Anglotedesco

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venerdì 4 maggio 2012

L'EURO IN BILICO





Anche quando avevamo una nostra moneta, Svezia e altri paesi scandinavi ,avevano meno problemi di noi,e nonostante molta gente continua a sostenere il contrario,non penso che l'Italia possa fare come l'Islanda ,troppa differenza.E' come paragonare uno che fa un sindaco in una piccola cittadina di 10.000 abitanti e uno che lo fa in una grande città dai 500.000 abitanti in su, è molto piu difficile.Non tutto quel che è giusto lo si riesce a realizzare. Non c'è dubbio che l'euro ha peggiorato le cose non solo all'Italia. I danni provocati da questa moneta unica sono difficili da calcolare.Una volta quello che costava 10.000 oggi costa 10 euro cioè il doppio,un perdita di potere d'acquisto del 50%.Quelli che hanno voluto piu fortemente l'Euro sono stati i tedeschi e infatti i risultati parlano chiaro.Non solo le germanie hanno potuto unirsi e pagare i costi dell'operazione, ma i dodici anni di moneta unica hanno garantito una stabilità monetaria superiore a un tasso d'inflazione inferiore ai 12 anni prima della sua adozione perchè ricordiamoci che con il marco forte ,la Germania era in crisi.Mario Draghi è tanto contento (è uno dei padri fondatori) ma non capisco cosa c'è da esaltarsi se dopo dieci anni dalla nascita dell'euro, la sopravvivenza di 500 milioni di persone dipende dai mercati e dal costo del denaro che gli stati sono costretti a prendere in prestito.Ricordiamoci anche che quando il 31 dicembre 96' ,il governo Prodi approva l'Eurotassa,ci fu una manovra di 4.300 miliardi di lire necessarie per ridurre il disavanzo dello 0,6% per rispettare i parametri di Maastricht. Purtroppo però non è semplicissimo tornare alle monete nazionali,a meno che tutti insieme si decide di uscire dall'euro.La crisi di questa moneta di nessuno ha tirato fuori con piu chiarezza e diversità,divisioni che ci sono sempre state all'interno dell'Unione Europea e poi eliminando la moneta unica succederebbe un processo a catena con probabile crollo dei mercati di borsa e del debito rinforzati dal collegamento finanziario. Staremo a vedere.

da L'EURO IN BILICO- Bruno Amoroso (Castelvecchi)

 Come sempre nei momenti di svolta della storia si ripropone il dilemma inseguire il cambiamento per controllarlo e governarlo, oppure opponi ad esso con un progetto diverso di economia e di società.In entrambi i casi un fatto è accertato,anche se ancora lontano dall'essere introiettato nelle politiche del movimento operaio e di gran parte della sinistra europea:sia il modello dell'impresa,con il suo corollario di strategia di lotta di classe e di patti sociali,sia lo stato del benessere,con il suo corollario di diritti,appartengono definitivamente al passato della storia europea.Così come la ripetizione della strategia della partecipazione al dividendo dei profitti, integrato dalla ripartizione del bottino sui paesi emergenti con attività criminali e con le guerre di rapina attualmente in corso in nord Africa. L'associazioni di paesi dell'Europa Occidentale,tenuti al guinzaglio dalla Germania che ne controlla le politiche economiche e industriali,e dalla Gran Bretagna che decide sulla politica estera e amministra il patrimonio finanziario speculativo.Per il resto è divisa su tutto ciò che dovrebbe seguire.Lo dimostra la situazione esistente rispetto alla moneta europea,erroneamente identificata con l'euro.L'euro è oggi una delle monete in uso nell'Unione Europea,in 17 su 27 stati membri.Tra i paesi che hanno mantenuto la moneta nazionale e non hanno alcun obbligo di adesione all'euro si annoveranno la Gran Bretagna,il piu importante mercato finanziario,la Svezia e la Danimarca,tra i paesi con piu forte stabilità economica e capacità produttiva.Le ragioni della non partecipazione all'euro da parte di questi paesi non è dovuta al mancato raggiungimento dei requisiti richiesti dai criteri di convergenza e dal patto di stabilità e crescita,ma al loro desiderio di mantenere la sovranità monetaria pur partecipando a pieno titolo all'Unione Europea. I rapporti tra le loro valute e l'euro sono regolati in modo diverso:la Danimarca ha un corso fisso in cambio con l'euro, mentre la Gran Bretagna e la Svezia hanno scelto di operare con cambi flessibili. I rapporti di cambio tra valute possono aver luogo all'interno di 3 forme: A) l'unione monetaria nella quale i paesi partecipanti utilizzano a stessa moneta e perciò non possono in modo indipendente fissare il rapporto di cambio con paesi fuori dell'unione. B) politica del corso fisso di cambio:ha luogo tra monete diverse che concordano un rapporto fisso di cambio tra le loro valute con l'impegno a mantenerlo dentro un margine limitato di variazione e a concordare cambiamenti nei rapporti di cambio tra singole monete.Si tratta del sistema monetario europeo che ha avuto applicazione dal 1979 tra i 9 paesi della comunità europea (serpente monetario) prima dell'istituzione dell'unione economica e monetaria.Il sistema ha dovuto nel corso del tempo ampliare i margini di variazione concordati,a causa delle pressioni speculative sulle singole monete nazionali.Nel 1992-1993 l'alto tassi d'interesse tedesco danneggiava l'economia di altri paesi europei con crescente disoccupazione,e questo costrinse la Gb ,l'Italia e la Svezia a uscire dal serpente monetario.Gli altri paesi ottennero un ampliamento del margine concordato di variazione dall'originario.Una valutazione complessiva mostra una debole crescita economica della zona euro aggravata dalle forti differenze registrate tra i vari paesi.

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