Anglotedesco

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venerdì 10 agosto 2012

DI PIETRO:sbagliato inserire nell'indulto i reati finanziari.Tonino ha ragione




No comment...sono in vacanza


da POLITICI- Antonio Di Pietro (Ponte alle Grazie)

Prima di diventare ministro del suo governo avevo interrogato Prodi nel merito della vicenda relativa al finanziamento illecito ai partiti ai tempi in cui era presidente dell'Iri,si trattava di un'enorme Holding statale gestita da un management.Altrettanto grande e composito,dagli interrogatori emerse che Prodi non sapeva nulla delle operazioni poco trasparenti avvenute all'interno del calderone IRI.Dalle centinaia di documenti che ho analizzato non è mai venuto fuori il nome di Romano Prodi come quello di uno degli elementi della cricca.Quell'inchiesta la condussi in prima persona perchè mi sembrava strano che potesse esistere un vertice di un'azienda assolutamente inconsapevole di quanto avveniva sotto di lui.Invece si trattava di uno di quei casi in cui,approfittando dell'enormità dell'azienda e della buona fede di molte persone,un gruppetto di lavoratori aveva organizzato una struttura parallela che gli garantiva di guadagnare alle spalle dell'Iri stessa,in seguito ci si è accorti di quante cose del genere non siano avvenute soltanto in questa azienda statale,ma anche in molte altre realtà.




Nel 1996 Prodi fu indagato per abuso d'ufficio.Secondo l'accusa avrebbe favorito la società Fisvi,in quanto non in possesso dei fondi necessari all'acquisizione della Cirio-Bertolli-De Rica.Nel caso specifico di Prodi,posto che l'abuso di ufficio è un reato che per configurarsi deve includere anche il dolo,bisogna considerare il fatto che solo chi non lavora non sbaglia mai.Non c'è mai stata la prova che Prodi abbia voluto danneggiare una persona o favorirne un'altra.Ha semplicemente applicato le norme di legge,tant'è vero che è stato prosciolto,cosa che sarebbe successa anche con la norma in materia vigente fino al 10 luglio 1996,nonostante alcune malelingue dicano il contrario.



A conti fatti gli errori del governo Prodi furono sostanzialmente due.Il primo fu il non essere riusciti a produrre una legge sul conflitto di interessi, con la quale ci saremmo risparmiati anni di governo Berlusconi.Il secondo fu l'indulto,e fu probabilmente un errore ancor piu grave, e fu probabilmente un errore ancor piu grave,perchè in quel caso fu addirittura strumentalizzata una dichiarazione del pontefice Giovanni Paolo II,che aveva chiesto un occhio di riguardo nei confronti dei detenuti per motivi nobili,superiori celesti, aveva chiesto una legislazione in virtù della quale accanto alla giusta sanzione e alla giusta punizione fosse prevista la riabilitazione.Aveva chiesto una detenzione carceraria umana e accettabile,le sue parole,invece,sono state utilizzate per evitare che finissero in carcere persone che avevano commesso dei reati, non per migliorare le condizioni di chi in carcere c'era già.Per di piu l'indulto fa si soltanto che i condannati non vadano in galera,ma i processi vanno ugualmente portati a termine,quindi al non togliere lavoro ai magistrati si aggiunge la beffa dell'impunità dei potenziali colpevoli.Io penso che dovremmo impegnarci per fare in modo che le carceri diventino un luogo di risocializzazione,un luogo dove il detenuto possa mantenere la propria dignità intatta, ma che l'unico modo utile a far fronte all'aumento della criminalità sia la costruzione di piu penitenziari.Mettere in libertà detenuti o non incarcerare rei soltanto perchè mancano fisicamente i posti è una sconfitta per lo stato.Il risultato è stato che per 4 mesi le carceri si sono svuotate,dopodichè, avendo messo i criminali nella condizione di poter delinquere di nuovo, la situazione è tornata identica a prima.Al tempo ci opponemmo, con l'Idv, a questo provvedimento e,pur facendo parte del governo,manifestammo fuori dal parlamento contro la maggioranza che stava per emanarlo.Dimostrammo di non volere partecipare a quella scelta scellerata e i fatti ci hanno dato ragione.La cosa folle è stato inserire nell'indulto i reati finanziari e di corruzione giudiziaria,come se le carceri fossero piene di corruttori e non di microcriminali.Favorire alcuni personaggi,tra i quali Cesare Previti fu, a mio avviso, sia la causa che l'effetto di questa norma.

Grazie al governo Prodi,comunque, si è percepito un cambiamento rispetto agli anni immediatamente precedenti del governo Berlusconi.L'organizzazione americana FREEDOM HOUSE decretò l'Italia piu libera di prima dal punto di vista mediatico.L'informazione ,di fatto, si era finalmente divisa.C'era un'informazione critica da un lato, e un'informazione prezzolata e servile dall'altra,utile a una certa parte politica per screditare determinate persone.A Berlusconi va addebitato l'enorme demerito di aver sempre utilizzato le proprie televisioni per mandare all'elettorato messaggi strumentali e capziosi,spesso diametralmente opposti alla verità.Ha sempre utilizzato le sue televisioni generaliste per magnificare l'operato della sua parte politica e,quando è stato al governo,ha provato a fare lo stesso con le reti del servizio pubblico.Berlusconi è da sempre convinto del fatto che a forza di martellate la mente,il cuore, l'anima e i pensieri dei cittadini alla fine si riesca a inculcare determinate convinzioni.Riferendosi ad altri periodi storici,questa verrebbe definita propaganda dittatoriale.



Nel 2008 Prodi è stato indagato per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta Why Not,condotta dall'allora PM Luigi De Magistris.Dopo avergli tolto l'indagine,la procura di Roma ha chiesto e ottenuto l'archiviazione,cosa che ha creato scalpore ma che avrebbe potuto fare anche De Magistris stesso dato che l'archiviazione è un atto che segue, per sua natura,le indagini.Queste vengono fatte per scoprire se è stato commesso un reato e chi è stato.De Magistris attraverso il filone di indagini denominato Why Not ha scoperto fatti reali,persone che commettevano reati e stava svolgendo accertamenti nei confronti di altre.L'indagine gli è stata tolta perchè è andato a toccare sensibili della pubblica amministrazione oltre che alcuni magistrati: ha turbato gli equilibri di un gruppo di personaggi che voleva continuare ad agire incontrollato.Prodi non ha mai criticato nè criminalizzato l'operato di De Magistris,gli ha semplicemente augurato buon lavoro,di questo gli va dato atto.Il trasferimento dell'indagine non comporta ne una sconfitta di De Magistris ne il fatto che Prodi sia stato favorito.A differenza di Berlusconi,non avendo nulla da temere,quando ha saputo che si stavano svolgendo le indagini Prodi non ha attaccato i giudici,ha dichiarato di avere fiducia nella magistratura e ha provato la propria innocenza.Si è comportato secondo il principio che ripeto da sempre:chi è innocente non teme indagini.Quando le archiviazioni sono conformi alla verità vincono anche i giudici.

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