Anglotedesco

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domenica 1 luglio 2012

L'ultima intervista di Carlo Petrini (ex calciatore)- 1 parte







Un libro tutto da leggere, ho cominciato con qualche pagina nelle librerie,poi me lo hanno regalato e me lo sto leggendo con calma ed attenzione, come farò con CALCIO e MAFIA piu avanti quando avrò finito questo.Ognuno è libero di fare ciò che vuole ,vi consiglio di leggere questi di libri e non le autobiografie tipo quelle di Alessandro Del Piero dove vogliono spiegare il calcio ai ragazzini nascondendo su come va veramente quel mondo.Il valore di Del Piero non si discute però il suo libro l'ho letto due pagine e poi l'ho rimesso al suo posto.


Purtroppo è l'ultima intervista di Petrini, ci manca uno del genere, spero che prima o poi, qualcuno,magari ex giocatori , allenatori ,dirigenti o anche magazzinieri , abbiano lo stesso coraggio che ha avuto Carlo.Nella seconda parte dell'intervista che pubblicherò domenica 8 luglio, per Petrini i tifosi sono rassegnati, guardano il calcio come guardare il wrestling.Ha ragione. Io sono uno di questi. A me interessa vincere qualcosa al Better, che le partite siano truccate o no non me ne frega, non dico cifre esagerate perchè mentirei, ma quello che mi permette di muovermi, di fare informazione, di inserire nuovi video nel mio canale Youtube e senza qualche vincita non potrei muovermi.Ed è per questo il motivo che stasera sarò costretto a tifare Italia, perchè vincendo l'Europeo incasserei 13 volte quello che ho puntato (non molto non sono malato) e vuol dire piu video da Milano, Bologna e nord Italia.Io non sono come quelli che chiedono donazioni agli altri.

Marco Travaglio tifa contro l'Italia perchè se vince gli Europei, verrebbero perdonati quei giocatori coinvolti nello scandalo del calcioscommesse. Ha ragione, se non fosse per il motivo che ho spiegato prima, anch'io tiferei contro gli azzurri.


da PALLONE CRIMINALE (Ponte alle Grazie)

Carlo Petrini,ex calciatore,ex imprenditore,ex allenatore,ex un sacco di altre cose e infine scrittore a tinte forti, è morto il 16 aprile 2012.Fra le molte cose che la sua vita randagia non gli ha lasciato il tempo di fare c'è, per quel che può valere,anche la lettura di questo libro.Gli avevamo promesso di spedirglielo appena ultimato, ci tenevamo noi e sembrava tenerci anche lui.Anche se avrebbe dovuto farselo leggere dalla moglie Adriana,perchè negli ultimi un glaucoma gli aveva devastato completamente la vista.Il glaucoma,e il tumore al cervello che se l'è portato via a 64 anni ,erano secondo lui il frutto di centinaia di iniezioni magiche.Doping ante litteram al quale lui e molti suoi compagni si sarebbero sottoposti a cavallo tra gli anni Sessanta e settanta.Quando il pallone non era ancora criminale e Petrini figurava tra i suoi piedi.Attaccante massiccio,pochi gol ma tanta fisicità,e una carriera di tutto rispetto:Genoa, Lecce ,il Milan di Nereo Rocco.E poi ancora Torino, roma e Bologna.

Prima della caduta rovinosa e della risalita sincopata:squalificato per tre anni e mezzo a causa del suo coinvolgimento dello scandalo scommesse del 1980 (quello delle volanti sul prato dell'Olimpico e di Paolo Rossi dietrole sbarre),amnistato,rientrato dalla porta di servizio del calcio dilettantistico,poi titolare di una finanziaria travolta dai debiti.Datosi alla macchia per sfuggire agli strozzini,Carlo Petrini è tornato in Italia solo nel 1998,nella testa il tumore che già si faceva largo e nell'anima il peso di un figlio di 18 anni morto, a Genova, senza il conforto di un'ultima carezza di quel padre bandito eppure così amato.

