Anglotedesco

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venerdì 19 ottobre 2012

Commento sull'articolo di Sergio Di Cori Modigliani.Barnard e la criminalità organizzata al Nord




Su Come Don Chisciotte vengono pubblicati articoli molto interessanti, e dalla prossima settimana sotto il post, cercherò di consigliare quali sono i piu interessanti. La gente che commenta è parecchio arrogante, dovrebbero volare basso e cercare di spiegare certe cose a persone (90-95% )che magari si sono sempre dedicate ad altro.
Ho trovato questo post scritto da Sergio Di Cori Modigliani e vorrei dire la mia su alcune cose che ha scritto.

MODIGLIANI:Nel settentrione stanno davvero all’età della pietra: non sanno neppure che si muovono nel territorio della nuova criminalità organizzata e quindi non sono in grado di attuare le necessarie misure di costruzione di anticorpi. Nel meridione oggi c’è l’unica novità evolutiva dell’Italia che non vuole cambiare ed è sbandata. Non è certo un caso che la personalità, in questo momento, più illuminata, più propositiva, meno compromessa della Confindustria, sia l’imprenditore Ivan Lo Bello, due giorni fa invitato a Lamezia Terme dal PD, dove si è recato e, davanti a un impallidito Pierluigi Bersani, che stava già con il pallottoliere contavoti in mano, ha ben spiegato che “non interessa più a nessuno nel meridione la consueta danza di alleanze dubbie con soggetti criminosi, e il PD non può non prendere atto che deve assumersi le sue responsabilità per aver appoggiato in Sicilia un individuo davvero deprecabile come l’ex presidente Lombardo; deve spiegare perché lo ha fatto e comprendere la nuova realtà nella quale ci stiamo muovendo”. L’aspetto a mio avviso positivo è che non ne parlino i media mainstream. Del NON è impossibile parlarne. Non può essere neppure visto, se uno non ha certi occhi.

ANGLOTEDESCO:In molti non si rendono conto che la criminalità organizzata sta facendo i loro sporchi interessi qui al nord, e molti lo sanno ma fanno finta di nulla.Io ad esempio vivo in Emilia-Romagna e precisamente nella provincia di Parma dove negli ultimi anni sono stati catturati  dei pericolosi latitanti.Qui è arrivata un po piu tardi rispetto alla Lombardia e al Piemonte e dunque molti, sopratutto in provincia, dove i boss mafiosi erano abituati a guardarli in tv nei film di Michele Placido, fanno fatica ad accettare questa realtà.Qui la Camorra e la 'Ndrangheta gestiscono decine e decine di locali, con la crisi che c'è,gli appartamenti costosi vengono acquistati per la maggior parte da napoletani o calabresi che non hanno nulla a che vedere con quelli onesti che vengono qui per lavorare.Trent'anni fa non c'erano i regolamenti di conti di stampo mafioso che ci sono adesso.
Qualche anno fa venne a Parma la giornalista anticamorra del Mattino ,Rosaria Capacchione, che io preferisco a Roberto Saviano, che parlò di alcuni importanti boss nella città di Maria Luigia, e trovò qualcuno che si offese,quel qualcuno abituato ad informarsi con La Gazzetta di Parma o altri giornaletti locali.Pubblico un pezzo del libro Rosaria Capacchione:

L'ORO DELLA CAMORRA-Rosaria Capacchione (Bur)

