Anglotedesco

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mercoledì 27 giugno 2012

Il crack visto da un banchiere infame (1 parte)



Nei mesi scorso ho pubblicato dei pezzi di questo libro dove un banchiere francese spietato ,racconta la sua storia ,senza vergognarsi di aver rovinato migliaia di persone con operazioni senza senso,anzi, si è permesso fin di riderci sopra.


Ci ci racconta come ha vissuto quel maledetto 15 settembre 2008 che ha provocato il piu grosso crack finanziario della storia.

La settimana dopo il 15 settembre,i mercati finanziari globali sono crollati e per salvarli si è sostituito i crediti di istituzioni finanziarie,che non risultavano piu accettabili alle due parti,con titoli di stato sostenuti da risorse finanziarie nazionali.Il motivo dell'aumentare del debito pubblico dell'Italia e degli altri paesi sono i piani di salvataggio delle banche private decisi dagli stati nel 2008 e nel 2009.

da SENZA FONDO-Creso (Rizzoli)

Lunedi 15 settembre.Si stava avvicinando l'ora della verità,per il capitalismo.Me lo sentivo,ma ancora non ci credevo del tutto.Alle 7.15 fui il primo, e anche l'unico,a essere presente al piano della direzione.Tanto meglio,mi immaginavo già di che umore sarebbe stato il presidente,quando sarebbe arrivato.Avevo approfittato dell'anticipo per chiamare il back office.Mi avevano confermato che i currency swap della procedura automizzata si erano regolati alle 6.44 in punto.Tutti gli swap? Si,certo,tutti.No, non era apparsa nessuna segnalazione di allarme,perchè? No,niente era solo per sapere.

A quanto pareva,dunque, il colpo era filato liscio.Sembrava quasi troppo bello,per essere vero.Ma c'era ancora un dubbio, che volevo togliermi:sapere per certo dov'erano approdati i soldi.

I banchieri sono come i dottori,hanno la capacità di nascondere i propri errori dietro un gergo tanto pretenzioso quanto oscuro.A dargli ascolto sul serio,finisce che uno muore anche se è sano...Come se fosse ancora possibile,per Lehman, "massimizzare" il suo valore come azienda.Dalla richiesta presentata portando i libri contabili in tribunale,i conti apparivano pieni di buchi e di crediti a dir poco dubbi.Fuld e la sua banca avevano presentato un calcolo dei loro attivi che risaliva a maggio 2008,tre mesi prima.Come dire un secolo, in campo finanziario...i 639 miliardi di dollari fieramente esibiti quel giorno adesso potevano corrispondere,ad andar bene,a una cinquantina di miliardi,cui si potevano aggiungere,sempre che non fossero già stati dilapidati,i trenti miliardi di dollari dei fondi a garanzia.80 miliardi in tutto.Un crollo verticale,specie tenuto conto che a fronte di quell'attivo,nella colonna dei passivi era iscritta la cifra ufficiale di 613 miliardi di debiti.Forse c'era si, un problema...

La verità era che Lehman sarebbe morta per l'eccesso di ingordigia di Fuld,che aveva scordato il vecchio proverbio che recita:"Chi troppo vuole,nulla stringe...".Troppi attivi incerti e non abbastanza capitali.Una diagnosi semplice e spietata.Fuld il velenoso era condannato,ma al momento c'era altro da fare che dargli addosso...E il motivo era che la maggior parte delle banche d'affari sapeva bene di essere nella stessa situazione.

Sull'orlo del baratro.

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