Anglotedesco

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martedì 28 agosto 2012

I consumi degli italiani nel 1980-81 (2 parte)



No comment...sono in vacanza

da ANNUARIO RIZZOLI 1981-82

L'EVOLUZIONE DEI CONSUMI VISTA DAL CENSIS

Per molti anni la letteratura sul consumo non è uscita da tre linee di affermazioni-riflessioni,in parte mutuate dalla letteratura internazionale,senza un adeguato collegamento e adattamento alla concreta realtà sociale italiana, e agli atteggiamenti individuali e collettivi in essa prevalenti:

- il carattere crescentemente di massa del comportamento di consumo

- il peso del meccanismo di induzione e persuasione piu o meno occultamente esercitato sul consumatore

-l'incidenza massiccia avuta dallo sviluppo del consumo di massa (con i suoi meccanismi di induzione ed omologazione) sul piu generale processo di "grande imborghesimento" svoltosi negli ultimi venti anni nella società italiana.
Al fine di sbloccare una tale situazione il Censis ha tentato di agganciare la tematica del consumo da fronti di analisi che in qualche modo  fossero,da un lato,piu articolati dei precedenti e,dall'altro,piu collegati alla concreta realtà socioeconomica italiana di questo periodo.In particolare si è cercato di capire e mettere in luce:

-Se e in che misura il carattere sempre piu composito e familiare del processo di formazione del reddito abbia comportato una "familiarizzazione" dei comportamenti di consumi sulla larga fascia dei beni e dei servizi di base

-Se e in che misura il fatto che nel reddito familiare confluiscano redditi provenienti da piu membri della famiglia faccia si che ognuno di essi tenda ad esercitare una spinta di autonomia nei consumi specificamente personali

-Se e in che misura tali caratteristiche di sovrazzoccolo dei consumi di natura piu personale si ricolleghi alla grande vitalità delle piccole imprese.
Nell'indagine del Censis si è quindi tentato un collegamento del comportamento di consumo con la realtà familiare,con i processi di formazione del reddito,con la personalizzazione e modularizzazione del mercato del lavoro,con la stessa struttura del sistema di imprese.L'indagine Censis su di un campione di 2.000 famiglie di 11 diverse strutture (anziani soli, giovani con figli,adulti con piu figli,famiglie con 3 generazioni presenti, ecc) individua per avvalorare l'affermazione che il nostro è ancora un "grande paesone" 5 tipi di comportamento anche se ribadisce il contenuto economico del fatto del consumo:questi poggia su di un fatto strutturale,il reddito.La propensione all'aumento del consumo non riduce quella al risparmio.
Malgrado l'inflazione galoppante,piu del 51% delle famiglie intervistate ha risparmiato qualcosa,nell'anno, precedente ,privilegiando il deposito bancario sotto la forma di conto corrente sia di risparmio vero e proprio.Il signor X italiano nel momento dell'acquisto ha ancora ben radicato il concetto del "vicinato" :acquista nei negozi intorno a casa.I beni durevoli di base presenti in casa sono "cristallizzati" e presenti anche nelle famiglie con reddito tra gli 8 e i 20 milioni.Il consumo alimentare è "semplice".Il 91,4% non ha mai acquistato prodotti macrobiotici e l'83% formaggi francesi.Infine,ma è il dato piu importante della fenomenologia del "grande paesone",se aumenta il reddito si consuma un pò piu di tutto,senza articolazioni significative.

LINEE DI TENDENZA

Una famiglia su 4 intervistata dal Censis ha ammesso di ridistribuire all'interno dei componenti piu del 30% del reddito perchè venga utilizzato con ampia autonomia di destinazione.Vediamo come sono spesi questi soldi premettendo che l'indagine ancora una volta conferma come la situazione della donna-coniuge soffra, nel paese,di un condizionamento socio-culturale pesante che si ripercuote anche nelle opportunità concrete offerte alla donna di agibilità di una sfera di autonomia nei comportamenti di consumo.Il capofamiglia personalizza il suo consumo acquistando in ordine di valori:benzina, manutenzione auto (61%) ,abbigliamento (56%), giornali e riviste, bar, ristorante, cinema, teatro  ,libri, sigarette, hobbies personali, viaggi,sport. Il coniuge invece: abbigliamento (60%), cinema e discoteca (59%) ,giornali, benzina, libri, bar, hobbies,sigarette, viaggi, sport.Va tenuto presente che per soddisfare questi bisogni ad esempio,nelle famiglie con un reddito da 10 a 12 milioni l'anno,solo il 21,8% ha una spesa pro capite mensile superiore alle 100.000 lire,mentre il 30,7% ha una spesa pro capite che va da 50 a 99.000 lire.

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