Anglotedesco

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giovedì 26 luglio 2012

Il lavoro c'è...in nero e malpagato.



Ma quale disoccupazione! Guardate quanto lavoro c'è, i giovani italiani li prenderei tutti a calci, c'è bisogno di immigrazione perchè sennò chi fa certi lavori. Questo è quello che si sente dire spesso da gran parte della politica ma anche da quei "lavoratori" dei posti statali che fanno mezza giornata di lavoro al giorno, piu veloci a scendere in piazza a protestare contro il ministro che gli chiede di muovere il sedere, che a servire il pubblico.


Lunedi scorso il Corriere della Sera ha fatto un elenco di quali sono i mestieri piu richiesti:

-CUOCHI,CAMERIERI E ALTRE PROFESSIONI DEI SERVIZI TURISTICI

-PERSONALE NON QUALIFICATO NEI SERVIZI DI PULIZIA E IN ALTRI SERVIZI ALLE PERSONE

-COMMESSI E ALTRO PERSONALE QUALIFICATO IN NEGOZI ED ESERCIZI ALL'INGROSSO

Guardando le agenzie interinali (fosse per me le farei chiudere perchè sono utili ai datori di lavoro ,alle stesse agenzie lasciandogli un 15% di stipendio, e poco o nulla ai lavoratori) piu che i lavori elecati dal Corriere ,interessano personale esperto sopratutto di vendite, manager e di operai generici poco o nulla ma poi a fare il cameriere, le pulizie, sono quasi tutte donne di colore o non italiane disposte a lavorare in nero,guadagnare quasi la metà dell'italiano ma sufficiente per sfamare la sua intera famiglia a casa sua.

E questo,cari i miei furbetti, succede da quando c'è stata l'invasione massiccia degli stranieri fin dagli anni 90',adesso però c'è la crisi e avete una buona scusa.

Altri numeri importanti li ha pubblicati LA REPUBBLICA il 7 luglio 2012.Qui abbiamo il primato in assoluto dei paesi piu industrializzati,considerando anche il numero di abitanti del Belpaese.

LA MAPPA DEL CAPORALATO


-Tra 500 e 700.000 stranieri senza permesso di soggiorno

-15-20 euro la retribuzione giornaliera media di un immigrato nei campi soggetti a caporali

-400.000 lavoratori che vivono sotto i caporali

- 60.000 abitano in alloggi di fortuna

-servono 51 giornate annue lavorate necessari ai fini previdenziali

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