Anglotedesco

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martedì 3 luglio 2012

1400 lavoratori in nero.Ecco gli imprenditori italiani...



Altro bellissimo esempio di imprenditori all'italiana ,furbacchioni ,disonesti,sfruttatori.La settimana scorsa avevo scritto un post con dei dati che dimostrano la sporcizia che c'è all'interno delle fabbriche e di chi le gestisce.L'ho girato anche su qualche gruppo di Facebook prendendo del coglione senza spiegazione.In realtà il motivo c'è: Paolo Barnard negli ultimi mesi si occupa solo di loro,li fa passare come dei poveri cristi,e i reati che commettono non sono gravi,anche se magari c'è di mezzo una maxi evasione da 23 milioni di euro.


Oggi leggi i dati della disoccupazione giovanile e vedi un 36%, percentuale spaventosa.E secondo voi perchè è cosi alta? Perchè i giovani non hanno piu voglia di far niente? No, per il semplice motivo che assumendo stranieri in nero è piu "conveniente" che far lavorare con regolari contratti d'apprendista o di formazione i giovani italiani.Gli stranieri poveracci arrivano da paesi dove c'è la guerra e all'improvviso si ritrovano a guadagnare quasi dieci volte tanto,figuriamoci se denunciano i loro datori di lavoro.

Invece di passare tutto il giorno ad insultare su Facebook gente che non la pensa come voi oppure pensare di sapere tutto del mondo solo perchè leggete gli economisti della MMT (che sperano nelle crisi per vendere libri o farsi pubblicità), girate nelle fabbriche, parlate con gli operai, chiedete come vengono trattati e come lavorano.

da corriere.it

Maxi frode scoperta dalla Guardia di Finanza di Gallarate, provincia di Varese. Un gruppo di 11 imprenditori usava centinaia di lavoratori, formalmente assunti da altre società compiacenti (che non pagavano nè contributi nè imposte) per adempiere alle commesse che si aggiudicavano in tutto il Nord Italia a prezzi naturalmente molto competitivi. A seguito di un'indagine coordinata dalla Procura di Busto Arsizio, sono stati denunciati 11 imprenditori e individuati oltre 1400 lavoratori irregolari. Un'evasione da 23 milioni di euro con il conseguente sequestro di beni per oltre 4 milioni di euro, tra cui ville e yacht.


LA FRODE - La frode contributiva e fiscale è stata perpetrata da una società gallaratese operante nel settore rivestimento di pavimenti e muri. L'azienda, per poter adempiere alle tante commesse ottenute, usava come fossero propri, lavoratori, prevalentemente extracomunitari che risultavano formalmente assunti da altre imprese. Imprese complici della frode, che sistematicamente omettevano di versare allo Stato sia le tasse che le ritenute previdenziali e contributive. Queste società, tutte riconducibili a soggetti partecipi nella frode, erano di fatto inesistenti, e provvedevano a mascherare la costante somministrazione illecita di manodopera con fatture che non trovavano alcun riscontro nella dichiarazione dei redditi. In questo modo, la società gallaratese aveva la possibilità di poter disporre di un incredibile numero di lavoratori (oltre 1400 individuati negli anni oggetto di controllo) senza sostenere alcun onere contributivo e previdenziale per loro

LA DENUNCIA - Tutti i rappresentati delle 13 aziende coinvolte sono stati denunciati per reati di frode fiscale, evasione e somministrazione irregolare di manodopera; inoltre, a garanzia del debito nei confronti dello Stato, è stato tempestivamente disposto dalla Procura ed eseguito un sequestro di beni per circa 4 milioni di euro, tra cui una maestosa villa in provincia di Varese, una lussuosa imbarcazione di oltre 18 metri del valore di oltre 1 milione di euro ed altri immobili nelle province di Trapani, Genova e Gallarate. Sequestro anche l'intero ramo d'azienda ceduto. Multa da 4 milioni di euro invece per la somministrazione e l'utilizzo fraudolento di lavoratori.

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