Anglotedesco

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mercoledì 25 luglio 2012

Gli errori di John Paulson



Nel 2007 l'infame manager John PAulson scommise sul crollo dei titoli ai mutui ipotecari statunitensi e si è messo in tasca piu o meno 4 miliardi di dollari,entrando nella storia della finanza.Nel 2011 i suoi Hedge fund (è un fondo di investimento non convenzionale che utilizza metodi e strumenti di copertura del rischio al fine di massimizzare i risultati) hanno registrato grandi perdite.Paulson ,fuori di testa, si è messo a fare scommesse sempre piu rischiose,puntando sulle azioni delle grandi banche.I risultati sono stati disastrosi e l'anno scorso si è chiuso con una perdita stimata in 13,2 miliardi di dollari.Molti clienti ,spaventati, hanno ritirato i propri risparmi.


Sempre sulla crisi pubblico un pezzo dell'ottimo libro di Elido Fazi.

da LA TERZA GUERRA MONDIALE?-Elido Fazi (Fazi Editore)

Nell'estate del 2007 negli Stati Uniti scoppiò la crisi dei prestiti subprime,cioè quei mutui erogati,come rivela il nome stesso, quasi a chiunque ne facesse domanda,non certo a clienti primari.A ottobre ci fu il crash.Grandi banche arrivarono sull'orlo del fallimento e i governi occidentali cominciarono a versare fiumi di denaro per salvarle.

Nel gennaio del 2007,il prezzo di un barile di petrolio era inferiore ai 60 dollari;nella primavera del 2008 aveva superato per la prima volta i 100;e a metà luglio raggiunse il record di 147.Ma nonostante questo il peak oil scomparve dalle discussioni sui giornali.A soffrirne di piu è stata sopratutto l'Italia,che non ha operato gli aggiustamenti necessari per restare competitiva.

Avevo trascorso quell'estate in India,insieme ad Alice.Mi ero appassionato ai dibattiti sui giornali locali in cui l'argomento era sempre lo stesso:conviene stare con la Cina o con gli Stati Uniti? Questi ultimi offrivano il meglio del meglio della loro tecnologia nucleare,se gli indiani si fossero schierati al loro fianco.

A Davos,nel 2008, grandi banchieri di fama internazionale chiedevano solo di essere "nazionalizzati".Gli Stati Uniti e altri governi,sopratutto la Gran Bretagna,invece di fare quello che le banche stesse avrebbero voluto,cioè essere "nazionalizzate",piazzarono sui bilanci pubblici le loro perdite accumulate in anni di "casino" finanziario.I debiti privati furono trapiantati nei debiti pubblici.Le banche fallite furono salvate quasi senza condizioni (con alcune clamorose eccezioni,come la Lehman Brothers,che senza perdere mai il punteggio massimo delle agenzie di rating ,AAA, chiuse i battenti).Per il welfare,gli Stati Uniti sono sempre stati micragnosi.Per il bank welfare non badarono a spese,girando i costi direttamente sulla collettività.In un solo giorno,il 5 dicembre 2008,la Federal Reserve erogò al sistema bancario 1200 miliardi di dollari.Fu messo in campo il Financial Stability Board,con a capo il nostro Mario Draghi,cioè come dire che le nuove regole non le avrebbero piu dettate i governi,ma che invece le avrebbero ideate,scritte e poi proposte i finanzieri stessi,alla luce della loro superiore competenza tecnica.Una finanza fallita o "bollita" che impone le sue regole ai governi.Così la massa finanziaria dei derivati over the counter,ovvero la bolla finanziaria generata sui mercati non regolamentati,a metà del 2011 ha raggiunto,come abbiamo già detto,un suo nuovo massimo,superando i 700.000 miliardi ,oltre 100.000 in piu rispetto a fine 2010,nonostante il numero delle grandi banche globali sia sceso da 15 a 9.Una montagna di soldi,un grattacielo alto dieci volte il PIL.

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