Anglotedesco

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domenica 9 settembre 2012

PALLONE E CAMORRA.Antonio Sibilia,Juary,Raffaele Cutolo e ...Luigi Necco gambizzato




Chi ha 36 anni come me, chi è che non si ricorda del giornalista Luigi Necco che per 90esimo minuto raccontava le partire da Napoli o da Avellino? Una simpatia straordinaria ,niente a che vedere con quelli di oggi che possono contare su ogni tipo di informazione tramite computer , Tablet, cellulare ecc ecc. E poi sono spocchiosi e arroganti. Tra i miei contatti di Facebook ho il telecronista di Sky Pietro Nicolodi, che lo scorso anno,quando era ancora in programmazione sulla tv del magnate australiano Rupert Murdoch, commentava il calcio tedesco.Qualche mese fa mi diede del provocatore perchè ho semplicemente detto che Kagawa nel Borussia Dortmund ha disputato ottime stagioni ma fare il leader nel Manchester United è un'altra cosa anche perchè il calcio inglese è molto piu competitivo di quello tedesco. Mi ha risposto prendendo come esempio un giocatore del Bolton (bel paragone col Manchester United) che ha segnato piu che in Bundesliga e , con un "le tue provocazioni cominciano a stufare".In poche parole questo signore che dovrebbe essere un telecronista obiettivo, se la prende con chi gli tocca il calcio tedesco.Lo stesso discorso vale per Massimo Marianella con l'Arsenal o con chi la tradisce,vedi Adebayor.
Pensano di capire tutto loro,ma se uno avesse tempo di girare tutto il giorno su internet ,le informazioni le scopre da solo.
W I TELECRONISTI DEGLI ANNI 80'. Gianni Vasino,Franco Zuccala, Luigi Necco, Tonino Carino,Carlo Nesti ,Bruno Pizzul e tanti altri....

da PALLONE CRIMINALE- Simone Di Meo e Gianluca Ferraris (Ponte alle Grazie)



Il 29 novembre 1981, quasi un anno dopo il terremoto che ha sconvolto l'Irpinia,con oltre tremila morti e decine di migliaia di sfollati e senzatetto,Luigi Necco,che avrebbe dovuto commentare di li a poco la partita Avellino-Cesena,viene gambizzato con tre colpi all'uscita dal ristorante Cinthia Park,a Mercogliano.A sparargli è un giovane pregiudicato,Antonio Schirato,che sarà arrestato qualche tempo dopo.Le ferite,per fortuna,non sono gravi,e il giornalista deve rinunciare al lavoro per poco meno di un mese.
La matrice dell'attentato è chiaramente camorristica,ma è il movente il vero cruccio degli investigatori.Non riescono a spiegarsi perchè uno come Necco,conosciuto in tutt'Italia per i suoi collegamenti dai campi della Campania,possa aver dato a tal punto fastidio alla criminalità organizzata da portarne addosso,cucite sulla pelle, le conseguenze.Chiaramente,è il suo lavoro di giornalista la chiave di accesso per interpretare l'agguato,ma,inizialmente,i magistrati e le forze dell'ordine che si occupano del caso ipotizzano che a scatenare la rabbiosa reazione della Nuova Camorra Organizzata sia stato qualche servizio andato in onda ,sulla Rai, riguardo all'espansione dell'organizzazione in provincia di Avellino.
La realtà è ben diversa e sarà lo stesso Necco a raccontarla,qualche tempo dopo.Il giornalista sportivo finisce in un letto d'ospedale non per aver dato un calcio alla camorra,con la sua inchiesta a puntate,ma per aver parlato,per la prima volta,della camorra nel calcio.Secondo la ricostruzione del telecronista,il 31 ottobre 1980,in tribunale,Cutolo, dopo Juary,incontra misteriosi personaggi che gli chiedono di dare una lezione al telecronista.Cutolo,però, non ci sta ad autorizzare l'attentato,sia perchè,riporta Necco nelle sue memorie,i cronisti non si toccano e sia perchè il giornalista tutto sommato gli è simpatico,e gli dispiacerebbe fargli del male.
Dunque ,chi è che decide per l'agguato al giornalista Rai?
E' Enzo Casillo,potente e spregiudicato numero due della Nuova Camorra Organizzata,che ribalta la decisione di Cutolo e autorizza l'attentato ai danni di Luigi Necco per dargli una lezione.L'intimidazione ,però,non ferma il giornalista che,mentre la magistratura smantella la NCO e Casillo muore per un'autobomba a Roma,resta tranquillamente a commentare le partite dell'US Avellino per i successivi cinque anni,ottenendo,alla fine,per ironia della sorte,anche lui una medaglia d'oro dal club,ormai passato di proprietà,in segno di amicizia.La stessa con cui era stato omaggiato il capo dei capi.

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