Anglotedesco

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martedì 15 maggio 2012

Il pentito Di Bella e il brigadiere che si guadagnò la fiducia del clan



I libri e le trasmissioni di Gianluigi Nuzzi sono sempre straordinariamente interessanti e hanno il successo che si meritano.In coppia con Claudio Antonelli ha sformato questo capolavoro dove raccolgono la testimonianza del collaboratore di giustizia Giuseppe Di Bella che sulla 'ndrangheta racconta molto cose, degli affari qui al nord , in giro per l'Europa e di alcuni personaggi famosi frequentatori dei mafiosi.


Adesso, qualcuno fa bene a ricordare che spesso chi parla di mafia italiana dimentica quella finanziaria (non è il caso di Claudio Antonelli che su Libero scrive dei signor articoli di economia) ma non posso accettare le cazzate sia di Beppe Grillo che di Paolo Barnard. Le mafie impediscono a milioni (e non qualche centinaio) di cittadini meridionali ,da anni, di vivere in maniera decente, intascandosi i tanti miliardi di euro ricevuti dallo Stato italiano (700 miliardi di lire solo nel 1992) destinati alle scuole,asili, ospedali, lavoro. Il rincoglionire la gente dicendo che con la moneta sovrana si risolverebbe tutto,oltre ad essere una grossa presa in giro, è un modo per ottenere visibilità e magari qualche donazione in piu.

Purtroppo quasi tutti i giorni nei libri o tv , si scoprono uomini delle istituzioni,dello stato, magistrati che hanno rapporti con i clan, c'è da preoccuparsi.


da METASTASI-Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli (Chiarelettere)

In buona fede o meno,dietro ogni armeria si può nascondere un traffico illecito.E' il continuo spostamento di spistole e mitragliatrici da un paese all'altro che permette di portare a termine un gigantesco gioco delle tre carte.Un sistema nel quale l'armiere,magari padre di famiglia,continua ostinatamente a considerarsi una semplice pedina e invece è pure lui motore di un ingranaggio perverso.Di cui solo la ndrangheta possiede il quadro completo e ha in mano le chiavi.L'armiere di Zurigo e il singolo criminale che traffica in armi non si conoscono tra di loro.La 'ndranghrta però si, li conosce entrambi.Di entrambi sa vita e morte,e solo così può permettersi di stabilire il prezzo finale.Sia delle armi sia delle loro esistenze.

La testimonianza di Di Bella è rivelatrice: "Ogni occasione è quella giusta per fare business,anche le serate di svago diventano lavoro.Nel 1992 conosco a Lecco Francesca Fumagalli.Da tempo gestisco locali.La Fumagalli si occupa dell'installazione di videopoker.Un venerdi la invito a cena per la sera dopo.Dice che non ha impegni e accetta.Al terzo bicchiere di vino cominciamo a parlare delle sue attività all'estero.Allora la Fumagalli aveva una certa fama:aveva avuto una società che lavorava molto con la Francia e aveva chiuso per bancarotta lasciando circa un miliardo di debiti.In Italia, a quanto pare,aveva meno agganci.Mi interessava di piu il suo lato francese.A un certo punto mi dice che continua a tornare in Francia non piu per affari ma per salutare un'amica.E precisa:"un'amica che vive in una splendida tenuta perchè il padre è un grande fabbricante d'armi".Lo dice con una certa malizia,come se era li che voleva arrivare.Insomma,un messaggio bello e buono.Così al terzo incontro le chiedo di presentarmi la sua amica.E infatti la incontro non molto tempo dopo a Molteno,a casa della Fumagalli.Arrivo in compagnia di Agostino e di un brigadiere della polizia penitenziaria,Vincenzo Stoto.E' un esperto di armi e a volte si unisce al gruppo per fare qualche "straordinario".Poveretto,è un bravo ragazzo.Si è avvicinato a noi perchè facendo servizio in carcere è diventato amico del fratello di uno del clan e lo ha aiutato con una commissione.Poi un'altra volta è andato a ritirare delle armi e pian piano si è guadagnato la fiducia del clan."Mi è dispiaciuto parlare di lui ai magistrati.Ma quando si comincia a collaborare sei costretto a non guardare piu in faccia nessuno.Tiri dentro anche persone che ti sono state vicine per anni, con le quali hai guadagnato soldi ma anche passato bei momenti.Non hai alternative.E' come buttarsi da un ponte senza sapere se ti hanno messo un'imbracatura che ti può salvare la vita.L'unica cosa che ti resta di fare è cadere.E ti aggrappi alle persone.Fai i loro nomi,cognomi, li fai arrestare.Ma niente ferma la caduta.Perchè hai firmato un patto e sotto,in piccolo,c'è una clausola che dice che devi cadere proprio fino in fondo.Solo a quel punto sei un vero collaboratore di giustizia.Questo per spiegare che Stoto si è comportato sempre bene con me,eppure non ho nascosto a nessuno che quella sera a Molteno c'era anche lui.Anche se ha assistito e basta.

