Anglotedesco

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domenica 29 luglio 2012

TRA I FURIOSI DEL CALCIO:Juventus-Manchester United 1984




Per gli amanti dei gruppi ultrà ed in particolare dei pericolosi hooligans inglesi degli anni 80', questo è uno dei libri migliori scritto da un giornalista americano che negli anni 80' decise di infiltrarsi tra i tifosi del Manchester United, capire le loro abitudini, il modo di organizzarsi, di agire e i tanti danni che facevano in giro per l'Europa e Inghilterra prima che arrivassero le leggi severe di Margareth Teatcher.


Pubblico un pezzo della trasferta torinese dei tifosi dei Red Devils a Torino 28 anni fa in occasione della semifinale di ritorno della Coppa delle Coppe 1983-84, una competizione con partite straordinarie ,combattute e che nessuno rinunciava ai propri titolari come si ama fare adesso con l'Europa League. Sotto trovate il modo in cui furono accolti dai tifosi juventini ,e Bill Burton si domanda se è giusto che furono accolti in quel modo. Io nonostante sia un non-violento, mai stato juventino (anche se qualche mio zio ci provò), penso che i tifosi italiani fecero bene ad aggredirli in quel modo. Se leggete l'inizio del capitolo (magari lo pubblicherò piu avanti) capirete il perchè, arrivarono in centro nell'elegantissima Piazza San Carlo e ne combinarono di tutti i colori, si ubriacarono (cosa normale per loro) , pisciavano nella fontana e anche sui tavolini , entravano nei bar e negli alberghi e distruggevano tutto quello che trovavano,rubavano e aggredivano persone tranquille ,come fecero e purtroppo in maniera molto dolorosa all'Heysel i tifosi del Liverpool.Erano (e sono perchè in trasferta non hanno perso il vizio) delle brutte bestie che bisognava controllare con la violenza, quelli scalmanati ovviamente e non quelli civili che vogliono solo assistere ad una partita di calcio.

Io li ho visti da vicino per una finale di una coppa europea, nella bellissima e pulitissima Copenaghen nel 1994,erano i tifosi dell'Arsenal e, ad una certa ora quando sono totalmente ubriachi, danno parecchio fastidio, per difendersi ci vuole una mazza da baseball.

da TRA I FURIOSI DEL CALCIO-Bill Buford (Fandango Tascabili)

Quando i pullman con i tifosi del Manchester United si fermano nella fredda ombra serale dello stadio Comunale c'era già una notevole folla.Fu difficile credere che tutta quella gente stesse li ad aspettare gli inglesi.Sopratutto per Harry.Harry era il tifoso che mi sedeva accanto,ma c'è da dire,non era proprio un genio.Come quasi tutti.Harry si era goduto sino in fondo quel caldo pomeriggio e ora intorno a lui ristagnava quella puzza di selvaggina tipica di chi ha sudato senza interruzione per un lungo,seppur indeterminato,periodo di tempo.Harry aveva cominciato a bere alle 5 del mattino e,stando alle sue stime,aveva nello stomaco qualcosa come venti libri di birra che andavano per conto loro ogni volta che si muoveva.Harry aveva avuto molto da fare.Era stato uno di quelli che avevano ingiurato l'autista durante il viaggio in città,e lo avevano nuovamente maledetto durante il tragitto verso lo stadio.Aveva insultato il viceconsole,la polizia,vari direttori di albergo,negozianti di ogni tipo e chiunque non parlava inglese,anzi sopratutto chi non parlava inglese.Tutto sommato Harry si era divertito e all'improvviso,nel bel mezzo dei suoi racconti farciti di boriosa arroganza,vide migliaia di tifosi italiani che si stavano dirigendo verso il suo pullman.Ormai lo avevano circondato e picchiavano i pugni contro le fiancate,schernendo e offendendo,infuriati.Ma che diritto avevano di essere arrabbiati?

"Ma li vedi alle nostre spalle,gonfio di indignazione."E poi se c'è casino,continuò, danno la colpa agli inglesi,No?".

Il tipo dietro di noi concordò,ma prima che riuscisse a dire:"Fottuti mangispaghetti",il pullman iniziò a oscillare da un lato all'altro.Gli italiani stanno cercando di rovesciare l'autobus,il nostro autobus,l'autobus in cui mi trovavo io.