L'INIZIO E LA FINE


Un calcino è un calzino.Può essere lungo o corto,di cotone o di filo di Scozia,di lana o di cachemire.Può essere a quadroni scozzesi o blu lucido,costare un euro oppure cento.Strumento di seduzione,come quello spaiato della Lolita di Nabokov o quello calato della Lulù della Grandes,o antiscivolo e con i pupazzetti,quasi un giocattolo per bambini.Quello di Pasquale Zagaria è corto,in tutte le gradazioni del grigio,sottile e resistente,adatto ai pantaloni di taglio classico che compra in serie.Di quelli fumo di Londra,per esempio,ne ha ben sette paia,tutte uguali.
 L'inizio e la fine del costruttore che ha scalato la Penisola fino all'anticamera di Piazza Affari è raccontata da un armadio pieno zeppo di vestiti:75 paia di pantaloni,92 di scarpe-62 camicie -65 maglioni -40 cinture-22 sciarpe -giacche tagliate su misura-cappotti in cachemire-bluse in renna, l'intero assortimento di valigie prodotto da Vuiton,centinaia di jeans e solo 20 paia di calzini.Prodotti da Brioni,però, la masion che ha vestito il Gregory Peck di Vacanze romane e il Pierce Brosman di 007 Goldeneye,ma anche John Gotti,il capo di Cosa Nostra americana,che li indossava corti,di seta e con il monogamma.Non che Pasquale Zagaria voglia copiare lo stile dei due attori,magari gli è più congeniale quello di Dapper Don,il boss di New York che però ha fatto una brutta fine ed è morto di tumore.No,lui li compra perchè sono cari,i piu costosi.Il top dell'eleganza maschile nel mondo.
 Il guardaroba lussuoso,nel quale spuntano cappotti di Yves Sain -Laurent e una borsa Gucci fiorata e con il manico di bambù,collezione primavera-estate 2005,è parte di una villa che somiglia a un loft milanese,a due km,eppure lontanissima,dalla residenza confiscata a Casal di Principe a Walter Schiavone,arrogante nel suo pacchiano stile Scarface,con le finte colonne doriche e il pavimento in marmo colorato.
 Quella di Pasquale Zagaria,imprenditore edile,fratello di un camorrista lui stesso, è una casa sobriamente arredata con mobili di design e sofisticati impianti hi-fi.Si trova a Casapesenna,alla tredicesima traversa di Corso Europa.Quel vicolo è il cuore dell'agro aversano,enclave criminale della provincia di Caserta e della Campania. E' anche la centrale operativa di una delle più influenti cosche criminali d'Europa,il luogo dove è stata decisa e realizzata la trasformazione dell'economia camorristica da rurale e parassitaria e capitalistica e industriale,capace oggi di autoriprodursi e moltiplicarsi in forza del suo stesso denaro.Da quell'enclave,alla fine degli anni Ottanta,il clan dei Casalesi ha iniziato a risalire lo stivale.Tappa dopo tappa:nel Basso Lazio,in provincia di Roma,nell'Umbria delle aziende agricole,nella Toscana degli alberghi e degli stabilimenti termali,nell'Emilia Romagna dei locali notturni,nella Lombardia di Piazza Affari.
 La casa è l'archetipo della residenza dell'uomo di successo.Il salone ampio con le pareti ricoperte di boiserie, i finestroni e il soffitto illuminato da una vetrata,è stato disegnato su misura di Francesca Linetti,la moglie bionda e raffinata di Pasquale Zagaria,cresciuta tra Potevico e Cremona,e delle due figlie nate dal matrimonio celebrato tra sfarzi e sprechi nel febbraio del 2002 all'Hotel Excelsior,sul lungomare di Napoli.Non fu una festa,fu un trionfo:di vestiti,di pellicce -di gioielli quelli delle invitate e quelli regalati alla sposa.
 Nelle intenzioni del padrone di casa c'era anche quella di ospitare i ricchi colleghi del Nord Italia,i funzionari di banca che avevano accettato senza farsi domande i versamenti in contanti di centinaia di migliaia di euro alla volta,i promotori finanziari che investivano sui mercati azionari il suo denaro,i manager e i politici che gli spalancavano le porte del settore <> del ministero delle Infrastrutture.Una sorte di salotto del mattone,affacciato su una terra dilaniata dagli attentati del racket e dagli omicidi,646 tra il 1984 e il 2004:mondo al quale Pasquale Zagaria non è affatto estraneo.Anzi.
 Dalla mattina del 28 giugno del 2007,quando il marito,ricercato da un anno,si costituì alla matricola del carcere di Santa Maria Capua Vetere,Francesca e le due bambine aspettano la conclusione dei processi e il tempo che manca alla fine della pena:otto anni e mezzo di reclusione,se la condanna in primo grado sarà confermata.Aspettano negli agi e nella ricchezza:<>. (Aldo Bazzini,suocero di Francesca Linetti,conversazione telefonica con il suo avvocato,17 marzo 2003 ore 16.26).
 L'armadio come metafora del potere,esso stesso segno di potere criminale.Analizzando la cultura e lo stile di vita del mafioso imprenditore,scrive Pino Arlacchi:

"Ma quando la cultura tradizionale non esiste più,e il mafioso è cambiato,e l'orizzonte delle proprie attività si è allargato alla società regionale e nazionale,la dimostrazione della propria onorabilità e potenza non può essere più affidata alla conoscenza diretta,da parte di tutti, del proprio stile di vita agiato. Il consumo vistoso diventa più necessario dell'agiatezza come strumento ordinario di onorabilità.I mezzi di comunicazione e la mobilità orizzontale della società affluente espongono adesso il mafioso all'esame di molte persone che non dispongono di altro mezzo per giudicare della sua rispettibilità che lo sfoggio di beni.Se non vuole apparire ridicolo,deve coltivare i propri gusti,affinare le sua educazione,dare prova di sapersi muovere tra diversi ambienti (Pino Arlacchi,LA MAFIA IMPRENDITRICE,Bologna 1983)"

