Olivetti aveva elargito soldi e a chi.Nessun capo di azienda si comportò come me.La mia esperienza a Regina Coeli fu tutta un'altra storia.C'erano tre mandati di cattura per me, per Gianni Letta e per Adriano Galliani.Il gip Augusta Iannini disse di avere ottimi rapporti di famiglia con Letta e con Galliani,per via del marito Bruno Vespa,e che non poteva essere obiettiva.Io obiettai che questo valeva anche per me, al contrario, tutti erano a conoscenza dei miei pessimi rapporti con Berlusconi.Comunque ci fu un interrogatorio,chiarìì la mia posizione,uscìì di prigione e nel processo venni assolto"


"Di Pietro aveva un'incredibile forza organizzativa,direi perfino fisica, psicologica,me ne resi conto da come faceva le fotocopie o telefonava durante l'interrogatorio.Era un fulmine,una valanga.Il pool era composto da persone molto diverse:Borrelli era molto piu raffinato,Colombo era un magistrato di grande qualità,Davigo era un uomo specchiato che lavorava per far rispettare la legge,Di Pietro aveva una forte carica di esibizionismo personale,di popolarità e di populismo,ognuno aveva la sua parte,fecero saltare il sistema.Era come una catena delle caramelle,un caso ne tirava un altro,e alla fine Di Pietro è entrato in politica.In quell'operazione certamente il PCI è stato protetto,perchè sia Borrelli che D'Ambrosio volevano distruggere un sistema di potere,non tutti i partiti,non la politica.Affondarono il coltello in una marmellata,non trovarono nessuna resistenza,non c'era piu niente.Era un'ondata di piena che si accompagna alla fine di un regime.Incontrai Gardini tre giorni prima che si sparasse,si confidò:" Non posso pensare a finire in carcere,non credo che reggerei.Quando appresi la notizia del suo suicidio,alle otto e mezzo del mattino,chiamai subito l'Avvocato."Gardini si è sparato",gli dissi.Era molto scosso,agitato.Lui restò silenzioso un istante.Era la sua fine,commentò con cinismo assoluto,"perchè lui doveva morire come un eroe del far west".E un avventuriero del far west non finisce con gli avvocati,tra le carte bollate,ma con uno sparo".
Ci fu dal 1992 al 1994 un vuoto totale della politica.E in questo vuoto c'è chi ha guadagnato.Draghi al Tesoro era terrorizzato dal debito pubblico,per lui le privatizzazioni erano la strada maestra per contenerlo.Che poi siano state fatte male non c'è dubbio.Certamente ci fu lo smantellamento ideologico dell'Iri.quella classe politica che ormai era wiped out,cancellata,era anche connotata sul piano economico per aver sostenuto l'Iri".


Gennaio 1994,colazioni nella sua casa di St Moritz,lui e io.Parliamo di Berlusconi e del suo partito.E l'Avvocato fa una previsione:"Farà un buco nell'acqua.Prenderà al massimo il 3%,come i repubblicani.Io ero meno convinto di lui,pensavo che al 10% sarebbe arrivato.Nessuno di noi pensava che sarebbe stato votato da un terzo degli italiani e che avrebbe vinto le elezioni.Eppure Agnelli era un uomo attento,con una grande sensibilità.Quando raccontai il colloquio a Rinaldi mi disse: "Hai ragione tu".Ma anche lui,che pure il pericolo Berlusconi l'aveva segnalato prima di tutti,non immaginava che sarebbe arrivato a Palazzo Chigi".


Subito dopo la sua nomina a premier nel 1994 ci fu una cena organizzata da Agnelli in casa sua,intorno al tavolo c'eravamo io, Marzotto, Romiti e Lucchini.Era una sorta di introduzione del Berlusconi premier di fronte all'establishment confindustriale.Agnelli gli dava del lei:"Adesso che è arrivato a Palazzo Chigi la prima cosa che lei deve fare è la privatizzazione della Stet.Romiti si accodò immediatamente:"Assolutamente d'accordo con l'Avvocato,quello è un simbolo.Berlusconi li bloccò subito: "Quella azienda ora è la mia,va bene,perchè dovrei venderla? Il suo concetto politico era che lui era diventato lo Stato,non capiva perchè bisognasse privatizzare.Rimasi colpito dalla reazione,avrebbe potuto dire che era un'operazione complessa,invece disse semplicemente:la Stet ora è mia".


"Mani Pulite non fu un'operazione studiata a tavolino.E' stata una combinazione di protagonismo dei giudici e di un vaso ormai troppo pieno.Mario Chiesa era un nessuno,Di Pietro poteva esserci o non esserci,il bubbone poteva scopiare da un'altra parte.C'erano stati la fine degli anni Ottanta,la fine dei riferimenti internazionali,la fine di un paese di frontiera,l'Europa che avanzava come soggetto comunitario.Dopo il 1994 nessun politico è venuto piu a chiedermi qualcosa,mai.Alle richieste della politica è subentrata la mafia che oggi ha invaso le grandi città del Nord.Cos'è rimasto di Tangentopoli? Niente.Vista con molto cinismo e con molto distacco e con qualche ammarezza viene da dire che l'operazione Mani Pulite non ha cambiato il Paese.La bufera è passata,l'Italia è rimasta la stessa.E in questa Italia immutabile a lungo ha vinto Berlusconi".

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