Non avevo ancora considerato l'importanza della partita di quella sera,una semifinale di Coppa delle Coppe.I biglietti, 70.000, erano stati esauriti il primo giorno di vendita,e in quel momento mi sembrava di avere di fronte tutti i 70.000 possessori di quei biglietti.Nella mia ignoranza non avevo previsto di vedere i tifosi inglesi,che dovevano essere i veri hooligan, attaccati da italiani i quali, ai miei occhi non ancora allenati, sembravano proprio hooligan,il loro comportamento,la corsa verso gli autobus brandendo le bandiere,era così esagerato da sembrare la calcatura di una folla del diciannovesimo secolo.Era così che salutavano di solito i tifosi delle squadre ospiti? Restammo seduti dentro i pullman.Gli autisti non avrebbero aperto le porte fino all'arrivo della polizia e infatti vedevano i carabinieri in fondo a quella calca che allontanavano a spintoni i tifosi italiani.Infine i quattro pullman vennero circondati,i poliziotti formarono un cordone fino al cancello d'ingresso e solo allora fu concesso di scendere,per essere scortati e perquisiti da 4 agenti,giovani e nervosi.Intorno a noi gli italiani cercavano di rompere il cordone,urlando e gesticolando con le dita "v" al contrario.Stava diventando un'esperienza veramente singolare.

Passò molto tempo prima che gli autobus si svuotassero e ci trovassimo nel settore a noi riservato, delimitato da una rete metallica.Tutto intorno a noi era pieno di italiani che continuavano a farsi beffe di noi;uno provò a scavalcare la rete ma la polizia lo acciuffò e lo tirò giù per i pantaloni.Appena giunse l'ultimo tifoso inglese,ci venne detto qualcosa che feci fatica a credere : all'interno non c'erano posti a sedere.Mi resi conto di non aver mai ricevuto il biglietto per la partita e ne compresi il motivo: non esisteva.Possibile che si fosse organizzato un viaggio senza biglietti confidando nel fatto che le autorità spaventate dall'idea di lasciare i tifosi inglesi per le strade,avrebbero trovato il modo di farli entrare allo stadio? Bobby Boss,senza smentirsi,non era rintracciabile da alcuna parte.Restammo così in piedi, circondati da poliziotti e italiani furiosi,mentre qualcuno cercava dove metterci.Almeno speravo che qualcuno lo stesse facendo.Dopo un pò,nel corso di quella lunga attesa, i tifosi italiani sui gradini piu alti dello stadio,quella fila da cui si poteva vedere un gruppo di inglesi proprio di sotto.Dev'essere stato un momento entusiasmante:a differenza dei loro compatrioti non erano circondati da un cordone di poliziotti e potevano,sfruttando la legge di gravità,fare quello che piu gli piaceva.E lo fecero:mi ricordo,guardando il cielo rosato della sera,di avere osservato l'ampio e lento arco percorso da un oggetto gettato dall'alto che si avvicinava aumentando la propria velocità,di aver capito finalmente cose fosse (una bottiglia di birra) in quei millesimi di secondo che procedevano l'impatto con il bersaglio,e poi crac, di averlo visto andare in frantumi a un metro da un tifoso.Dall'alto giunsero echi di risate.Ebbi paura di quanto sarebbe accaduto,un tifoso inglese si accasciò,con la fronte aperta di netto.Un poliziotto stava a guardare senza sapere che cosa fare,anche se le soluzioni possibili sembravano ovvie:poteva aiutare il tifoso ferito (eticamente impossibile,dato che il tifoso era un violento criminale);poteva inviare altri poliziotti nello stadio per far smettere quelle canaglie;poteva infine portare i tifosi inglesi in un luogo piu riparato.Ma questo non venne in mente al poliziotto che invece fece quanto segue:niente,continuò a fissare il tifoso a terra con sguardo assente,mentre altri oggetti ci piovevano addosso.Poi colpirono anche lui:eravamo tutti bersagliati,impotenti sotto un fuoco di fila di bottiglie di birra e arance.C'erano così tante bottiglie e arance per terra che il cemento era appiccicoso e cosparso di vetri rotti.

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