Anglotedesco

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lunedì 4 giugno 2012

Sullo yatch con Giovanni Leone,Giovanni Brusca e...Giulio Andreotti (da Metastasi)




Per prima cosa un grosso in bocca al lupo a Gianluigi Nuzzi perchè, come era facile da prevedere, dopo il suo ultimo capolavoro SUA SANTITA', rischia di fare una brutta fine.Venerdi a Milano mentre giravo in mezzo a centinaia di migliaia di persone che aspettavano l'arrivo del Papa, pensavo a questo libro e come facessero a non vergognarsi.Purtroppo la gente non ama ragionare a 360 gradi.


Cosa dire del pezzo che pubblico sotto: abbiamo avuto per sette volte presidente del consiglio Giulio Andreotti uno che frequentava mafiosi, che era nella stessa barca a parlare con Giovanni Brusca e con altri fior di boss.La prescrizione, grazie anche al signor Silvio Berlusconi che l'ha accorciata ,l'ha salvato ma i rapporti con i mafiosi restano,eccome.Negli anni 70-80 abbiamo avuto questo signore come Premier e nonostante tutto qualche fenomeno ha il coraggio di difendere la classe politica degli anni 70-80.


da METASTASI-Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli (Chiarelettere)

"Dopo che Nino ha accennato all'attentato ha cambiato discorso prosegue Di Bella."Anzi per qualche secondo l'istinto mi ha detto di andarmene.In fondo a me intetressava solo quello per cui mi ero fatto sedici ore di macchina:vendere armi.Tutti quei casini di mafia non erano per me.Ma lui insisteva per passare il pomeriggio assieme.E io, quel punto, non potevo dire di no.Così andiamo in diversi bar.A Sferracavallo,Tommaso Natale, Isole delle Femmine.Insomma,tutta la costa occidentale di Palermo.Parliamo ancora di armi, della Svizzera e di com'è facile per noi andare oltre il confine a prendere roba.

"Verso le quattro,visto che è lui a tornare sull'argomento,gli chiedo di incontrare di nuovo Brusca.Voglio a tutti i costi combinare qualcosa con lui.Anche se so che c'è da avere paura.Quelli sono delle bestie.Altro che giri di amicizia.Esistono solo interessi o morte.Franco un errore in buona fede me lo avrebbe perdonato.Loro no.Con quei mafiosi,un giorno torni utile e allora e dalla parte giusta.Il giorno dopo sei nel posto sbagliato e,senza nemmeno avvisarti,ti mettono nel libro nero.Poi appena posso ti seccano.

"Però penso che sia importante tornare a Lecco da vincitore.Fare affari con Brusca è come avere una medaglia.Non so se Nino capisce quello che mi passa per la testa,comunque dal porticciolo di Isola delle Femmine prendiamo una barchetta e in pochi minuti arriviamo a uno yatch.Mi porta di nuovo da Giovanni Brusca.Lo yatch è di una grandezza incredibile.Ma ne ho visti di grossi così.Non vedo nè il nome nè la matricola.Tanto meno faccio domande.Saliamo da poppa.Ci togliamo le scarpe e Nino apre la porta scorrevole che dà prima su una sala e poi su un corridoio e in fondo a un salotto.

"Sulle poltrone,oltre il corridoio, c'è seduto Giulio Andreotti.Al suo fianco,e di fronte a Brusca, l'ex presidente della Repubblica Giovanni leone.Poi in piedi altri che non conosco.Persone distinte.C'è uno che assomiglia ad Amedeo Nazzari.Me lo ricordo benissimo perchè è la prima faccia che vedo quando Nino apre la porta.Proprio prima di incrociare lo sguardo di Andreotti."Ma scusa,faccio a Nino,non è il Gobbo? Che cosa fai qui? "Eh ,che vuoi che faccia qua? risponde quello in siciliano."Lui viene qua e spartisce ordini".

"Come spartisce ordini? mi dico.Ma non mi esce nulla dalla bocca,e pure Nino fa silenzio.Anche lui, credo, ha visto la stessa cosa che ho visto io.

"Faccio un cenno con la testa a Nino,che doveva aver calcolato di farmi incontrare Brusca da solo per parlarne di armi e che è rimasto,lui per primo,parecchio sorpreso dalla presenza di quegli uomini.Lo seguo e torniamo all'esterno.Nessuno dei due parla.In tutto passano dieci minuti.C'è troppa gente importante e voglio andarmene.Così,mi rimetto le scarpe e dico: "Nino amuninne".Perchè ho capito che c'è qualcosa che no9n va.Le cose me le sento."Magari scendo un'altra volta.Ne riparliamo,perchè vedo che Brusca è impegnato.Ti ringrazio per la tua buona volontà,però portami giù".

"Cosi risaliamo sulla nostra barca e dieci minuti dopo siamo già a Isola delle Femmine.Attracchiamo in un punto vicino a un passaggio a livello.Attraversiamo la strada ed entriamo in una pasticceria per prendere due bicchieri d'acqua e mangiare due cannoli.Ho sempre avuto il vizio di alzarmi e andare a pagare.Lo faccio anche in quell'occasione,ma la signora dietro al bancone mi guarda inorridita:"Scherza? Mi vuole inguaiare".In effetti in tutto il tempo in cui sono stato con lo Sfregiato non l'ho mai visto pagare.Quello è il regno suo e degli altri mafiosi come lui.Tutti li conoscono anche perchè fanno le cose alla luce del sole.

"Quando sei padrone pure delle persone puoi anche incontrare un presidente del Consiglio in pieno giorno.Non che mi frega niente della cosa.Non sta certo a me valutare quello che fa Andreotti con Brusca.Comunque con Nino dopo i cannoli le cose si raffreddano:sul momento ci lasciamo con l'accordo che dopo un mese mi faccio vivo sempre tramite l'amico comune e gli faccio avere una cinquantina di Skorpion.Ma poi la cosa non va in porto e per diversi anni non torno piu in Sicilia.Circa tre settimane dopo quell'incontro,a Palermo uccidono Paolo Borsellino.Quando vengo a saperlo dai telegiornali,un pò mi spavento perchè avviene esattamente quello che aveva preannunciato Nino.A quel punto so davvero troppo per i miei gusti.e non va bene.Per me conta fare soldi e concludere affari.Le cose losche dove c'è di mezzo pure lo Stato non mi piacciono per niente".

Di Bella tira il respiro.Si ferma e ci guarda.Ha raccontato il suo viaggio siciliano tutto d'un fiato a togliersi un peso che tiene sepolto nella memoria.Anche noi tiriamo un gran respiro.Il suo racconto rompe gli schemi mentali di un normale cittadino.Non esistono confini tra le mafie.Non esiste alcuna separazione tra camorra, mafia e 'ndrangheta.E' un unico tessuto.E' tutta una metastasi.Il potere delle organizzazioni criminali sta proprio nel cambiare pelle,mescolarsi, scambiarsi occasioni di business.E' una verità difficile da metabolizzare.Ci vorrà tempo.Possiamo invece raccogliere questo racconto inedito e consegnarlo alla magistratura,che ne valuterà la verità e procederà,se lo riterrà opportuno,a nuove indagini di ulteriori riscontri.

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