Fu allora che Petrini inaugurò un terzo tempo del tutto singolare per un ex atleta.Minato nell'orgoglio e nel fisico,etichettato da tutto l'ambiente come la mela marcia che voleva rovinare il gioco piu bello del mondo, scelse di affidarsi alla penna per riconciliarsi con sè stesso.Dal 2000 a oggi ha scritto un'impietosa autobiografia e poi altri otto libri,tutti attraversati dal filo comune della denuncia contro il calcio marcio.Si tratta solo della sua verità,è bene precisarlo.Una verità probabilmente condizionata dal livore e dalla frustrazione verso un mondo che lo ha-parole sue- "addolcito,mistificato e infine sputato".Ma sono comunque pagine che rilette oggi,nel pieno dello scandalo scommesse che ha travolto anche mezza serie A,fanno impressione.Ovvio che finissimo per chiedergli un'intervista.Era il gennaio 2012,pochi giorni dopo la seconda raffica di arresti nata dall'inchiesta cremonese Last Bet.Carlo Petrini non si tirò indietro ,del resto non lo ha mai fatto con nessuno in questi anni:è andato persino a parlare di etica e doping nelle scuole,ed è diventato il protagonista di una docufiction e di uno spettacolo teatrale.Al telefono della sua Monticiano,per colmo d'ironia lo stesso paese che ha dato i natali a Luciano Moggi,la voce arrivava forte e nitida,soltanto il pensiero appariva un pò affaticato.Gli spiegammo al volo tutto e lui la prese con ironia:"Una volta Petrini era un pazzo,un malato di mente,un mitomane,un fallito.Ora invece è pieno di gente come voi,che mi chiama per dirmi che avevo ragione".

A 22 ANNI DA QUELLO SCANDALO CHE LE COSTO' LA CARRIERA,BASTA A CONSOLARLA?

Da quel punto di vista mi ero consolato già prima.Le nostre squalifiche furono condonate nel 1982,l'anno del Mundial.Nel 1984 scoppiò un nuovo caso legato alle scommesse clandestine che coinvolgeva serie A, B e C.Nel 1986 un altro.Nel 1988 la magistratura si occupò dei risultati sospetti del Napoli e approfondì i legami tra giocatori azzurri e clan camorristi.Nel 2001 avevano già accusato Cristiano Doni di aver truccato una partita:lo stesso Doni che oggi si proclama innocente.Tutta roba nota.La cosa divertente è che ogni volta la Federcalcio casca dalle nuvole,poi si rianima e chiede condanne esemplari per tutti.Solo che poi...

SOLO CHE POI?

Solo che poi finiscono per colpire soltanto qualche pesce piccolo.E' successo allora,succederà anche questa volta,ve lo assicuro.Basta aspettare.

NULLA E' CAMBIATO,INSOMMA,DAI SUOI TEMPI?

Alcune cose non cambiano mai.Ma forse il contorno,quello sì, è peggiorato.

COSA INTENDE?

Quando arrestarono noi,nel 1980...

LEI NON FU ARRESTATO.

E' vero,mi sbaglio sempre.Dopo ho pagato forse piu degli altri,però quel giorno le manette non me le hanno messe.Ma soltanto perchè la partita incriminata,nel nostro caso, era Bologna-Juventus.E se avessero sbattuto dentro uno o piu giocatori del Bologna,magari provando a farli cantare, ne avremmo viste delle belle.

SIGNIFICA CHE SECONDO LEI ANCHE LA JUVENTUS ERA COINVOLTA?

Almeno per quanto riguarda quella partita si.Finì 1-1, con un gol assurdo per loro e un'autorete altrettanto assurda per noi.Un classico di fine campionato.In campo ci si urlava "Calma,calma" a vicenda,sugli spalti la gente fischiava e i giornalisti sportivi ghignavano.

LA JUVENTUS E I SUOI TESSERATI HANNO SEMPRE NEGATO DI AVER PARTECIPATO A QUALSIASI COMBINE.

Io ho conservato le prove del coinvolgimento di otto miei compagni di squadra,che infatti non hanno mai fiatato.Per quanto riguarda la Juve,le partite si aggiustano in due,da sempre.E poi vi pare che se quel risultato non fosse stato blindato avremmo fatto una colletta tra noi giocatori per raccogliere cinquanta milioni da consegnare a Cruciani?

Visto che all'epoca tutti i giocatori scommettevano sui loro match, poi, non mi stupirei che in quell'occasione avessero fatto lo stesso anche gli juventini.Lo sapeva mezza Italia che avremmo pareggiato...

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