Anglotedesco

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mercoledì 11 aprile 2012

LA BANDA DELLA UNO BIANCA:la versione del dottor Giovanni Spinosa (3 parte)

la banda della uno bianca libro di giovanni spinosa



Piu vado avanti a leggere questo libro e piu cresce in me la convinzione che limitandosi a quello che ti raccontano Carlo Lucarelli, Giovanni Minoli e Franca Leosini ,non riesce a capire a 360 gradi la storia della Banda della Uno bianca.Ti portano in una sola direzione cioè quella dove i colpevoli sono solo loro :i fratelli Savi.


Si addossano decine di rapine sostenendo di essere soli quando invece c'erano altre persone, confessano e poi ritrattano,rispondono molte volte "non ricordo" nonostante certe azioni criminali difficilmente riesci a dimenticartele.A volte i fratelli Savi sembrano Pino Pelosi, confessano il falso per evitare che qualcuno faccia del male alle loro famiglie.
E infatti a pagina 34 del libro Spinosa scrive:


"Il 21 giugno 1995,Roberto Savi non si rivolge ai suoi giudici ("Se mi condannate un'altra volta per me è indifferente).Si rivolgeva ripetutamente ed esplicitamente ai giornalisti presenti in aula per dire che lui non faceva l'informatore.Roberto Savi,appellandosi ai giornalisti,ha trasformato il processo in un canale di comunicazione con l'esterno.Il contenuto delle nuove versioni è,paradossalmente,un fatto secondario.Se ci si rivolge ai giornalisti,vuol dire che il proprio interlocutore non è all'interno dell'aula d'udienza.Il 21 giugno Roberto Savi ha parlato di una rete investigativa che li avrebbe protetti.Non è una novità:il pensiero corre al 21 novembre 1994,quando Roberto Savi rassicurava il fratello dicendogli che se "fossimo stati arrestati qualcuno ci avrebbe tirato fuori".



Questo è un libro da leggere dall'inizio , senza distrarsi un attimo,anche se a differenza di Marco Travaglio,autore della prefazione,non ho passato nessuna notte in bianco per sapere subito come va a finire.Pubblico pezzi dove il dottor Spinosa ci parla del periodo tra il 1987 e il 1989,rapine ai caselli e assalti alle Coop.
Non costa poco (18 euro),ma vi consiglio di acquistarlo, sono soldi davvero spesi bene.


L'ITALIA DELLA UNO BIANCA-Giovanni Spinosi (Chiarelettere)



DALLE CONGETTURE AI FATTI



CONGETTURA:giudizio fondato piu su un'intuizione personale che su prove reali.
Il lapsus di Fabio Savi che,sentendo parlare di ritrovamento della Fiat Argenta usata a Rimini,aveva inopinatamente parlato di targhe,è stato alla base di un'intuizione istintiva.Si è intuito che la rimozione delle targhe potesse servire per segnalare l'autovettura messa a disposizione dei rapinatori.


IPOTESI:idea provvisoria che,partendo da un lato certo, ne deduce un altro che dev'essere dimostrato.
L'intuizione iniziale è divenuta ipotesi nel momento in cui si è accorti che l'unica spiegazione razionale attribuibile alla rimozione delle targhe anteriori era quella colta dopo il lapsus di Fabio Savi.


FATTO:un dato dell'esperienza.


ESPERIENZA 1: i Savi hanno ripetutamente e convergente mentito sull'assenza delle targhe anteriori;non volevano o,piu credibilmente,non potevano spiegare chi fossero i materiali esecutori delle rapine.


ESPERIENZA 2:i Savi hanno ripetutamente e convergentemente mentito sulla modalità di esecuzione delle rapine; non potevano dispiegare sulla scena del delitto piu forze in termini di uomini (si pensi alle rapine alle Coop di Casalecchio,via Massarenti o Pesaro) e di mezzi (si pensi al revolver che non possedevano e che ha sparato a Castel Maggiore o agli inspiegabili 1500 km fatti dalla Uno bianca usata in via Gorki).


ESPERIENZA 3: le due menzogne precedenti rispondono a una stessa esigenza,ovvero la necessità di proporsi come unici autori di tutti i fatti criminosi.


L'INTUIZIONE nata dal lapsus di Fabio Savi è divenuta,prima, un'ipotesi (unica spiegazione possibile di una condotta anomala) e poi, calata nella concretezza della realtà,un fatto.
La ragione per cui,prima di essere arrestati,i Savi hanno concordato di negare la rimozione delle targhe anteriori è la stessa per cui non potevano dare le giuste risposte sull'esecuzione di rapine che non avevano le potenzialità di realizzare.
L'assurdo logico insito in una banda che,nello stesso periodo,assalterebbe casellanti inermi e guardie giurate armate su furgoni blindati si scioglie assegnando alla banda,per ogni tipologia di rapina,il ruolo consentitole dalle proprie capacità operative.
La correlazione fra l'assenza delle targhe anteriori e la violenza gratuitamente esercitata negli assalti alle Coop e nella rapina Ricuperati apre,tuttavia,un ulteriore quesito.Si tratta di capire se i Savi avevano un rapporto diretto con i materiali esecutori delle rapine alle Coop.Oppure se il rapporto era mediato da terzepersone.Perchè,se fosse vera questa seconda ipotesi,lo scenario sarebbe ancora piu inquietante.
Chi è, o chi sono i personaggi che manovrano i Savi da un lato, e i rapinatori dall'altro? E' questo il dilemma che ci introduce al 1990.

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