Anglotedesco

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lunedì 27 febbraio 2012

Il libro che Tremonti voleva dare agli economisti MMT (1 parte)

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Leggendo in rete quei pochi articoli che parlavano del summit MMT di Rimini che si è svolto il 24-25-26 al 105 Stadium, è saltato fuori che l'ex ministro dell'economia del governo Berlusconi, Giulio Tremonti, avrebbe telefonato a Paolo Barnard chiedendogli se poteva girare copie del suo libro agli economisti dell'MMT.
Il libro è USCITA DI SICUREZZA che sto leggendo e sono arrivato piu o meno a metà.Nonostante non sia mai stato un tifoso del ministro Tremonti, trovo questo libro molto interessante,  scritto in maniera semplice, utile sopratutto per chi di economia capisce poco.
E' giusto parlare di Euro e di Unione Europea, noi operai (e non solo) abbiamo gli stipendi piu bassi sopratutto dopo essere entrati nella moneta unica perchè con la lira le cose andavano meglio anche se è sempre stata dura arrivare alla fine del mese.Il problema principale però è la globalizzazione finanziaria. La crisi ha potuto espandersi dagli Usa ad altri centri finanziari del mondo grazie alla globalizzazione finanziaria e poi grazie alla politica economica finanziaria degli ultimi 20-25 anni, non ci sono piu muri, uno può andare dove cavolo gli pare senza problemi, chiudono fabbriche qui e vanno dove si può sfruttare (e ammazzare) la gente per pochi dollari all'ora chiudendo fabbriche qui in Europa, con la scusa che i giovani europei non hanno piu voglia di fare certi lavori.
E poi la finanza sempre piu criminale che grazie anche alla nuova tecnologia si può nascondere meglio e fare i propri interessi;con un semplice manda in rovina milioni di persone e purtroppo la maggior parte sono operai.
In questo libro Tremonti dedica anche dei capitoli all'Europa alla Grecia.Non li ho ancora letti,staremo a vedere.Nei prossimi 3-4 giorni pubblicherò qualche pezzo di quello che ho letto.


da USCITA DI SICUREZZA-Giulio Tremonti (Rizzoli)


Alla base del mercato finanziario,c'è un'ideologia potente e dominante che tende ad azzerare la parte migliore della natura umana, riducendo la vita nell'economia e l'economia nella finanza,un mostro che oggi si alimenta divorandoci e infine divorandosi.


Oggi un tipo di ricchezza che via via tende a distruggere le nazioni,fino a distruggere se stessa,nella forma di una doppia distruzione,tanto politica quanto economica.Non ,come in Marx,un capitalismo chiuso nella dialettica e nel conflitto tra il capitale costante e il capitale variabile,il primo fatto dalla somma dei mezzi di produzione e di circolazione delle merci + il capitale circolante,e il secondo costituito dalla forza lavoro.
Un fatto è certo:la crisi che ora vediamo e che viviamo non è venuta,non viene dal nulla,non dal caso,non da un'oscura e imperscrutibile maledizione.Viene dall'azione dell'uomo.


Quando,manovrando il mercato finanziario e gli spread,il potere agisce sulla manopola del volume della paura,la paura di perdere tutto, dal lavoro al risparmio;quando davanti alla crisi il potere,proprio il potere liberale costituito in nome del libero mercato,chiede che per pericolo e necessità sia proclamata.
Quando,manovrando il mercato finanziario e gli spread,il potere agisce sulla manopola del volume al risparmio;quando davanti alla crisi il potere, proprio il potere liberale costituito in nome del libero mercato, chiede che per pericolo e necessità sia proclamato lo "stato deccezione";quando per conservare i suoi interessi la finanza arriva all'ultimo stadio, mettendosi a governare in presa diretta facendo uso di tecnici che,loro sì, sono del tutto diversi dal popolo e perciò sanno cosa è bene per il popolo;quando arriva il Fondo Monetario Internazionale a ridurre la sovranità nazionale;quando è evidente che questo processo,essendo basato sulle stesse meccaniche che hanno causato la crisi,non la interrompe ma all'opposto la prolunga e la aggrava;quando,pur con tutte le sue colpe,chi è eletto non conta mentre conta chi non è eletto e questi conta proprio perchè non eletto. Quando il crepitare degli spread fa vacillare la fiducia in noi stessi e lo spirito dell'Unione Europea,allora è chiaro il rischio che emergano qua e là,e a partire proprio dalla civilissima Europa,i primi segni di un nuovo tipo di fascismo:il fascismo finanziario,il fascismo bianco.
Possiamo farlo partendo dalla separazione radicale e fondamentale tra economia produttiva ed economia speculativa,tutelando la prima e neutralizzando invece la "bisca finanziaria" pianificandole una lunghissima moratoria,come nel biblico sabbatico,o avviandola verso un'ordinata procedura fallimentare,in modo che perda o paghi solo chi deve perdere o pagare e con noi;riportando la moneta nel potere degli Stati,in nome e per conto dei popoli,così tra l'altro stabilizzando i bilanci pubblici;ripristinando l'impero della legge;avviando grandi piani di investimenti pubblici;soprattutto mettendo il cuore,la ragione e lo spirito al posto del saggio di interesse,il pane al posto delle pietre,l'uomo al posto del lupo.


 

1 commento:

  1. Mi piacerebbe sapere perché non si è mai mosso per il popolo mentre era al governo...io sapevo già anni fa che lui sapeva la verità e anche che non era d'accordo, però non si è mai esposto in nessun modo! È stato un vigliacco e rimane tale!
    saluti!

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