Anglotedesco

Anglotedesco

venerdì 17 agosto 2012

Gli Eurobond della salvezza (Eugenio Benetazzo)




No comment...sono in vacanza

da NEUROLANDIA- Eugenio Benetazzo(Chiarelettere)                                                                                                                                                                                                                                                                          

La piu probabile exit strategy,o lo scenario ritenuto migliore,è quello che contempla la nascita e l'emissione dei famosi EUROBOND o Stability Bond,cioè obbligazioni sovranazionali emesse dalla BCE a un tasso stabilito,particolarmente contenuto rispetto per esempio ai tassi con cui si stanno attualmente rifinanziando Spagna,Italia e Irlanda.
Se i mercati apprezzassero questo nuovo prodotto finanziario sarebbe fatta? Quasi.Certo,le condizioni sarebbero malaccio,vi sarebbe infatti un prestigioso garante del prestito,la BCE,che può contare sia sulle riserve auree presenti in tutta l'UE sia sulla fiscalità diffusa dei singoli paesi per intervenire e supportare il proprio operato.
Se i mercati alzassero il pollice,questo strumento finanziario consentirebbe di raccogliere denaro fresco e di distribuirlo a cascata su tutti i paesi,dalla Germania all'Italia,dalla Spagna alla Grecia,a un tasso di finanziamento prestabilito uguale per tutti,per esempio tra il 2 e il 3%.I paesi che oggi sono in uno stato di oppressione finanziaria per il peso degli oneri di rifinanziamento del debito ne trarebbero grandi benefici,che riverberebbero sui rispettivi territori.
Prendiamo per esempio l'Italia,che ha un tasso di indebitamento medio tra il 6 e il 7% spalmato su varie scadenze:sfruttando l'opportunità degli eurobond,il nostro paese potrebbe rifinanziare tutto il suo stock di debito man mano che va in scadenza con un tasso di interesse medio stimato al 3%,quindi ridimensionato di quasi la metà il peso degli attuali oneri finanziari.
Gli EUROBOND sono avversati sopratutto dalla Germania,che non vuole accollarsi una parte del debito di stati ritenuti inaffidabili nella gestione dei conti pubblici e poco innovativi sul piano infrastrutturale.Uno di questi paesi è proprio l'Italia,che per beneficiare degli eurobond dovrebbe attuare riforme straordinarie per ridurre il costo elefantiaco dell'amministrazione pubblica,che ha un numero spropositato e indecente di dipendenti (oltre 4 milioni).E di conseguenza anche la pressione fiscale complessiva.                                                                                                                                                               

Nessun commento:

Posta un commento