Anglotedesco

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venerdì 13 aprile 2012

Presentazione a Bologna del libro L'ITALIA DELLA UNO BIANCA


Bologna è una città molto intrigante, bellissima ,scomoda politicamente. Arrivi in stazione è pensi al 2 agosto 1980, passeggi per via Indipendenza e ad un certo punto c'è via Volturno dove la banda della Uno bianca  il 2 maggio 1991 rapinò l'armeria e uccise 2 persone. Arrivi in Piazza Maggiore dove è partito il movimento 5 stelle di Beppe Grillo e poi c'è via D'Azeglio dove abitava Lucio Dalla. Una città dove non ti annoi mai.


Nonostante a metà maggio Giovanni Spinosa verrà a presentare il suo libro anche dalle mie parti, ho deciso di andare proprio a Bologna perchè è li che Fabio Savi faceva il poliziotto e dove ci fu l'episodio piu grave:l'eccidio del Pilastro.
Alla presentazione erano presenti anche qualche giudice dei processi e tra il pubblico anche Rosanna Zecchi la moglie di Primo che fu ucciso da Fabio Savi dopo una rapina in tabaccheria il 4 ottobre del 1990.



Pubblico per l'ultima volta pezzi si questo libro.ECCIDIO DEL PILASTRO,tre (giovani) carabinieri uccisi.Questa storia è molto piu complessa di quello che ci vuol far credere Carlo Lucarelli su Blunotte, ma lo si può capire, in un'ora non puoi metterci dentro tutto.
Per leggere e capire tutto ,bisogna fare attenzione  riga per riga.Io pubblico la sintesi che ha fatto il dottor Spinosa.


L'ITALIA DELLA UNO BIANCA-Giovanni Spinosi (Chiarelettere)


ECCIDIO DEL PILASTRO


FASE INIZIALE: uno dei Savi,armato del revolver di Alberto,spara contro la fiancata sinistra della Uno militare ferma all'incrocio fra via Casini e via Ada Negri;ferisce i tre militari che reagiscono,sparando con l'M12


FASE INTERMEDIA: la Uno dei carabinieri si sgancia,percorre via Casini fino all'altezza del mercatino (120 metri circa il primo incrocio); l'autista, Otello Stefanini ,ferito al gomito e al volto da due colpi della pistola di Alberto Savi,perde il controllo della macchina e finisce contro alcuni cassonetti della spazzatura;


FASE FINALE: i Savi raggiungono la Uno militare;dalla Uno bianca scendono Fabio e Roberto armati dei loro fucili mitragliatori e uccidono i tre carabinieri già feriti.


 


Anche la seconda sentenza ha articolato il conflitto in tre fasi,tuttavia con contenuti diversi.



FASE INIZIALE:i Savi,a bordo della loro Uno Bianca,sono in coda alla Uno dei carabinieri già prima dell'incrocio fra via Casini e via Ada Negri;sparano i primi colpi con l'AR70 di Roberto Savi dal finestrino anteriore destro, mentre le macchine sono in marcia lungo via Casini e poco prima di arrivare all'incrocio con via Ada Negri;


FASE INTERMEDIA: la Uno bianca dei Savi perde,all'altezza dell'incrocio fra via Casini e via Ada Negri,il contratto con la Uno dei carabinieri;ripreso il contatto,i Savi sparano una nuova raffica poco prima del mercatino,colpendo mortalmente il carabiniere Otello Stefanini che perde il controllo del veicolo e finisce contro i cassonetti della spazzatura;


FASE FINALE; Roberto e Alberto Savi (Fabio si sarebbe quasi assentato da questa fase) scendono dalla macchina;Alberto spara contro la fiancata sinistra con il proprio revolver,mentre Ro9berto spara con l'AR70


I Savi hanno proposto addirittura quattro moventi


1) Erano andati a sparare a dei negri,ma c'erano i carabinieri e andavano bene anche quelli


2) Passavano casualmente per il Pilastro con l'intenzione di andare a San Lazzaro a rubare delle macchina


3) Volevano rubare delle macchine al Pilastro e vennero casualmente intercettati dai carabinieri


4) Fu un agguato per rapinare le armi ai carabinieri.



LE PERPLESSITA'


1) La maggior parte dei racconti dei Savi sulla dinamica dell'eccidio (ovviamente,anche lì,le versioni sono mutevoli) presenta l'evento come un fatto casuale


2) Non ha alcun senso buttare le armi rapinate nei fiumi per poi essere costretti a un simile delitto per rapinarne altre;


3) Se proprio si vuole fare un agguato a dei carabinieri non c'è alcuna ragione per andare al Pilastro,sotto gli occhi di decine di testimoni e con il rischio di incappare nella pattuglia della polizia che contemporaneamente vigilava su quello stesso territorio;


4)Dopo aver assassinato i tre giovani militari,non venne rapinata alcuna arma;la circostanza è ancora piu significativa se si considera che,nella ricostruzione dell'eccidio fatta da quella stessa Corte, uno dei Savi (Alberto) avrebbe fatto il giro dell'auto e sarebbe passato al fianco del cadavere di Andrea Moneta, caduto all'esterno dell'auto con la propria pistola Beretta in pugno.



IL CANNOVACCIO DEI SAVI


- Al Pilastro erano in tre, Fabio, Roberto e Alberto;


-Per una qualche ragione a scelta decisero di sferrare un attacco ai carabinieri e non è credibile;c'era ,sulla strada,il lampeggiante acceso di un camion dei pompieri;


-Spararono ai carabinieri mentre erano in macchina nel tratto fra i grattacieli e la Casa rossa;


-Si spense il motore all'altezza della Casa rossa; è la fantasia di Fabio Savi:dovevano giustificare la distinzione del conflitto in due fasi;


-Riagganciarono i carabinieri nell'ultima parte di via Casini,iniziando a sparare nuovamente dalla macchina in movimento;è compatibile solo con un'ipotesi di permeabilità di Beltrame e Nikpali alle pallottole;


-Fuggirono a San Lazzaro;ed è vero


-Incendiarono la macchina con un colpo di arma da fuoco e tornarono a casa con un'Alfa 33 rubata,parcheggiata precedentemente sul posto; ed è falso.


DA DOMANI TROVERETE ALTRI VIDEO DELL'EVENTO SUL MIO CANALE YOUTUBE


www.youtube.com/anglotedesco


 

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