Anglotedesco

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lunedì 20 agosto 2012

Sto con Assange,anche se mi è antipatico (1 parte)




No comment,sono in vacanza....

da INSIDE WIKILEAKS - Daniel Domscheit-Berg (Marsilio)
UNA NUOVA STRATEGIA MEDIATICA PER IL LEAK SULL'AFGHANISTAN
Dopo aver sperimentato  tutta una serie di varianti,caricare dei documenti sul nostro sito senza comunicarlo a nessuno;arruolare dei giornalisti in WL;proporci noi stessi come organo d'informazione-questa volta volevamo dfare tutto come si deve.Avevamo davanti una pila enorme di documenti sull'intervento in Afghanistan.Nel caso di questi "diari di guerra",gli Afghan War Diaries,volevamo coinvolgere tempestivamente i media, rimanendo comunque noi a capo dell'operazione,e volevamo individuare dei partner prestigiosi.La scelta cadde subito sul New York Times.Per motivi strategici volevamo che fosse presente nell'impresa una testata giornalistica statunitense.A quel punto, ci siamo detti,perchè non puntare direttamente su quella piu grande?Il secondo partner in ordine di importanza era il britannico Guardian ,con cui Julian era in buoni rapporti.In Germania optamo per una collaborazione con Dier Spiegel,della quale mi dovevo occupare io.Marcel Rosenbach,Holger Stark e John Goetz sono giornalisti molto esperti e lavorano nella redazione berlinese dello Spiegel.Solo con la pubblicazione del video Collateral Murder avevamo attratto la loro attenzione,e a Re:pubblica 2010,una conferenza sul web 2.0 che si era svolta a Berlino,per la prima volta i giornalisti dello Spiegel avevano preso contatto con noi.Io misi loro a disposizione un laptop completamente criptato così avrebbero potuto conservare al sicuro i documenti.I nostri media partner si procurarono dei telefoni criptati.Ma non dovevamo mai utilizzarli per telefonare.
Da quel momento in poi ci incontravamo almeno una volta la settimana per aggiornarci vicendevolmete e per accertarci che tutto procedesse per il verso giusto.Con i giornalisti avevamo concordato una data in cui le loro e le nostre pubblicazioni sarebbero uscite in contemporanea.A quel 26 luglio 2010,mancavano ancora parecchie settimane.
Il termine previsto per la pubblicazione era un lunedi,per permettere al settimanale Der Spiegel di rispettare la sua normale scadenza.In compenso modificò completamente l'intero processo produttivo:la domenica non furono trasmesse copie preliminari ai deputati di Berlino e anche la versione ePaper era destinata a uscire successivamente.
Il mercoledi precedente la data prevista per la pubblicazione mi incontrai a pranzo in un ristorante italiano nella Behrenstrabe con Marcel Rosenbach e John Goetz.Non avevo per niente fame,ma ordinai comunque,per gentilezza,un primo.Mentre i due erano intenti a raccontare avvolgevo pacatamente gli spaghetti intorno alla forchetta.I giornalisti riferivano che le cose andavano per il meglio.Io guardavo con interesse come gli spaghetti si avvinghiavano in cerchi sempre piu ampi intorno alla forchetta."E voi, siete pronti?" mi chiese Goetz.
Presi un boccone e annuii.I due giornalisti dello Spiegel avevano l'aria di essere molto soddisfatti.Non so perchè,ma avevo una brutta sensazione.L'appetito svanì completamente quando i due mi chiesero a che punto fossimo con il processo di Harm Minimization,ossia contenimento dei danni." E' pronta la redazione?".
Io cascai dalle nuvole.Mi sforzai di non tradire il mio stato d'animo.Rosenbach mi ricordò che aveva concordato Julian di rimuovere i nominativi dai documenti.E che quella era la condizione richiesta imprescindibilmente da tutte e tre le testate:in caso contrario non si sarebbe potuto mettere online il materiale.
Io non ne sapevo niente.I nomi delle persone estranee ai fatti dovevano essere cancellati,mi sembrava logico e ne convenni con loro.In quella fase si era ripetutamente riproposto il problema che Julian non mi metteva debitamente al corrente di informazioni rilevanti,o lo faceva in ritardo.Ciò mi poneva in una situazione gli oggettiva difficoltà di fronte ai giornalisti.Era probabile che anche in questo caso la spiegazione fosse tutta lì.Mi precipitai a casa.
Mi misi subito in contatto con i nostri tecnici e i loro assistenti.Erano pieni di lavoro fino al collo,ma di quell'attività redazionale non avevano mai sentito parlare prima.E ora ci trovavano in un bel pasticcio.Gli articoli erano ormai pressochè pronti,e le tipografie stavano praticamente scaldando le macchine:era troppo tardi per fermare il processo produttivo.Sopratutto il magazine Der Spiegel ci avrebbe rimesso migliaia e migliaia di euro qualora fosse saltata la data di pubblicazione pianificata da lungo tempo nei dettagli.

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