Anglotedesco

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martedì 10 luglio 2012

Assistenza e previdenza nell'Italia ricca e sovrana (1981-82)




In questi giorni si parla della riduzione dei posti letto negli ospedali (7.000),per arrivare al pareggio di bilancio bisogna tagliare e purtroppo sempre i servizi indispensabili per i cittadini.Io sono per la lotta all'evasione ma mi domando: che fine fanno i soldi che recuperano agli evasori? Per 4,2 miliardi di euro!


Il problema della sanità non è una novità in Italia, anche in quegli anni dove avevamo una moneta tutta nostra e che sprecare denaro pubblico ,come ci vuol far credere qualcuno, non era un problema, i posti letto scarseggiavano, le risorse erano limitate e la gente si lamentava.Leggete...

da ANNUARIO ENCICLOPEDIE RIZZOLI 1981-82

Sciopero dei medici di famiglia e degli ospedalieri,agitazioni del personale paramedico,guerra aperta tra servizio pubblico e specialisti ambulatori,aumento del ticket farmaceutico ed introduzione di quello sulla specialistica convenzionata,lentezza,confusioni.questo il desolante quadro dell'assistenza sanitaria a due anni dall'avvio della riforma.E' la conseguenza della crisi piu generale che investe la vita produttiva e sociale del Paese,dicono alcuni;ovvero deve riconnettersi al fatto che la riforma sanitaria è nata male perchè non pensata in termini nazionali. E' certo che il nuovo sistema sanitario,introdotto tra grandi attese e propositi innovatori,via via ha risvegliato resistenze da parte degli operatori sanitari e malumori nella popolazione la quale,si dice,con il vecchio sistema mutualistico pur carente e difettoso,si era abituata ad un modulo che quantunque rutinario non presentava sorprese improvvise e sgradevoli.Si tratta,in verità, di un alibi imperfetto,perchè le contraddizioni sarebbero egualmente esplose in regime assicurativo,forse con piu gravi conseguenze,a causa della proliferazione degli enti erogatori dell'assistenza e,quindi dei centri potere.

Se se aggiunge poi il fatto che gli organismi di gestione delle Unità sanitarie locali sono stati costituiti con un'ottica piu partitica che tecnica,si completa il quadro della situazione del 1981.C'è,infine,da considerare che le nuove strutture non sono ancora funzionanti in tutte le regioni;che si va avanti con i rattoppi dei commissari unici regionali.Delle 670 Usl previste,alla fine del primo semestre 1981 ne funzionava soltanto un numero imprecisato,sconosciuto perfino al ministero della Sanità.

Durante il primo semestre del 1981 scoppia il caso,che sconfina nel giallo,della convenzione unica per i medici generici e pediatri,che sono scesi in sciopero a piu riprese,paralizzando tuttà l'attività assistenziale,costringendo gli assistiti a pagare le visite di tasca propria e le Usl a instaurare complesse procedure di rimborso. La crisi economica unita alla fermezza del governo Spadolini di ridurre la spesa,hanno favorito la ripresa delle trattative e la firma di un protocollo d'intesa che fa slittare definitivamente al gennaio 1982 il rinnovo della convenzione e quindi gli aumenti degli onorari.Per le casse dello Stato si tratta di un risparmio di oltre 750 miliardi.Ai medici viene riconosciuto per ogni assistito un compromesso annuo di 36.000 lire ed onorari extra per interventi urgenti.

OSPEDALI

La produttività ospedaliera non ha avuto alcun miglioramento perchè le unità sanitarie locali non hanno ancora messo in moto quei filtri a monte e quelle strutture collaterali che dovrebbero determinare una riduzione delle richieste di ricovero e della durata media di degenza.Invece è accaduto l'opposto; la richiesta di ricovero si è gonfiata al punto che in tutto il Paese gli ospedali hanno dovuto istituire liste d'attesa,quello strumento che rinvia a tempi lunghi il ricovero e che pareva fenomeno esclusivamente anglosassone.La conseguenza è stato l'abnorme espandersi della spesa ospedaliera,che nel 1980 ha toccato i 9.405 miliardi,cioè,circa il 50% del totale di quella sanitaria.In altre parole,ognuno dei 500.000 posti letto viene a costare ogni anno poco meno di 20 milioni di lire, di cui circa il 64% assorbito da stipendi e salari per il personale,il 12% da farmaci ed altro materiale sanitario e circa il 24% da vitto, biancheria e da altri servizi.

Di fronte a queste cifre e di fronte alla pressochè totale inefficienza del servizio rapportato alla spesa,è stato facile per molti invocare l'applicazione di un ticket sul ricovero ospedaliero,per altri sostenere che l'inefficienza organizzativa non poteva essere scaricata sull'utente e al ministro del Tesoro Beniamino Andreatta,infine ,affermare che lo Stato può continuare a finanziare a piè di lista i deficit della sanità.

In questo caos,dove a inefficienze organizzative si aggiunge lo spettro della mancanza di risorse,com'è possibile che il piano sanitario possa parlare di trasformazione, di riconversione del servizio ospedaliero e di creazione di nuovi posti letto,dove la media di quelli disponibili sia inferiore all'indice.

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