Anglotedesco

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domenica 1 aprile 2012

OCCUPY PIAZZA AFFARI.ALBERTO PERINO:"Governo golpista!"

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C'era tanta gente ieri alla manifestazione contro le banche e il governo Monti, non vorrei sbagliarmi ma secondo me non erano 50.000 le persone presenti, ma poco piu della metà.
Partenza da Porta Romana fino a Piazza Affari, quasi tutti tranquilli tranne qualcuno che si è improvvisato muratore davanti ad una banca.Tra la gente ho visto Piero Ricca e il giornalista di Libero Francesco Borgonovo che seguiva il corteo in bicicletta , quel Borgonovo insultato da Carlo Freccero tre settimane fa.


D'accordo su tutto quello che hanno detto, trovo sempre strano che Paolo Ferrero faccia certi discorsi nonostante abbia accettato di fare il Ministro del governo Prodi , ieri ha ricordato che Mario Monti e Mario Draghi sono ex Golman Sachs ma si è dimenticato che Romano Prodi è stato consulente ed anche premiato con una valanga di Dollari.


I VIDEO


GIORGIO CREMASCHI E ALBERTO PERINO


PAOLO FERRERO


GIULIETTO CHIESA


PUBBLICO ALCUNI PEZZI DEI VOLANTINI CHE MI SONO STATI CONSEGNATI:



"Si tratta di una controriforma devastante che,complessivamente,peggiora le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori e lascia praticamente intatti i problemi del precariato e dell'inserimento dei giovani nel lavoro,che accantona il metodo della concertazione tra governo e "parti sociali",emargina i sindacati e riduce di molto il loro potere contrattuale,instaura nuove relazioni industriali sul modello Marchionne di stampo mussoliniano.Si tratta della controriforma liberista richiesta e imposta  dalla Bce,a partire dalla famosa lettera inviata da Draghi e da Trichet all'ex governo Berlusconi poco prima di dare le dimissioni.Presa in mano e portata avanti dal governo Monti,sostenuto in parlamento dal Pdl di Berlusconi-Alfano,dal Pd di Bersani e dal Terzo polo di Casini, Rutelli e Fini, e gestita direttamente e personalmente dal nuovo Vittorio Emanuele III, Giorgio Napolitano"


"Del resto l'obiettivo di Monti &C è chiaro fin dall'inizio:abbattere il salario reale,incrementare al massimo la spremitura del lavoro, distruggere la possibilità di una riorganizzazione del movimento di lotta della classe lavoratrice nei luoghi di lavoro e nelle società,perchè solo per questa via il capitalismo italiano può ritagliarsi un ruolo (ridotto) nella divisione internazionale del lavoro.Per questo hanno messo fine alla politica di "concertazione" che pure tanti benifici ha dato al padronato e tanti danni ha causato ai salariati"


"Battersi per non pagare il debito "pubblico" significa per lavoratori, pensionati, precari e disoccupati difendere i propri interessi economici e sociali ma significa anche riorganizzare il conflitto della classe e riproporre una visione alternativa del mondo e per ricostruire un blocco sociale anticapitalista.Di fronte all'aggressività delle classi dominanti europee nessuno può pensare di chiamarsi fuori dallo schiacciasassi economico,sociale e antidemocratico che il capitale ha messo in moto.
Lottare per non pagare il debito dunque ma anche per definire un programma di obiettivi, di lotte e di organizzazione che avii questo processo di ricomposizione e unità,alternativo alle ricette mortali del governo Monti e della Bce,un programma socialmente rappresentativo dei settori di classe.


CHI SI ARRICCHISCE SUL DEBITO PUBBLICO ITALIANO?


1992


PROPRIETARI TITOLI DI STATO


Famiglie italiane: 54%


Banche, fondi, assicurazioni italiane: 38%


Banche,fondi, assicurazioni straniere: 8%



2010


Famiglie italiane:14%


Banche,fondi,assicurazioni italiane: 48%


Banche,fondi,assicurazioni straniere: 38%



Ogni anno, banche, assicurazioni,fondi di investimento italiani o straniere si portano a casa già adesso l'86% dei 70-75 miliardi di euro di interessi che lo Stato paga per i titoli del suo debito pubblico.Se la Bce e L'unione Europea vogliono imporre la riduzione del debito pubblico italiano al 60% del Pil,significa che i governi dovranno fare manovre da 40 miliardi di euro per almeno venti anni di seguito.Sarebbe il massacro dei salari e delle pensioni,della sanità,della scuola e la privatizzazione di tutti i servizi.E' evidente che questo debito non può essere pagato se non vogliamo un vero e proprio genocidio sociale e la fine di ogni assetto democratico del paese.



 

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