Anglotedesco

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giovedì 16 febbraio 2012

Le condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi (3 parte)

 


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Questo è l'ennesimo articolo che risponde ai tanti tifosi della Cina e del loro sviluppo.Difficilmente però questi signori ti fanno notare in che condizioni vivono gli operai cinesi: orari massacranti, nessun rispetto per la salute, per l'igiene, l'importante sono i profitti.Vedo molta gente strafelice per i negozi cinesi con prodotti che costano poco ,in pochi però si rendono conto che è robaccia tossica ,e si parla tanto della bellezza e della comodità dell'iPhone ma pochissimo di chi lo fa.La Cina ha la propria moneta? Sinceramente me ne frega poco se poi gli operai sono ridotti in questo modo.


I COSTI UMANI DI UN iPAD


Da l'Internazionale numero 934. Charles Duhigg e David Barboza,The New York Times


La Apple afferma che quando scopre una violazione chiede al fornitore di risolvere il problema entro 90 giorni e di introdurre le modifiche necessarie per evitare che si verifichi di nuovo."Se non vuole cambiare le cose,interrompiamo il contratto",scrive sul suo sito web.Non è chiaro,però, quanto sia seria la minaccia.La Apple ha scoperto scorrettezze in centinaia di ispezioni ma, secondo alcuni ex dirigenti,dal 2007 a oggi ha interrotto i rapporti con meno di 15 fornitori per questo motivo.
"Dopo che il contratto è stato firmato e la Foxconn è diventata ufficialmente una delle ditte fornitrici,la Apple non ha fatto piu caso alle condizioni di lavoro e a tutto quello che non riguardava i suoi prodotti",dice Li,un ex dirigente della Foxconn che ha lavorato per sette anni a Shenzhen e ad aprile è stato licenziato perchè aveva rifiutato il trasferimento a Chengdu.La Foxconn ha risposto:"Sia noi sia la Apple abbiamo a cuore il benessere dei dipendenti".
Gli sforzi dell'azienda di Cupertino hanno prodotto qualche cambiamento.Negli impianti che sono stati ispezionati  una seconda volta "è stato notato un continuo miglioramento delle condizioni di lavoro",ha scritto nel suo rapporto sulla responsabilizzazione dei fornitori del 2011.La Apple ha anche organizzato dei corsi per informare milioni di lavoratori sui loro diritti e sui metodi per evitare incidenti e malattie.Qualche anno fa gli ispettori hanno scoperto che alcuni dipendenti erano stati costretti a pagare grosse cifre per essere assunti.Nel 2011 è stato imposto ai fornitori di rimborsare questi soldi per una cifra pari a piu di 6,7 milioni di dollari."La Apple è una delle aziende che combattono di piu il lavoro minorile",afferma Dionne Harrison di Impactt,una società di consulenza che collabora con la Apple per impedire lo sfruttamento dei minori da parte dei suoi fornitori."Sta fecendo tutto il possibile".Altri consulenti non sono d'accordo."Sono anni che segnaliamo problemi seri e consigliamo di intervenire",spiega un dipendente della Business for social responsibility (Bsr)."Non vuole prevenire i problemi,vuole solo evitare di trovarsi in imbarazzo".
Nel 2006,in collaborazione con una divisione della Banca Mondiale e altre organizzazioni,la Bsr ha avviato un progetto per migliorare le condizioni di lavoro negli impianti che fabbricano cellulari e altri dispositivi elettronici in Cina e altrove.La Foxconn ha accettato di partecipare.Per 4 mesi la Bsr e un'altra organizzazione hanno discusso con l'azienda cinese un programma pilota per la creazione di un servizio di assistenza telefonica,una "linea diretta" con cui i lavoratori potevano denunciare condizioni di lavoro illecite,chiedere sostegno psicologico e parlare dei loro problemi.La Apple non partecipava al progetto, ma secondo il consulente della Bsr veniva informata regolarmente.Man mano che le trattative procedevano,la Foxconn cambiava le sue richieste.Innanzitutto ha chiesto di valutare i servizi di assistenza esistenti prima di crearne di nuovi.Poi ha insistito sul fatto che doveva essere escluso il sostegno psicologico.Quindi ha imposto ai partecipanti di firmare un impegno a non rivelare quello che vedevano.Alla fine è stato raggiunto un accordo:il progetto doveva partire nel gennaio del 2008.Ma un giorno prima dell'inizio,l'azienda cinese ha chiesto altre modifiche e allora,secondo un rapporto della Bsr,che però non cita esplicitamente la Foxconn,è apparso chiaro che il progetto non sarebbe andato avanti.


 

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