Anglotedesco

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venerdì 24 agosto 2012

Diamo un calcio nel sedere al FMI.Sei d'accordo Scacciavillani? (2 parte)




No comment...sono in vacanza

da AMERICA NO WE CAN'T-Noam Chomsky (Alegre)

In gran parte del Sud America Washington e la sua elite sono costretti a sostenere governi che sarebbero stati aspramente condannati,e anzi messi in difficoltà,non molti anni fa,un riflesso del generale spostamento verso l'indipendenza in America Latina.Le popolazioni indigene sono diventate molto piu attive e influenti,specialmente in Bolivia e in Ecuador,dove vogliono che il petrolio e il gas siano controllati dall'interno o,il alcuni casi,si oppongono semplicemente alla loro estrazione.Molte popolazioni indigene non vedono affatto la ragione per cui le loro vite,la loro società e la loro cultura dovrebbero essere messe in pericolo o distrutte perchè gli abitanti delle città del nord possono sedere sui loro Suv negli ingorghi di traffico.Alcuni vorrebbero anche costituire una "nazione india" in Sud America.Nel frattempo l'integrazione economica interna sta rovesciando schemi che risalgono alla conquista spagnolo,con gruppi dominanti e le economie latino americane legate ai poteri imperiali,ma non tra di loro.
E' anche possibile che l'America Latina possa riuscire a far fronte ad alcuni dei suoi seri problemi interni.L'America Latina non è semplicemente la vittima di forze esterne.E' nota la rapacità delle classi ricche della regione,come anche loro mancanza di responsabilità sociale.Gli studi comparati sull'America Latina e sull'Asia Orientale sono rivelatori da questo punto di vista.Lo studioso di economia internazionale David Felix scrive che gli schemi di consumo e la "concorrenza di status" delle èlite sono state molto diverse nelle due regioni:in America Latina e sull'Asia Orientale sono rivelatori da questo punto di vista.Lo studioso di economia internazionale David Felix scrive che gli schemi di consumo e la "concorrenza di status" delle èlite sono state molto diverse nelle due regioni:in America Latina c'è una frenesia,che in alcuni casi sfiora l'insaziabilità" per le merci di lusso straniere da parte delle classi alte orientate verso l'Occidente,in contrasto con l'orientamento delle società asiatiche verso le merci prodotte nel proprio paese.L'Asia,a differenza dell'America Latina,si è concentrata sulla "costruzione delle basi del capitale fisico e umano prima di occuparsi della produzione di beni di consumo durevoli".
La Corea del Sud, per esempio ,partendo da un reddito pro capite pari a metà di quello del Ghana nel 1960,è arrivata a diventare uno dei paesi di punta nella produzione industriale del  mondo,violando radicalmente le regole neoliberiste,compreso il controllo sugli scambi esteri (infrazione che poteva portare alla condanna a morte),mentre con vari mezzi "era proibita o fortemente scoraggiata la spesa per qualunque cosa non essenziale per lo sviluppo industriale" ,come osserva l'economista della Cambridge university Ha-Joon Chang.L'America Latina ha seguito una via completamente diversa.In modo non sorprendente,il miracolo economico della Corea del Sud ha rallentato quando la Corea ha cominciato ad applicare i precetti economici ortodossi dopo la crisi della fine degli anni Novanta.Queste misure includevano la liberalizzazione finanziaria richiesta da quella che Chang chiama "l'empia trinità":il Fondo monetario internazionale,la Banca Mondiale e l'Organizzazione per il commercio mondiale, tutte controllate dai padroni del mondo.

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