Anglotedesco

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venerdì 8 giugno 2012

I quaranta giorni passati in carcere da Flavia Perina




Sinceramente non sapevo dei quaranta giorni passati in carcere da Flavia Perina, c'è stata nel periodo degli anni di Piombo,quelli che ti facevano vergognare di essere italiani.Adesso il terrorismo c'è ancora, ma è diverso, si usano i giornali e le tv.


Viviamo in un paese che è sempre stato schiavo degli Usa e del Vaticano, lo mafia è all'interno dello stato (anche se per qualche malato di protagonismo non è un problema), il carcere è sempre visto come una punizione eccessiva.Poi chi scrive questo libro è una parlamentare del Pdl , hanno avuto come leader (lo è ancora anche se finge di non esserlo piu) Silvio Berlusconi che senza il record di leggi ad personam (ci sta provando anche adesso per evitare il processo Ruby) per un Premier, sarebbe in galera.

L'altra sera a OTTO E MEZZO di quella Lilly Gruber che ,risparmiando la finanza internazionale, ha avuto come premio l'invito a partecipare alla ruinione del Bilderberg negli Usa,si parlava di Emma Bonino al Quirinale. Se succede veramente me ne vado da questo paese.

A Giovanni Vantaggio, il probabile (la sua versione non mi convince) assassino di Brindisi, consiglio di star tranquillo, ci penseranno i Radicali Italiani a darle una mano,l'hanno già fatto con fior di criminali come Fioravanti e Francesca Mambro.


da DETENUTI-Melania Rizzoli (Sperling & Kupfer)

Flavia Perina è una parlamentare di Futuro e Libertà,giornalista ed ex direttore del Secolo D'Italia.Militante fin da giovanissima nelle organizzazioni del Movimento Sociale Italiano,aderisce al Fronte della Gioventù.

Nel 1977,a soli 19 anni, arrestata negli scontri tra opposte fazioni politiche,succeduti all'uccisione del giovane militante di Lotta Continua Walter Rossi.

Rimasta in carcere quaranta giorni,sarà poi prosciolta in istruttoria.E' stata eletta deputato nel 2006 e nel 2008;oggi scrive su IL FATTO QUOTIDIANO e collabora con l'associazione Nessuno tocchi Caino,che lotta contro la pena di morte.

"Sono stata arrestata nel 1977 per l'omicidio di Walter Rossi. Avevo 19 anni.Ero un militante del Movimento Sociale Italiano della Sezione Balduina.Dopo una mobilitazione pubblica antifascista ci furono degli scontri tra estremisti di destra e di sinistra e tra questi ultimi ci scappò il morto.Fu ucciso questo ragazzo,uno studente di appena 20 anni.

"Quella sera la polizia fece una retata nella sezione politica dove ero rientrata:fui arrestata insieme con altri amici camerati e trasferita a Rebibbia,dove rimasi quaranta giorni,tutti di carcerazione preventiva,anche se dopo fui prosciolta in istruttoria".

"In cella eravamo in tre:io,la moglie di un boss della malavita romana e una trentenne tornata dall'India con la droga in valigia.Sai, a quei tempi da ragazzi si facevano i viaggi in India di tre mesi alla ricerca della spiritualità,e si tornava strafatti con un chilo di hashish appresso".

Flavia Perina mi racconta la sua esperienza giovanile mentre siamo sedute vicine nell'aula della Commissione Affari Sociali,di cui entrambe facciamo parte,durante una pausa dei lavori.Lei è deputata di Futuro e Libertà e di recente il presidente Gianfranco Fini l'ha nominata responsabile regionale (del Lazio) del partito.

"Per me il carcere è stata un'esprienza controversa.Provavo una forte preoccupazione per l'incognita della pena:quelli erano gli anni in cui iniziava il terrorismo e finivi dentro facilmente e anche a lungo;ma è stata anche la scoprta di un mondo complesso e meno orribile di quello che si immagina.

"In carcere c'erano ancora le suore,che avevano varie responsabilità nei reparti,quindi il clima non era così ostile,e c'erano ance gli educatori,che ti facevano fare delle cose,ti insegnavano.Io stessa ho seguito delle lezioni li dentro.

"Insomma,forse perchè ero così giovane e incosciente,o con una diversa consapevolezza,ma per me non è stato orribile".

"Durante la detenzione ho partecipato a uno sciopero della fame per protestare contro la carcerazione preventiva e la mancanza dell'accertamento dei fatti".

"Ci fu una grande solidarietà da parte del mondo di destra,in seguito al nostro arresto". "In quegli anni c'era molta preoccupazione per chi veniva rinchiuso nel settore femminile di Rebibbia,perchè questo era un reparto che si era politicizzato a sinistra a causa delle brigatiste,che avevano lasciato il segno,anche politico,del loro soggiorno in carcere.

"Tra le detenute se ne parlava.E molto.Si diceva addirittura che c'erano delle supercarceri in cui si adottavano severe misure contro il terrorismo,come rinchiuderti nelle celle triangolari, dove non potevi neanche sdraiarti,celle che erano state progettate e finalizzate a causare disagio,fisico e psicologico,per indurre il pentimento e la collaborazione.Quelli erano anni molto caldi politicamente e c'era grande partecipazione dei giovani alla vita politica".

"Per me è stata comunque un'esperienza non cos' negativa perchè l'ho avuta perchè l'ho avuta a 19 anni e perchè poi è andata bene,infatti non sono stata nemmeno rinviata a giudizio".

"No.Non ho avuto paura della carcerazione...da giovane non hai paura di nulla.E quell'esperienza non mi ha traumatizzato.Se sono andata a trovare i detenuti da deputata? Si,ma solo una volta,e al carcere minorile.Dagli adulti mai.Io sono iscritta all'associazione Nessuno tocchi Caino,dove lavora Francesca Mambro,di cui sono amica,e mi ha sempre interessato la questione del carcere,la sua problematica e la sua complessità.Collaboro con loro da anni.

"Io poi ho una ferma convinzione:in carcere ci vanno solo i poveri! Salvo rare eccezioni,ci vanno tutti quei poveri cristi che non hanno i soldi per permettersi un avvocato.Per me e per i miei amici è sempre stato così.E per moltissimi altri che non conosciamo.Per la maggioranza,direi!

"Te la dico meglio...la carcerazione oggi dipende dal reddito! "Oggi nelle carceri non si parla piu nemmeno l'italiano! Le celle sono piene di extracomunitari,di piccoli spacciatori maghrebini,di trafficanti di prostitute dell'Est,di ladri di polli; gli italiani sono una minoranza e quelli che ci sono risultano economicamente disagiati".

"Io sono stata direttore del secolo d'Italia e pensa che non ho mai scritto un editoriale sul carcere, è indicativo,no? E ora scrivo su IL FATTO QUOTIDIANO di Antonio Padellaro e anche lì non ho mai parlato di carcere.

"Certo, per l'onorevole Alfonso Papa ho votato sì all'arresto preventivo.E anche per l'norevole Nicola Cosentino ho votato si all'arresto preventivo.Non che voglia augurare il carcere a nessuno ma in questi casi per me è prevalente il tema dell'uguaglianza di fronte alla legge,non possiamo dire agli italiani che ci sono eccezioni.

"Se sei un perseguitato è un fatto,ma di fronte alla legge tutti i cittadini,impiegato,magistrato o parlamentare,sono uguali".

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