Anglotedesco

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venerdì 14 settembre 2012

Lilli Gruber, una giornalista a servizio della finanza internazionale





Molta gente è contenta che è tornato OTTO E MEZZO condotta da Lilli Gruber, quella estiva era scadente, Filippo Facci scrive su Libero ,un giornale a servizio del Pdl e dunque ci mancava  l'informazione "libera".
Domanda:la Gruber fa informazione a 360 gradi? Secondo voi se fosse davvero una giornalista libera sarebbe invitata al club Bilderberg insieme ad Enrico Letta (Pd), Franco Bernabè,John Elkann e  Fulvio Conti ?
Nonostante sia passato quasi un anno, vorrei ricordare la puntata di  OTTO E MEZZO di quel venerdi sera ,24 ore prima le dimissioni di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio. Invitò uno scrittore tedesco,un certo  Peter Schneider. Disse qualsiasi cosa contro l'Italia del Premier Silvio Berlusconi, parlò degli stati del Sud Europa come normalmente i politici della Lega Nord parlano del sud Italia,ma nessuno osò criticarlo anzi sulle pagine di Facebook e in molti blog ,lo esaltarono. Ma quella sera chi era l'avversario di questo scrittore italiano antitaliano? Uno critico nei confronti della Germania o dell'euro? No, il vicedirettore del FOGLIO. E' come se una squadra di calcio avesse la libertà di scegliersi le squadre da affrontare in Champions League o in qualsiasi altra competizione. Quella sera era chiaro l'obiettivo di OTTO E MEZZO:convincere la gente che l'Italia deve essere guidata da un uomo delle  banche.Quella delinquenza bancaria che la Gruber ha trovato negli Usa lo scorso giugno e spero che abbia il coraggio prima o poi di spiegare di cosa si parla al Bilderberg,quali sono i loro obiettivi.

Siccome avrei voluto averlo io davanti questo scrittore tedesco, mi permetto di ricordare qualcosa sulla Germania.

Uno studio pubblicato (data gennaio 2011) dal Ministero del Lavoro tedesco ,fa notare che la riforma HARTZ ha prodotto un bel numero di lavori partime,dalle 5 alle 8 ore di lavoro settimanali,che la durata media del tempo di lavoro era scesa a 30,3 ore ,già prima lo scoppio della crisi e tutto senza contare i disoccupati.
I dati dell'Ocse fanno notare che in dieci anni,mentre la Francia creava 2 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, la Germania ne ha creati 2 milioni a tempo parziale,e la maggior parte di part-time a breve durata (18 ore di media,contro le 23 della Francia).
Uno studio di non molto tempo fa ,fatto dal Deutsch Institut for wirtschaftsforschung, fa notare il pesante arrettramento sociale imposto ai lavoratori dipendenti tedeschi da almeno dieci anni:gli operai non specializzati  guadagnano 259 euro al mese. Quelli della fascia leggermente superiore arrivano a 614 euro al mese.Non solo le fasce piu povere, ma anche l'80% della popolazione attiva ,tra il 2000 e il 2010 ,ha perso potere d'acquisto.
Solo i primi della classe hanno beneficiato di un aumento del proprio stipendio.Non si tratta però di un enorme miglioramento, solo + 0,2.Il salario medio è sceso del 4,2% in dieci anni.La crescita tedesca è stata in piedi grazie alle esportazioni verso l'Italia,la Francia e la Spagna.
Purtroppo in pochi hanno il coraggio di parlare contro la Germania.

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