Anglotedesco

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martedì 7 agosto 2012

Finanza senza paracadute (2 parte)




No comment...sono in vacanza

da FINANZA SENZA PARACADUTE (Marco Onado)-Il Mulino

LE RIFORME E L'INTEGRAZIONE EUROPEA

L'EMERGENZA DEL 2011 SEMBRA AVER ACCELLERATO QUESTO PROCESSO,CANCELLANDO L'INTRODUZIONE DI NUOVE REGOLE DELL'AGENZA DEI VERTICI DI GOVERNO.CHE COSA ERA STATO FATTO FINO A QUEL MOMENTO PER RENDERE IL SISTEMA MENO OPACO E MENO SOGGETTO A CRISI DI TALE PORTATA?


I piu importanti e significativi passi in avanti sono stati,da un lato, la definizione del nuovo livello di supervisione macroprudenziale negli Usa,in Gran Bretagna e in Europa e,dall'altro,l'accordo sui nuovi criteri sul capitale minimo delle banche (il cosidetto Basilea 3) che hanno rimediato ai numerosi difetti impietosamente messi a nudo dalla prima fase della crisi finanziaria.Va anche detto che su questo fronte le autorità dei vari paesi hanno premuto con ogni mezzo sulle banche per aumentare i livelli di capitale fin dal 2010,anticipando così le scadenze (diluite inizialmente fino al 2016) previste dal nuovo quadro regolamentare.E' stato un bene,perchè solo così le banche europee hanno potuto superare in modo complessivamente favorevole,almeno dal punto di vista patrimoniale,lo stress test del luglio 2011 in cui abbiamo parlato.Per tutti gli altri aspetti,il dibattito è rimasto bloccato o sulla definizione delle norme generali o sui fondamentali dettagli regolamentari della riforma quadro approvata nell'estate del 2010 (è il caso degli Usa).

QUALI ERANO LE RIFORME IPOTIZZARE ALL'INIZIO DELLA CRISI E ANCORA OGGI SUL TAPPETO?


Già nel lontano 2008 Mario Draghi,da governatore della Banca d'Italia,aveva sintetizzato in 4 punti il piano di riforme a cui bisognava mettere mano:piu regole,piu capitale,meno debito, piu trasparenza.Mentre il FMI e il Financial Stability Forum formulavano raccomandazioni in tal senso, una proposta esplicita fu elaborata dal gruppo dei trenta, un organismo di cui faceva  parte il nostro Tommaso Padoa Schioppa,accanto ad altri personaggi del calibro di Paul Wolcker.Il rapporto spiega che occorre lavorare sui seguenti punti critici:"Deboli criteri di valutazione dei crediti e di sottoscrizione dei titoli; concetrazioni dei crediti estreme e talvolta non conosciute;valutazioni errate degli squilibri fra scadenze di attività e passività: uso selvaggio eccessivo della leva finanziaria anche fuori bilancio, spesso incorporata in prodotti finanziari poco compresi;fiducia non giustificata e  e non sostenibile in una liquidità di mercato senza limiti".Non è tutto:"meritano attenzione anche le lacune nella supervisione degli intermediari,nelle pratiche contabili e di gestione del rischio che hanno amplificato i cicli, i difetti del sistema di rating e le debolezze della governance dei singoli intermediari".Si tratta di problemi di lunga data,ma il rapporto spiega che ad acuire i loro effetti sono due elementi fortemente intrecciati:"Pratiche di remurazione molto aggressive e squilibrate che hanno incoraggiato l'assunzione di rischio in luogo della prudenza e prodotti finanziati altamente strutturati e sofisticati che hanno oscurato il rischio e l'incertezza a essi relativi,alimentando una fiducia ingiustificata e un estremo della leva finanziaria.

PERCHE' LE AUTORITA' NON SONO MAI INTERVENUTE PER IMPEDIRE GLI ECCESSI DI RISCHIO NON CONFORMI ALLE REGOLE GIA' ESISTENTI?

Una strana forma di sudditanza psicologica dei regolatori nei confronti dei regolati ha permesso che i primi accettasero di non sapere piu nulla di ciò che facevano i secondi.La autorità non erano piu in grado non soltanto di controllare il sistema finanziario,ma nemmeno di conoscere la situazione.Lo conferma una dichiarazione della banca dei regolamenti internazionali (BRI) risalente al giugno del 2007 (quando la crisi comincia a delinearsi) in cui la BRI dichiara agghiacciante che la dice lunga su quanto i regolatori sapessero dei soggetti regolati.

UN FENOMENO SU CUI PADOA-SCHIOPPA PUNTAVA IL DITO ERA LA CONCORRENZA AL RIBASSO TRA LE AUTORITA' DEI SINGOLI PAESI,CHE ALLENTANO LE MAGLIE DELLA VIGILANZA PER FAVORIRE LE PIAZZE E LE ISTITUZIONI FINANZIARIE NAZIONALI.L'EUROPA E' ANCORA PERCORSA DA SIMILI TENTAZIONI NAZIONALISTE?


E' proprio questo il punto.Finchè c'è l'Eba,o meglio, finchè i governi nazionali non riescono a demolirla,possiamo stare tranquilli.Però non basta che lascino sopravivere:sta proprio ai governi nazionali sostenerli  in modo esplicito e concreto i risultati dello stress test del 2011.

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