Anglotedesco

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martedì 21 agosto 2012

Sto con Assange,anche se mi è antipatico (2 parte)



No comment,sono in vacanza....

da INSIDE WIKILEAKS - Daniel Domscheit-Berg (Marsilio)

UNA NUOVA STRATEGIA MEDIATICA PER IL LEAK SULL'AFGHANISTAN

Andai sulla chat e trovai Julian,al quale chiesi:"Ehi.cos'è questa storia del contenimento dei danni?" Ma all'improvviso Julian era sparito.E non sarebbe piu ricomparso nel corso dell'intera giornata.
Intanto le linee di tutti gli altri erano roventi.Cercammo in tutti i modi di venire a capo del problema.Penso di non aver dormito piu di dieci o dodici ore nei cinque giorni tra il mercoledi e il lunedi successivo.Anke viveva con uno zombie.
Da uno sguardo ai documenti risultava chiaro che pur eliminando tutti i nomi restavano comunque i nessi.Anche i contesti permettono l'identificazione delle persone.Se in un report,per esempio,era scritto che dei tre afghani catturati il 25 marzo 2009 nel villaggio xy uno aveva passato informazioni agli americani, era molto facile per i Talebani della regione risalire a quella persona e punirla.
90.000 documenti! Erano decisamente troppi.Come bozza non ce l'avremmo mai fatta.Avevamo  bisogno di un'interfaccia web in grado di semplificarci il lavoro di redazione.I nostri tecnici avrebbero quindi provveduto a sviluppare un programma con l'ausilio del quale una nutrita schiera di volontari grazie a un accesso sicuro ai documenti poteva oscurare i nominativi presenti.Per la pubblicazione in questione,tuttavia era troppo tardi per questo approccio,non c'era niente da fare.
Per fortuna i nostri partner giornalistici ci diedero un'indicazione decisiva.Ci chiesero di selezionare 14.000 dei 90.000 documenti e di metterli per il momento da parte.Si trattava dei cosidetti Threat Report.In questi report erano descritte gravi situazioni di minaccia sulla base di segnalazioni fornite da persone autoctone.Quando per esempio un afghano veniva a sapere che i ribelli si preparavano a compiere un attentato ,lo comunicava alle truppe americane.Le quali annotavano le informazioni indicandone la fonte nel loro Threat Report.Era evidente che  erano contenute in questi documenti le informazioni relative agli afghani che collaboravano con gli americani,e che potevano diventare facili prede delle ritorsioni dei talebani.
Solo occasionalmente comparivano dei nomi nelle rimanenti 76.000 schede.Varie fonti mediatiche hanno successivamente effettuato un verifica individuando un centinaio di nominativi.
Eravamo immersi nel lavoro fino al collo quando, il pomeriggio del giorno successivo,all'improvviso si rifece vivo Julian in chat.Disse che ci avrebbe informati quel giorno stesso sui nomi.Inoltre ci presentò un nutrito elenco di cose da fare:
1) Le URL devono essere standardizzate domani.La denominazione è stata standarizzata:Kabul War Diaries e Baghdad War Diaries.
2) Per quanto riguarda l'Afghanistan devono essere verificati gli elementi identificativi di informatori innocenti,contenuti sopratutto nei Threat Report.L'individuazione di questi elementi richiederà un bel po di lavoro.
3)Si deve procedere alla stesura di un riassunto succinto e di un comunicato stampa.Le nostre comunicazioni interne devono essere standarizzate distribuendo,qualora disponibili,cercapersone satellitari.Inoltre bisogna predisporre una procedura di emergenza via chat.
4)E' necessario testare l'infrastruttura connessa alla pubblicazione.
5)In varie versioni della banca dati sull'Afghanistan devono essere rimossi gli elementi identificativi.
6) Una copia completa della banca dati deve essere proposta come download
7) Si deve procedere alla distribuzione di Torrent e a una predistribuzione degli archivi.
8) I server di posta elettronica devono essere in perfetta efficienza.
9) Ufficio stampa e contatti devono essere standarizzati.

Queste sono le cose che bisogna fare per non subire uno scacco.E ora passiamo alle cose che dovremo fare per essere all'altezza della situazione:

10) Deve essere distribuito il front-end basato su Perl sviluppato da me e dal Guardian.Deve essere anche disponibile come archivio scaricabile.
11) Deve essere approntata una breve video-intro della durata di tre minuti.C'è già chi si occupa dei filmati e del montaggio,ma dobbiamo provvedere all'aspetto grafico (Google Earth, riprese a terra).
12)Le persone (giornalisti) che hanno lavorato con i dati devono essere intervistate in merito all'approccio lavorativo,la qualità e i limiti dei dati.Tra i 10 e i 20 minuti per ciascuno di loro.Non è necessaria alcuna preparazione.Questa  iniziativa è prevista a Londra,ma noi abbiamo bisogno anche di New York e Berlino.Non è difficile mettere a punto una linea guida per il materiale,e ci permette di aumentare lo status di Wikileaks come partner indiscutibile di queste tre grosse testate giornalistiche.
13) Bisogna rendere piu efficiente il lavoro degli uffici stampa e abbiamo bisogno di un elenco di portavoce (non solo noi) che possano parlare di questa tematica con competenza e sensibilità.
14) Deve essere verificato il sistema delle donazioni e spiegato con sufficiente chiarezza, deve essere indicata la casella postale australiana per gli assegni e menzionato anche il conto corrente bancario australiano.

Un portavoce del Pentagono aveva detto nel corso di una conferenza stampa che Wikileaks aveva "le mani sporche di sangue".Ma è emerso chiaramente che non c'è un solo informatore cui sia stato torto un capello a causa della pubblicazione dei documenti.Solo in un secondo tempo è stato reso noto che lo stesso Ministero della Difesa statunitense in una nota interna ha subito classificato come non pericolosi i documenti.Il suggerimento di lasciar perdere da parte i Threat Report ci era stato dato dai giornali.Per quanto riguardava il contenuto dei documenti non ce ne eravamo occupati piu di tanto,era un compito che spettava ai giornalisti.Nondimeno,Julian si sarebbe poi messo davanti alle telecamere per osannare se stesso e il suo processo di limitazione dei danni.
Si è infiammat un dibattito di portata mondiale in cui si chiedeva se questa pubblicazione avesse danneggiato qualcuno.Si è parlato molto meno dei contenuti,se si eccettua la prima ondata mediatica che si era occupata del merito,e la seconda,in cui altri hanno fornito le loro analisi dopo aver visionato il materiale.L'obiettivo sbandierato da Julian era quello di far cessare una guerra.Purtroppo siamo ancora ben lontani dall'averlo ottenuto.

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