Anglotedesco

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domenica 12 agosto 2012

Rita Milla,la donna "lucidata" da sette preti (1 parte)




No comment...sono in vacanza


da TUTTO QUELLO CHE SAI E' FALSO (Nuovi Mondi)

Nel 1984 negli Stati Uniti ,per la prima volta,fu intentata causa per "malaffare ecclesiastico" da una donna adulta,Rita Milla, che si rivolse a un avvocato di Los Angeles inaugurando un ventennio di rivelazioni sconcertanti sugli abusi sessuali.

Il documento segreto del Vaticano dal SANTO UFFIZIO e approvato da PAPA GIOVANNI XXII e guardava proprio un caso come Rita Milla:il crimine di un sacerdote che tenta di procurarsi favori sessuali da un individuo mentre ascolta la sua confessione.Gli abusi iniziarono quando padre Santiago Tamayo violò il sottile muro divisorio del confessionale e accarezzò i seni della ragazzina.Rita aveva 16 anni e voleva farsi suora,ma Tamayo coltivava per lei altri progetti e nei due anni successivi tentò sistematicamente di sedurla.Nel 1979, all'età di 18 anni, Rita aveva regolarmente rapporti sessuali col suo confessore,che per persuaderla le aveva detto: "Dio vuole che tu faccia il possibile per rendere felici i suoi preti...è tuo dovere".Padre Santiago allora iniziò a fare pressioni sulla giovane affinchè "rendesse felici" anche i suoi colleghi della chiesa di Santa Filomena di Los Angeles.Prima uno, poi un altro e un altro ancora: alla fine Rita aveva avuto rapporti sessuali con 7 preti.Nessuno di loro prese alcuna precauzione,nessuno le disse di assumere la pillola anticoncezionale.

Nel 1980 Riia rimase incinta.Padre Tamayo la convinse a trasferirsi nelle filippine per nascondere la gravidanza,mentre ai suoi genitori fu detto che andava all'estero "per studiare medicina".Il gruppo di sacerdoti le diede 450 dollari che doveva bastarle per rimanere sette mesi nelle Filippine e le intimò di abbandonare il neonato a Manila.Rità rischiò di morire di eclampisia,convulsioni che si verificano alla fine della gravidanza come conseguenza della setticemia.La sua famiglia scoprì la verità e riportò Rita e la neonata a Los Angeles,in precedenza il vescovo filippino Abaya aveva promesso alla ragazza un aiuto economico,non solo per coprire le spese di viaggio,ma anche per il mantenimento della figlia.

Quell'aiuto non si concretizzò mai e Rita si rivolse al vescovo Ward nella sua diocesi californiana.Neppure lui fu in grado di aiutarla.A quel punto Rita e sua madre intentarono la causa che sarebbe diventata una pietra miliare nella storia degli abusi compiuti da ecclesiastici.Volevano stabilire chi fosse il padre del bambino,fare causa al sacerdote e alla chiesa per circonvenzione d'incapace, frode e raggiro e "per proteggere altre giovani donne dal dolore e dalle sofferenze causate dai preti che abusano della fiducia loro concessa".

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