Anglotedesco

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mercoledì 21 marzo 2012

SILENZIO...PARLA CHOMSKY.Questione Israele-Palestina (1 parte)

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Qualche ora fa si è saputo che ad aver ucciso  i bambini ebrei è stato un franco-algerino di 24 anni che ha legami con Al Queda.Voleva vendicare i bambini palestinesi.
E' un mondo di pazzi codardi, sempre a prendersela con gente che non c'entra nulla.In una maniera o nell'altra ,sono tutti criminali: nazisti, ebrei e anche certi palestinesi.
Solo uno in malafede può negare quello che gli israeliani stanno facendo ai palestinesi ma che senso ha uccidere quei bambini ebrei che vivono in Francia? Cosa c'entrano loro? Stesso discorso vale per i nazisti quando uccidevano anche bambini appena nati solo perchè erano ebrei.
Che molti ebrei fanno parte della grande finanza internazionale, di associazini criminali come Wto, Bilderberg,Commissione Trilaterale e banche ,non c'è dubbio, sono i maggiori responsabili (con gli americani) della povertà di diverse parti del mondo che provocano la guerra tra poveri in Europa, ma bisogna colpire i colpevoli e non gli altri.


In due parti pubblico pezzi del libro del 2010 di NOAM CHOMSKY, AMERICA NO WE CAN'T, su Obama e la questione Israele e Palestina.


da AMERICA,NO WE CAN'T-Noam Chomsky (Alegre)


Barack Obama è considerato una persona di intelligenza acuta, un esperto di diritto e attento nella scelta delle parole.Merita di essere preso sul serio,sia per quello che dice sia per quello che non dice.Particolarmente significativa è la sua prima dichiarazione di merito sulle questioni internazionali al dipartimento di Stato il 22 gennaio 2009,dopo l'insediamento ,quando presentò George Mitchell come suo inviato speciale per la pace in Medio Oriente.
L'incarico a Mitchell era dovuto alla sua particolare attenzione al problema israelo-palestinese,sull'onda della recente invasione americana.israeliana di Gaza.Durante il sanguinoso attacco, Obama e il suo staff rimasero in silenzio,se si eccettua l'espressione della loro simpatia per i bambini israeliani sottoposti agli attacchi dei razzi (a causa del rifiuto israeliano di accettare il cessate il fuoco,come hanno omesso di dire).Quanto alle centinaia di bambini palestinesi massacrati dalle armi americane, sfortunatamente di loro non si poteva parlare,perchè c'era "un solo presidente alla volta".Il 22 gennaio, tuttavia,l'unico presidente era Barack Obama.
Il discorso di Obama al dipartimento di Stato sottolineava il suo impegno per una soluzione pacifica.Lasciava vaghi i contorni, a parte una proposta specifica:"L'iniziativa araba di pace", disse Obama, "Contiene elementi costruttivi che possono contribuire a far avanzare questi tentativi.Ora è tempo che gli stati arabi agiscano facendo seguito alla promessa di sostenere il governo palestinese del presidente Abbas e del primo ministro Fayyad,facendo passi verso la normalizzazione delle relazioni con Israele e opponendosi all'estremismo che è una minaccia per tutti".Obama non stava falsificando direttamente la proposta della Lega araba,ma la sua caratterizzazione accuratamente articolata è istruttiva.
Gli atti piu significativi per sabotare una soluzione pacifica sono le azioni quotidiane,appoggiate dagli Stati Uniti,nei territori occupati, tutte riconosciute come criminali:annettersi terre di valore e risorse e costruire quello che l'architetto di punta del progetto ,Ariel Sharon,considerava come i bantustan per i palestinesi.Il paragone è stato aspramente attaccato come scorretto,un'accusa che ha qualche ragione,sebbene non nel senso in cui la si intende.I bantustan dovevano essere in qualche modo sostenuti per essere relativamente vivibili,diversamente dai frammenti lasciati ai palestinesi dalla concezione di Sharon,ora in via di realizzazione.Per buoni ragioni:il Sud Africa contava sul lavoro dei neri,ma l'obiettivo di Israele è quello di toglere di mezzo i palestinesi, almeno dalla vista.Gli Stati Uniti e Israele continuano ad opporsi a una soluzione politica anche nelle parole,ultimamente nel dicembre 2008,quando i due stati sostenitori del rigiuto (a pochi altri subalterni del Pacifico) hanno votato contro una risoluzione dell'Onu a sostegno del "diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione".
Obama non aveva niente da dire sugli sviluppi degli insediamenti e delle infrastrutture nella West Bank e sulle misure accuratamente progettate per il controllo dell'esistenza dei palestinesi,azioni dirette a mettere in difficoltà le prospettive di una sistemazione pacifica a due stati,come fu riconosciuto decenni fa.Il suo silenzio era una eloquente confutazione del fiorilegio oratorio su come "terrò fede all'impegno attivo di cercare di far vivere due stati uno a fianco dell'altro in pace e sicurezza".

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