Anglotedesco

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mercoledì 1 agosto 2012

Obama ricorda Romero e i media cancellano la notizia






No comment...sono in vacanza


da TUTTO QUELLO CHE LEGGI E' FALSO (Nuovi Mondi)-Maurizio Chierici

Obama è tornato a casa dal suo viaggio in America Latina:le polemiche lo aspettavano la destra repubblicana lo accusa di aver trascurato la guerra a Gheddafi,pasticciata dei soliti europei?
Aver perso tempo prezioso nella sosta in El Salvador dove gli Usa di Reagan hanno finanziato il massacro della popolazione affamata dal latifondo.
Nessun giornale pubblica la foto del presidente che accende una candela davanti alla tomba del vescovo Romero, immagine che entrerà negli annali delle americhe quando i persecutori avranno metabolizzato la vergogna dei delitti,il 24 marzo 1980,all'epoca dell'amministrazione Reagan in guerra contro il "comunismo",quale ritorsione contro i religiosi che difendevano i contadini abbandonate alle squadre della morte.Romero è sepolto nei sotterranei della cattedrale di San Salvador,ultima sosta di Obama durante il viaggio di ritorno a Washington.Nel 1980 era una chiesa divorata da un incendio e ogni domenica angosciata dalle omelie del vescovo.Leggeva i nomi di ragazzi, intellettuali, sindacalisti portati via dagli stivali militari come nell'Argentina dei generali.
Romero non si rassegnava.Denunciava,con tanto di nomi e cognomi ,le altre uniformi responsabili dei delitti.Insomma,sovversivo rosso come i gesuiti e tanti religiosi finiti sottoterra nel nome della libertà del libero mercato.Nessun'altra comunità di fedeli aveva mai sofferto questo tipo di persecuzioni dopo il nazismo.Solo il dolore per un sacerdote assassinato attorno a Varsavia,chiesa ufficiale del silenzio,mentre la morte di 14 religiosi del Salvador e di migliaia di fedeli svanivano nelle ombre del Vaticano di Giovanni Paolo II,se i popoli latini considerano Romero "Martire e santo", i monsignori romani osservano con diffidenza la beatificazione concessa al povero prete polacco bastonato a morte dalle squadre che obbedivano a Mosca,la stessa obbedienza delle squadre che in El Salvador si inchinavano ai 6 milioni di dollari spediti ogni giorno dal pentagono per difendere il mondo cristiano".
Con gli stessi ideali Obama schiaccia il bottone della guerra per salvare cittadini che pretendono la democrazia.Bombe buone di Obama,bombe cattive di Gheddafi.E il popolo condannato a sopportare gli effetti collaterali non si accorge della diversità.Da come l'ho conosciuto immagino che Romero sarebbe d'accordo.Il primo incontro è avvenuto domenica 29 giugno 1978.Sembrava un prete di campagna.Scendeva dalla piccola automobile guidata da un semineralista e la tonaca si alzava scoprendo una caviglia pallida,la calza ripiegata sulle scarpe dall'elastico strappato.Tenerezza e delusione:come può così fragile,sfidare l'egoismo delle oligarchie proprietarie di giornali e tv che ogni giorno la massacravano di insulti?
Poi le chiacchere a San Josè della montagna,seminario trasformato in accampamento per i profughi in fuga dalle campagne dove le truppe speciali (bombe al fosforo,berretti verdi ammaestrati da consiglieri Usa) bruciavano la gente per fare il vuoto attorno alla guerriglia:"Uccidere per spaventare è un peccato insopportabile insulto all'umanità,insulto a Dio".E poi,e poi,fino all'ultimo saluto:"Perchè i giornalisti tornano a casa? Senza testimoni le luci si spengono,chissà cosa succederà.Tre mesi dopo gli sparano sull'altare.L'assassino promosso capitano ormai vive negli Stati Uniti".Irrintracciabile dalle polizie di Bush padre,Bush figlio e Clinton presidente.

Chissà se Obama lo troverà.

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