Anglotedesco

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giovedì 28 giugno 2012

Il crack raccontato da un banchiere infame (2 parte)




Nei mesi scorso ho pubblicato dei pezzi di questo libro dove un banchiere francese spietato ,racconta la sua storia ,senza vergognarsi di aver rovinato migliaia di persone con operazioni senza senso,anzi, si è permesso fin di riderci sopra.

Ci ci racconta come ha vissuto quel maledetto 15 settembre 2008 che ha provocato il piu grosso crack finanziario della storia.

La settimana dopo il 15 settembre,i mercati finanziari globali sono crollati e per salvarli si è sostituito i crediti di istituzioni finanziarie,che non risultavano piu accettabili alle due parti,con titoli di stato sostenuti da risorse finanziarie nazionali.Il motivo dell'aumentare del debito pubblico dell'Italia e degli altri paesi sono i piani di salvataggio delle banche private decisi dagli stati nel 2008 e nel 2009.


da SENZA FONDO-Creso (Rizzoli)

Ad avvertirmi era stato Etienne sotto di 317 milioni,spariti nel trasferimento virtuale verso gli Stati Uniti.Con ogni probabilità qualche hacker si era introdotto nel sistema.


Dopo la cantonata della tessera magnetica di sicurezza partita per le Antille,che aveva impedito di poter ripristinare l'elaborazione manuale dei pagamenti,Etienne stava mantenendo un profilo basso.Quello che gli stava a cuore adesso era dimostrare che questa appropriazione indebita di fondi, perfettamente organizzata e portata a termine da misteriosi terroristi superaddestrati,non si sarebbe potuta evitare in nessun modo.In caso contrario,rischiava di essere licenziato per colpa grave.

Dalla mia posizione sapevo bene che il suo licenziamento era solo questione di tempo,ma apprezzai molto il modo in cui si battè,spinto dal coraggio della disperazione.Ed è inutile dire che lo sostenni nei suoi vari tentativi di convincerci che avevamo a che fare con un gigantesco complotto.

Il presidente era abbastanza sconcertato.Dunque il terrorismo informatico contro le banche,di cui cianciava ogni tanto qualche giornale,esisteva davvero...Si viveva ormai in un tempo corrotto e degradato,in cui la gente non faceva piu il lavoro per il quale veniva pagata.Di colpo tutto diventava possibile,comprese le schiocchezze piu incredibili.

L'assalto ai nostri conti passò in cavalleria come se niente fosse.Ciliegina sulla torta di una giornata già fantastica:in un soprassalto di lucidità,il grand'uomo chiese che la notizia non venisse divulgata.Se ne sarebbe riparlato piu avanti.Per il momento,la responsabile della comunicazione doveva redigere un comunicato stampa con lo scopo di neutralizzare la notizia.Si sarebbe parlato di un "inconveniente tecnico" che aveva causato "un errore nell'esecuzione di un certo numero di trasferimenti di denaro elettronici".Il relativo imposto sarebbe poi stato comunicato qualche giorno piu tardi,annegato in una marea di altri numeri sulle normali attività della banca.Nel bel mezzo di un crack finanziario era assai probabile che il comunicato passasse del tutto inosservato.

Nel frattempo le azioni Lehman continuarono a precipitare,fino a non avere piu mercato e ad arenarsi su un valore di ventuno centesimi di dollaro per azione,vale a dire un crollo del 94%.Qualche giornalista ricordò che solo un anno prima la celebre rivista "Fortune" aveva conferito a questa prestigiosa istituzione finanziaria il titolo di "banca d'affari piu ammirata degli Stati Uniti".Era la stessa banca per cui, la sera del 15 settembre 2008,era già pronto il sudario funebre.E i trader del mondo intero, chini davanti agli schermi dei loro computer,piangevano a calde lacrime la fine di un'era.

Mi riusciva difficile pensare a qualcosa di diverso da quei 317 milioni che mi aspettavano.Forse erano meno di quelli che si era messo da parte Fuld,ma erano un pò di piu del patrimonio di Edouard e David de Rothschild messi insieme.Dopo tutto, me li meritavo quanto chiunque altro.Non ero peggiore di tutti quegli avvoltoi,di tutti quei pezzi da novanta responsabili di gravi colpe che se la squagliavano intascando il denaro degli azionisti e dei clienti.Quando ero stato nominato direttore avevo condotto malissimo le trattative sul mio contratto e avevo avuto bisogno di questa crisi senza precedenti per ottenere ciò a cui avevo pieno diritto:un paracadute dorato.Per ottenere una nuova vita.

Adesso,potevo anche buttarmi.

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