Anglotedesco

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mercoledì 4 luglio 2012

IL GOVERNO OMBRA.Washington e Vaticano (1 parte)





Be che l'Italia è sempre stata schiava degli Usa e del Vaticano non c'è bisogno che lo dica Maurizio Molinari nel suo splendido libro, la gente sveglia lo sa ,anche se c'è n'è poca in questo paese .


Spesso ci sorprendiamo della malagiustizia in Italia, non c'è dubbio che i politici non fanno nulla per renderla migliore ma anche la chiesa c'entra qualcosa, perchè se ci fosse una giustizia seria sarebbe ridimensionata alla grande.Ministri come Mastella ed Alfano erano molto graditi al Vaticano e penso anche la Severino.

In Italia tutti i governi che si susseguirono per 30 anni dopo la guerra avevano un debito di gratitudine nei confronti della CIA che continuò a pagare decine di milioni di dollari per far eleggere e sostenere i democristiani e i suoi alleati.

da GOVERNO OMBRA-Maurizio Molinari (Rizzoli)


IL VATICANO PARTNER STRATEGICO

Nel tentativo di ostacolare il compromesso storico, Washington trova nel Vaticano di Paolo VI un partner strategico perchè gli stretti collaboratori del Papa intervengono a piu riprese sui leader della Dc per scongiurare il patto di governo con PCI.L'irritazione del Vaticano nei confronti delle scelte di Andreotti e Moro arriva fino alla minaccia di far venir meno il voto cattolico,mentre il cardinale Agostino Casaroli ,"Ministro degli Esteri" della santa sede,si fa portatore di una visione politica continentale che coincide con gli interessi di Washington perchè presenta l'integrazione europea come alternativa al comunismo,nell'est come nell'ovest.Il Vaticano condivide con l'amministrazione Carter anche il timore per il "vuoto di potere" creatosi nella Dc dopo la morte di Aldo Moro, dando la chiara impressione che la convergenza fra Casa Bianca e Santa Sede sia duplice:nell'opporsi ai comunisti al governo ma anche nel temere le debolezze del partito di maggioranza relativa.Il pontificato di Giovanni Paolo I è visto da subito con favore per l'impegno del nuovo pontefice a ricostruire le strutture di base della chiesa in Italia,considerate dagli americani la spina dorsale dell'opposizione al PCI,come anche,in chiave internazionale,l'impegno a opporsi alla teologia della liberazione.Giovanni Paolo I guida invece la santa sede solo per pochi giorni,ma segna un'accelerazione delle intese con Washington che il suo successore,Giovanni Paolo II,accompagnerà verso l'accordo con Ronald Reagan per l'allacciamento di formali rapporti diplomatici e la sfida aperta ai regimi comunisti dell'est.

IL VATICANO AMMONISCE I LEADER DC:"Potremmo non votarvi piu"

Il cardinale Giuseppe Caprio,sostituto segretario di stato del Vaticano nel pontificato di Paolo VI,incontra Richard Gardner il 5 gennaio a Roma per esprimergli "seria preoccupazione sull'attuale dibattito politico in Italia".Per testimoniare la gravità del momento fa saperle che la Santa sede "ha compiuto dei passi per informare tutti i leader della democrazia cristiana che la chiesa italiana si oppone fortemente all'entrata dei comunisti nel governo e al fine di recapitare un messaggio sufficientemente energico "abbiamo detto loro che nelle future competizioni elettorali in Italia la Dc si potrà aspettare al massimo il nostro silenzio" se dovesse decidere di portare il PCI dentro l'esecutivo.

L'irritazione di Caprio nei confronti della DC appare evidente agli interlocutori americani: "ci ha detto che gli riesce difficile comprendere la predisposizione da parte di alcuni nella DC a cercare compromessi politici con il PCI nel timore di affrontare elezioni anticipate" perchè a suo avviso "la schiacciante reazione negativa alle affermazioni fatte da Zaccagnini in tv sulla possibilità di cambiare formula di governo assieme ai recenti sondaggi di opinione indicano che se si andasse a votare la DC guadagnerebbe voti anzichè perderne.Nella parte finale della conversazione l'alto esponente del Vaticano offre la propria chiave di lettura sulle aperture dei leader DC al PCI spiegando che l'elemento piu destabilizzante nelle presenti circostanze è che molti leader-chiave della DC come Zaccagnini,Moro, Fanfani e perfino Andreotti vogliono diventare presidente della Repubblica" e cercano dunque di accattivarsi i voti comunisti ,necessari per ottenere il quorum in parlamento" anche se si rendono conto che il compromesso storico significherebbe una sconfitta della chiesa e dei principi che loro stessi hanno difeso in pubblico con tanta fermezza".Il commento dell'estensione del telegramma inviato a Washington dall'ufficio Vaticano a Roma e firmato da Gardner è che la preoccupazione della Santa Sede sta per diventare pubblica".Un commento pubblicato lo stesso 5 gennaio dall'Osservatore Romano" confermerà questa conclusione.

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