Anglotedesco

Anglotedesco

venerdì 20 aprile 2012

MARINE LE PEN:Gianfranco Fini,Berlusconi e la Lega Nord

marine le pen gianfranco fini silvio berlusconi lega nord umberto bossi

 

Anche Marine Le Pen un giorno potrebbe imitare Gianfranco Fini? Non c'è niente di scontato, può succedere di tutto,io credo proprio di no, in Francia c'è molta piu serietà e leggendo questo libro ho capito che,sopratutto quando parla di politica economica, la Le Pen è tutt'altra cosa.
Sull'immigrazione sono abbastanza d'accordo con lei.Bisogna dare asilo a chi scappa dalle guerre, ripenso ancora a quello che mi diceva mio zio (e mi dice perchè uno è ancora vivo) quando da ragazzino schivava le bombe e sperava che non arrivasse proprio nel punto dove si nascondeva; sono d'accordo sul respingere i "rifugiati economici" ma non per razzismo (la destra lo è) ma per evitare guerre tra poveri ,l'Italia non offre opportunità di lavoro e dunque è inutile ,ognuno i propri poveri, solo alle sinistre interessa farli entrare tutti,ma solo per motivi di voto e non altro.Quando il Belpaese arriverà ad offrire posti di lavoro come la Germania o l'Inghilterra prima della neoliberista criminale Thatcher, si possono accogliere.


da CONTROCORRENTE (I libri del Borghese)

Il piatto forte mi fu confezionato da quelli che i giornalisti chiamano "gli storici",parola dietro la quale si trovavano in realtà dei dirigenti del mio partito,molto differenti gli uni dagli altri,gran numero dei quali avevo visto arrivare al FN solo negli anni 80' per diventare deputati.
Adoratori dei complotti,mi accusavano di essere manipolata ,da chi? Non si sapeva bene,ma perchè, questo si sapeva!
Il mio obiettivo,dicevano,era di abbandonare i principi fondamentali del FN per,come GIANFRANCO FINI in Italia,vendere il mio partito per una poltrona ministeriale! Niente altro che questo! Meglio riderne che piangere.
Su GIANFRANCO FINI sarò molto stringata:per il suo passaggio al centro è stato ricompensato in termini di rapporti privilegiati con i poteri forti internazionali e nazionali italiani.Ma,come si dice in Francia,tutte le malattie ,prima o poi,finiscono.

Il caso-BERLUSCONI mi spinge,invece,ad affrontare,in conclusione,la questione morale.Un modo spregiudicato,spettacolaristico di rappresentare e incarnare la leadership,da parte del premier italiano,che lo avvicina nettamente a Sarkozy.Le recenti sconfitte elettorali,le amministrative e gli ultimi referendum,dimostrano inequivocabilmente che in Italia è in atto una significativa inversione di tendenza dell'opinione pubblica.Un'inversione di tendenza rispetto  all'onda lunga berlusconiana,proprio da parte di quel ceto che storicamente guarda a destra con favore e simpatia.E le ragioni sono tante:dalla mancata rivoluzione liberale italiana, confermata anche dall'ultima manovra economica,alle turbolenze interne alla coalizione di centro-destra.Ma c'è ne una che spicca su tutte:i comportamenti  personali di Berlusconi.Io penso che nei paesi della UE ci sia oggi un grande bisogno di etica,di morale pubblica,di classi dirigenti degne del nome e della loro missione storica.E un altro elemento che avvicina Sarkozy a Berlusconi è la loro idea verticistica di europa.Hanno insieme contribuito ad affermare una costruzione europea che nuoce ai popoli,che vieta ai popoli di decidere veramente per il loro futuro;i due non hanno preso decisioni serie sull'Euro,sull'immigrazione (si è visto col caso-Lampedusa),non hanno chiesto la sospensione del trattato di Schengen.

L'idea di pattriottismo e la difesa dello Stato nazionale,ci differenziano dal partito di Bossi.Una battaglia che riprenderemo con grande vigore,in vista delle prossime presidenziali francesi, sarà l'indizione di un referendum per uscire dall'Euro e conseguentemente dalla dittatura del FMI e della Bce.Referendum per rispondere a due domande:l'Euro imposto anni fa, ha finito per rendere piu deboli molti paesi,coma la Grecia e l'Irlanda che, pur accettando le condizioni obbligate del FMI,hanno visto aumentare i loro tassi di interesse e quindi il costo del loro debito.Altri paesi hanno dovuto rinunciare alla loro sovranità sulla moneta e sulle politiche economiche,salariali e pensionistiche.

Nessun commento:

Posta un commento