Anglotedesco

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giovedì 19 luglio 2012

Quando Eugenio Scalfari andava ad Arcore...




Considero Silvio Berlusconi una persona indecente, i motivi sono gli stessi che ripete Marco Travaglio nei suoi libri e nei suo articoli.Quello che però non si può negare sono le leccate di culo che in passato gli hanno fatto molti politici o giornalisti del centrosinistra. Si cominciò con Walter Veltroni e lo stesso Eugenio Scalfari, poi Berlusconi vinse le elezioni nel 1994 e tutti negano di averlo frequentato.In Parlamento poi non fanno nulla per contrastarlo: le sue leggi vergogna non sono state cancellate, di rendere la giustizia piu veloce togliendo un grado di giudizio e interrompere la prescrizione una volta cominciato il processo di Primo grado,non se ne parla nemmeno.E poi basta leggere le dichiarazioni di Enrico Letta di sette giorni fa...


da GUZZANTI vs BERLUSCONI -Paolo Guzzanti (Aliberti Editore)

Nell'ottobre del 2009 si assiste anche a un inatteso sviluppo,con ricaschi cinematografici da Dolce vita,di una aspra querelle fra Silvio Berlusconi e Ferruccio De Bortoli,direttore del "Corriere della Sera".Nello scambio di polemiche interviene il fondatore di "Repubblica" Eugenio Scalfari, la lite si trasferisce in televisione,sia a L'Infedele di Gad Lerner che negli studi del Tg1 di Augusto Minzolini e poi si allarga con una carrellata storica che riporta indietro nel tempo i protagonisti veri dello scontro epocale,Silvio Berlusconi ed Eugenio Scalfari,fino al lontano 1984, quando già si odiavano e si colpivano con le mazze ferrate che i tempi consentivano,per poi ritrovarli a sorpresa uniti a festeggiare,suonare, mangiare,bere e cantare insieme a notte fonda nella splendida reggia di Arcore,dove Silvio e Eugenio davano fondo ai loro quasi coincidenti repertori di canzoni del dopoguerra,insieme alle musiche di Gershwin.Ma si trattò di una sola volta? O furono di piu? A quanto pare, gli incontri furono almeno due:uno nel 1984 e uno nel 1989.Un ricordo rimosso,accompagnato dall'ipotesi che Eugenio Scalfari andò insieme a Carlo Caracciolo nel 1989 nella casa dell'arcinemico Silvio Berlusconi per proporgli di comprare almeno una fetta dell'editrice di cui erano proprietari Scalfari e Carlo Caracciolo e bilanciare così la strapotere di Carlo De Benedetti e incassando ciascuno un bel pacco di miliardi di allora.Scalfari smentisce decisamente che le cose siano andate così.Fedele Confalonieri, che era presente e suonava al pianoforte su cui si produceva Arturo Toscanini,conferma: la questione resta aperta.

Intendiamoci:i fatti non erano segreti.Ma vecchissimi e non riesumati da tempo.Sicchè conferiscono allo scenario attuale l'elemento del comico,del godereccio,della commedia all'italiana,della serie di Amici miei: mancano soltanto Ugo Tognazzi e Adolfo Celi.Ed è proprio questo carattere alticcio e notturno, tipico della fortunata commeddia all'italiana,che fornisce secondo noi la chiave di lettura per valutare le intemerate dello scalfarismo imperiale,le rabbie del primo ministro furibondo,i vecchi odi e le nuove ipocrisie.

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