"Invece Rusconi e io siamo gasati dall'affare ed entriamo a gamba tesa.Chiediamo alla ragazza francese se c'è la possibilità di ordinare un camion di armi.Servono pistole calibro 7,65 e sopratutto mitragliette del tipo israeliano.Ci sono amici napoletani interessati all'acquisto.Accetta,nemmeno troppo stupita.

A quel punto io metto in contatto le parti e noi tre ne usciamo con una parcella da mediatori di circa 70 milioni di lire.Le armi, mi spiegò poi Rusconi,partirono da Nizza e fecero tutta la statale evitando l'autostrada fino a Merone,in provincia di Como.Passarono per Ventimiglia,dove sono sicuro che la fancese aveva un certo tipo di agganci.Poi, quando arrivò vicino a Como,il camion venne preso in consegna dai napoletani.E non so piu nulla,se non che l'operazione andò bene.Anzi benissimo.Ma con i francesi non abbiamo avuto altri contatti purtroppo.E' un peccato non mantenere certi rapporti.Aprire una strada senza rischi, a costi zero e con un rendimento sicuro e poi vedere tutto sfumare... Un peccato.Ma la ragazza non torna piu in Italia e certi affari non si fanno al telefono".

Questo racconto è illuminante per capire quanto è larga la zona grigia che consente alla 'ndrangheta di avviare i propri affari e riciclare i soldi sporchi.In generale la ' ndrine fatturano con le armi almeno 3 miliardi di euro all'anno.Lombardia ,Valle D'Aosta e Liguria restano i perni di confine.Sono i filtri per pulire i traffici.Il denaro fatto con la droga serve per comprare armi e gli utili della vendita di armi servono per comprare immobili,case e persino strutture turistiche.I sistemi si affinano ma non cambiano.Ci sono armieri conniventi in Valtellina e in Svizzera.Alcuni in Francia vengono pagati per fare arrivare armi in Italia mentre altri in Liguria fanno lo stesso ma in direzione della francia.Vale la pena raccontare un caso recente.

Nel 2009 i titolari, padre e figlio,dell'armeria Calvini,in pieno centro a Sanremo,vengono fermati sull'Aurelia mentre stanno per andare a Bordighera.Per la precisione mentre stanno per svoltare in Strada Monte Nero dove abita Roberto Pellegrino,imprenditore edile di origine calabrese da anni trapiantato appunto a Bordighera.Quando il sottoufficiale di polizia allunga il collo dentro il baule,trova una pistola e una carabina.I documenti non corrispondono.E scattano le manette.Al processo gli armieri si difendono dicendo che si tratta di un banale errore amministrativo e che le armi erano destinate a un cliente che loro immaginavano essere francese.Invece era un italiano interessato a portare armi all'estero.Il giudice non crede alla versione difensiva,tanto meno alla buona fede.E condanna sia il padre che il figlio a due anni e quattro mesi.Mentre l'imprenditore calabrese prende due anni di pena.Mancano,però, gli altri due gradi di giudizio per mettere il timbro della chiusura sul caso Calvini.

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