Anglotedesco

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venerdì 3 febbraio 2012

UN BANCHIERE CORROTTO:che bello bastonare chi fa fatica a sbarcare il lunario

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Continuo con la pubblicazione dei pezzi di questo bellissimo libro di un banchiere corrotto che si confessa e che fa capire alla gente chi comanda veramente il mondo, che loro possono fare ciò che vogliono perchè intanto nessuno gli rompe le scatole,sono intoccabili.
E' utile perchè avendo noi adesso un governo di banchieri, serve per far capire al 90% di analfabeti italiani e al 10% che cercano di interessarsi a cose serie, cosa significa essere guidati da Mario Monti che in pubblico non dirà mai cose del genere ma che essendo stato alla Goldman Sachs, al Bilderberg, sei obbligato a ragionare in una certa maniera.
In Italia poi abbiamo dei programmi scandalosi che nascondono la criminalità bancaria  e ottengono ciò che vogliono, il rincoglionimento di chi li segue.Un primo risultato lo hanno già ottenuto,infatti in un sondaggio del Corriere della sera di due domeniche fa, diceva che ben 6 italiani su 10 sono a favore delle privatizzazioni.
La tv peggiore, quella piu a servizio del potere è senza dubbio la 7 con il Tg di Mentana, 8 e mezzo di Lilly Gruber e L'infedele di Gad Lerner.Hanno questa idea fissa dello Spread.Un giorno non so se era Mentana o la Gruber ,hanno ricordato che la Spagna ha uno Spread piu basso di quello italiano. Infatti, serve molto se poi hai una disoccupazione del 20%.
La verità è che per accontentare il POTERE devi tagliare le spese essenziali, aumentare i prezzi, le tasse, ridurre i posti di lavoro ,metterlo nel culo all'operaio e far diventare i banchieri sempre piu ricchi.Non ci vuole molto a capirlo ma in questo paese la gente è troppo impegnata a mangiare, bere e farsi condizionare dalle tv e giornali tutti schierati.


da SENZA FONDO-CRESO (Rizzoli)


Senza dirlo a nessuno,avevamo cambiato mestiere.Senza informare della cosa nè ministri nè clienti.Avevamo lasciato il negozio aperto e le vendite proseguivano come se niente fosse,ma in realtà stavamo andando a scialacquare tutto al casinò dietro l'angolo.E ogni volta che perdevamo,raddoppiavamo la puntata,convinti che comunque ci saremmo rifatti.La nostra ossessione era ormai quella di ritardare il momento in cui avremmo dovuto far quadrare i conti.La regola era sempre la stessa:rinviare l'ora della verità all'anno successivo,visto che le normative su ammortamenti e accantonamenti ce lo consentivano.I nostri trader,che non avevano ancora compiuto trent'anni,scommettevano sui mercati in base a modelli matematici di cui nè tanto meno il presidente capivamo nulla.Naturalmente,il responsabile della divisione prodotti derivati non perdeva occasione per rassicurarci a ogni nuova riunione.A tutte quelle operazioni azzardate si aggiungeva una frenesia per ogni genere di acquisizioni,come se il cash di cui disponevamo rischiasse di andare a male se non lo spendavamo.E in fondo era proprio questo che facevamo,spendere come forsennati,come per sbarazzarci dei dei troppi soldi che avevamo in tesoreria.Compravamo interi viali,complessi residenziali, alberghi,aerei... Poi restauravamo e rimettevamo i beni sul mercato.Dopo un anno,questi investimenti cos' assennati si rivelevano disastrosi.Non era un problema,per quell'anno si faceva ricorso agli accantonamenti.Era ovvio che il mercato sarebbe risalito,no?
Per salvare i conti della Banca rimaneva solo il nostro lavoro di base e piccolissimi clienti ,tutte quelle brave persone che facevano fatica a sbarcare il lunario.Era loro che bastonavamo.Quell'anno infatti il margine sugli impieghi sarebbe cresciuto dal 20 al 21%.Che si trattasse infatti di crediti al consumo,di prefinanziamenti o di scoperti di conto,tutte queste nicchie erano incredibilmente redditizie,nonostante quello che affermavano in coro le banche.Anche i crediti per l'acquisto e la ristrutturazione di immobili ci davano buone soddisfazioni,con un margine nell'ordine del 16%,che non era affatto male.Ed era così che tutti i settori del nostro istituto erano in perdita,tranne appunto la banca retail.E ci eravamo fatti venire qualche idea per migliorare ancora il rendimento di questo segmento:bastava moltiplicare l'offerta di prodotti,per far esplodere i costi per la clientela.Bonifici, assegni, versamenti e prelievi ,aperture di conto,emissione di carte di credito,banca online... tutto giustificato l'addebito di una piccola spesa,di una piccola commissione.Alla fine,l'insieme rappresentava piu della metà del nostro utile annuo.
Se erano previste sanzioni,noi non le avevamo viste.In teoria avremmo dovuto rendere conto a qualcuno,ma a chi? Ai consigli di amministrazione? Figurarsi! Allo Stato,forse? Una pagliacciata bella e buona.Il meno che si potesse dire degli "amici" del servizio ispezioni del ministero delle Finanze era che non ci disturbavano neanche un pò.E quanto ai media,non si facevano troppe domande e prendevano i nostri comunicati stampa,anche i piu spudorati,per oro colato.I banchieri di tutto il mondo stavano commettendo la rapina del secolo,nella piu totale impunità.E chi aveva tentato di fermarli,anzi di fermarci? Nessuno!
Da Parigi a New York,c'era una gang che aveva accumulato ricchezze incalcolabili.Prendiamo Richard Fuld,il numero uno di Lehman Brothers che,stando a quanto mi diceva Henry Kravis,viveva come un moderno Re Sole.La Lehman disponeva di sei jet privati,del valore di circa 164 milioni di dollari,di altri sette aerei,tra cui un Boeing 767,e di un lussuoso elicottero Sikorsky,l'unico mezzo di trasporto urbano adeguato a un tyccon megalomane.La banca possedeva anche una quota di una compagnia aerea tra le piu esclusive,la Net Jets,per un valore stimato di 153 milioni di dollari,e inoltre una fantastica collezione di opere d'arte.


Quanti incapaci,tra tutti questi sedicenti leader...Pecoroni travestiti da squali,questi signori formavano una casta,a Parigi come a New York,a Londra come a Milano,una casta che aveva ottenuto un risultato senza precedenti:non si era mai visto un piano criminale organizzato e portato a termine con un tale sangue freddo,non si era mai visto un colpo così grosso e di così tanto successo.Non si erano mai visti prima manager sottoposti a una tale assenza di controlli.Mai, nella storia,un singolo gruppo si era arricchito cos' tanto,lasciandosi alle spalle un tale paesaggio di rovine.A dire il vero, forse c'era un Paese che aveva conosciuto una situazione analoga:il suo nome,in passato,era Unione Sovietica.
Sentivo che questa crisi avrebbe cambiato tutto.E in fondo, anche se non potevo far finta di niente davanti alla scia di catastrofi che avrebbe provocato per il resto della gente,era terribilmente eccitante.

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