Anglotedesco

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giovedì 3 maggio 2012

Sulla mafia, Beppe Grillo la pensa come Paolo Barnard (2 parte)



"Invece del magistrato avrei dovuto fare il mafioso".Queste sono le parole di una intercettazione telefonica di un paio di mesi fa tra un magistrato ed esponenti della 'Ndrangheta,una situazione veramente preoccupante per il nostro paese. Be che la mafia finanziaria è piu pericolosa di quella italiana ,non ci sono dubbi, parlano i numeri, con questa crisi si sono suicidati molti imprenditori e non solo. Quello che non posso accettare sia da Grillo ma sopratutto da Paolo Barnard, la benchè minima difesa alla criminalità organizzata; ci sono persone morte e molta gente costretta a cercare fortuna da altre parti d'Italia e del mondo, da una vita. Grillo e Barnard sulla mafia, quello che penso io. BEPPE GRILLO In passato ma anche ultimamente si è occupato delle nostre mafie e del loro business.Articoli e video interessanti, interviste a Caselli,Spataro e tanti altri magistrati antimafia. Quello dell'altro giorno è stato un intervento irrispettoso e guarda a caso proprio a Palermo, magari per evitare complicazioni. Vedo che Grillo e i suoi collaboratori negli ultimi mesi si interessano di economia e consigliano libri utili sull'argomento, quasi tutti quelli che appaiono sul suo blog li ho acquistati anch'io (Stiglitz, Max Otte,Roubini).Ripeto:la mafia finanziaria è piu pericolosa ma poteva tranquillamente evitare di dire ciò che ha detto. PAOLO BARNARD Difficilmente darà ragione a Beppe Grillo,piuttosto dice che l'ha copiato. A differenza di Grillo,Barnard non ha mai scritto un articolo sul suo blog contro le mafie, contro i loro boss, e senza mai ricordare uomini che per la lotta contro la criminalità organizzata, ci ha lasciato le penne come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Libero Grassi ,Giuseppe "Pippo" Fava, Peppino Impastato. Venti o trenta articoli di critiche feroci a Travaglio, Santoro , Di Pietro, Ricca e neanche uno su Bernardo Provenzano, Toto Riina.Possono avere idee sbagliate ma quando attachi lo devi fare a 360 gradi. Stessa cosa per i politici: li considera poco piu che marionette però quando deve attaccare D'Alema, Di Pietro, Fassino lo fa (giustamente); Berlusconi lo risparmia o gli scrive lettere d'amore. Io ,che non sarò a livello di Grillo o di Paolo Barnard (sopratutto), amo pubblicare pezzi di libri dove si parla di tutti i tipi di criminalità, e do spazio in questi due giorni ad uno splendido libro del grande esperto di rapporti tra mafia,politica e affari: Nicola Tranfaglia.

da MAFIA,POLITICA E AFFARI-Nicola Tranfaglia (Editori Laterza)

L'arresto di Leggio e la scoperta delle connessioni tra i sequestri in Sicilia e alcuni grossi sequestri al Nord,la personalità e l'attività di alcuni dei mafiosi arrestati,confermano questa valutazione.


a fianco della mafia siciliana un peso crescente assume oggi la mafia calabrese come dimostrano i recenti arresti collegati ai sequestri di persona a Roma e al Nord.Lo sviluppo impetuoso della mafia calabrese (pur nella diversità dei connotati storici rispetto a quella siciliana),mentre testimonia un preoccupante processo di disgregazione economica e sociale della Calabria,dimostra, in pari tempo, una insufficiente vigilanza e mobilitazione della opinione pubblica e di tutti gli organi dello Stato.La presenza della Commissione parlamentare d'inchiesta ha,invece,stimolato tale mobilitazione in Sicilia.

I mafiosi costituiscono oggi una grande potenza finanziaria.L'enoteca Borroni,scoperta a Milano, aveva un deposito di vini pregiati per un valore di oltre un miliardo di lire.Il Guzzardi,implicato nei sequestri,è anche un grosso appaltatore edile (ha avuto anche un appalto nella costruzione della metropolitana di Milano).Il commercialista palermitano Pino Mandalari (candidato del MSI alle elezioni politiche del 1972) ospita nel suo studio le società finanziarie di alcuni fra i piu noti gangsters tra cui Salvatore Riina,braccio destro di Leggio,e il Badalamenti di Cinisi,nonchè quelle di padre Coppola.Tali società intestate a dei prestanome si occupano delle attività piu varie (dall'acquisto dei terreni ed immobili come beni di rifugio alla speculazione edilizia,alla sofistificazione dei vini).

Ma lo sviluppo di una rete mafiosa a carattere nazionale per controllare alcuni traffici e per organizzare i sequestri non significa che ci troviamo di fronte a un pugno di gangsters sradicati dalla realtà locale che li ha espressi.La denunzia-confessione del giovane Leonardo Vitale (il cosidetto Valachi siciliano) ha offerto un vero e proprio spaccato di che cosa è,ancora oggi, una cosca mafiosa in un rione o in una borgata di Palermo.La cosca mafiosa di Altarello di BaidaBoccadifalco, a cui era affiliato il Vitale,era dedita ad attività tradizionali come quella dell'estorsione (il Vitale ha comunicato alla Polizia un elenco di estorsioni sino ad allora del tutto ignorate e successivamente confermate dai costruttori edili che le avevano subite) e di tipo nuovo come la speculazione sulle aree.Non solo,ma permane la divisione delle zone di influenza tra le varie cosche. (Il Badalamenti è intervenuto recentemente da arbitro tra la mafia di Altarello e quella della Noce per una questione di competenza territoriale).

Il recente attentato al vecchio boss Vincenzo Nicoletti,subito dopo il suo rientro dal soggiorno obbligato,e la sequenza di delitti che ne è susseguita nella zona (il quadrilatero Pallavicino-Partanna-Mondello-Tommaso Natale) mette in evidenza l'esistenza di una realtà analoga in quel gruppo di borgate rispetto a quanto denunziato per la zona di Altarello-Boccadifalco.la recrudescenza di attività criminali nella zona di Altarello-Boccadifalco.La rucredescenza di attività criminali nella zona Cinisi-Carini-Partinico-Roccamena in relazione all'attività del gruppo mafioso legato alla famiglia di padre Coppola indica che anche in zona della provincia permane e si sviluppa l'attività delle cosche mafiose locali.Tutto ciò indica la ricostituzione (nonostante la repressione degli ultimi anni) di un potere mafioso su base territoriale con l'aggiornamento delle strutture tradizionali nonchè dei campi di attività.Uno dei campi nuovi di attività è costituito,nella zona del vigneto,dalla sofistificazione su larga scala.Ma continua l'attività tradizionale tipo abigeato,controllo della guardiana,dell'acqua di irrigazione,dei consorzi di bonifica e degli appalti.

Questi fatti dimostrano il permanere di connivenze fra potere mafioso, amministrazioni locali, funzionari pubblici, uomini politici.La denunzia del Vitale lumeggiava anche questi aspetti,confermano come il potere DC nelle borgate di Palermo sia,ancora oggi,fondato largamente sulla compenetrazione con la mafia.

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