A Pasquale Zagaria l'opera di ripulitura e di mimetizzazione negli ambienti atri rispetto a quelli soliti del camorrista tradizionale è riuscita alla perfezione.Non ha l'aspetto del killer,frequenta si i <> di famiglia ma con riservatezza,lontano da occhi indiscreti.Solo qualche intercettazione telefonica tradirà la contiguità con la camorra che spara,e sarà necessaria una mini-telecamera nascosta in un capannone per filmare la sua passione per le armi:non resiste alla tentazione di provare l'efficienza di alcuni mitra destinati al clan.
 Alla fine degli anni Ottanta lo troviamo capo di una costellazione di società specializzate nel movimento terra,ditte che hanno il monopolio dei subappalti in provincia di Caserta e che ne rastrellano in tutta Italia,dalla Calabria fino all'Emilia Romagna.E' ricchissimo e fa di tutto perchè si sappia.Quando entra nei negozi di abbigliamento ,a Caserta e Napoli,è accolto con tutti i riguardi.Il reparto uomo è ai suoi piedi,gli altri clienti si chiede di ripassare il giorno dopo.A fine giornata l'incasso basterà a pareggiare il bilancio di due o tre mesi di attività.E' di manica larga anche con le sue donne.Quando viene arrestato a settembre del 1996,è con l'amante brasiliana.L'aveva accompagnata a fare shopping nel centro storico di Torino.
 E' in quel tempo che entra in contatto con imprenditori che speculano sui mercati immobiliari lombardi.Ed è allora che conosce Aldo Bazzini ,nato a Solignano (Parma) sessant'anni fa,l'uomo che nel 2002 diventerà suo suocero (Francesca Linetti è la figlia di Annamaria Errante,convivente more uxorio di Bazzini) e che il 30 novembre 2007 il gup di Napoli,Eduardo De Gregorio,ha condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per associazione camorristica.Pasquale Zagaria lo introduce nel business della costruzione della terza corsia dell'autostrada Napoli-Roma,lo mette in contatto con imprese riconducibili al potentissimo clan Moccia di Afragola,gli anticipa il denaro necessario a risollevare le sue finanze,vistosamente compromesse dalle perdite al gioco.Sui tavoli verdi Bazzini ha lasciato una fortuna.E debiti che neppure i 500.000 euro rientrati dal Liechestein grazie allo scudo fiscale potrebbero ripianare.
 Quando sarà il tempo,ci penserà Pasquale.
 Un'informativa del gioco (Reparto speciale della Guardia di finanza che si occupa di criminalità organizzata) di Napoli,allegata agli atti del processo sui lavori ai Regi Lagni (sentenza del 21 novembre 2000,emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere),segnala a luglio del 1993 la presenza comune all'Hotel Baglioni,a Parma,città in cui Bazzini vive e lavora.Frequentazione che durerà fino al 2006.

"Verso la fine degli anni Ottanta,ho ricevuto in sub appalto un lavoro dalla ditta Ing Messere Spa che si svolgeva in Villa Literno e riguardava la costruzione di un tratto di una superstrada.Il lavoro che doveva svolgere la mia ditta riguardava la costruzione di piloni,la lavorazione del ferro e i getti dell'impalcato;il lavoro ammontava a circa un miliardo e mezzo di lire.Ho portato i tecnici da Parma,assunto manodopera in zona e acquistato presso la Bitum Beton di Casoria,società che mi aveva già rifornito per il lavoro di San Vitaliano.Durante il lavoro svolto a Villa Laterno io ho conosciuto Pasquale Zagaria;l'ho incontrato una volta presso l'ufficio della ditta Ing. Messere di Casoria e mi è stato presentato come il titolare di una grossa ditta di movimento terra chiamata Edil Moter;si trattava della ditta che stava facendo quasi tutti i movimenti terra per il cantiere (Interrogatorio di Aldo Bazzini del 14 settembre 2006)"

In apparenza è una normale relazione di affari.Per Pasquale Zagaria,invece,Bazzini e la piazza di Parma rappresentano la testa di ponte verso la finanza che conta,il mercato di Milano.Se l'obiettivo immediato è quello di mettere in circolazione il denaro proveniente dalle casse e dalle attività criminali di famiglia attraverso la Sud Edil e la Edil Moter,quello a lungo termine è di dare una struttura autonoma al suo impero economico,rendendolo impermeabile ai controlli dell'autorità giudiziaria e quindi alle confische.I mercati stranieri non gli interessano,non subito.
 Nell'attività di Pasquale Zagaria di quegli anni s'intravede già il progetto parzialmente realizzato nel decennio successivo.In nuce c'è l'idea ,ancora allo stato grezzo,di arrivare-impiegando il denaro del cartello di famiglie camorristiche che compongono il clan dei Casalesi-alla fatturazione che viaggi attraverso i canali telematici,si insinui nei settori vitali del Paese e che sia,nella sostanza ,invisibile.
 Un risultato apparentemente futuristico ma non impossibile.Le ultime stime dell'Eurispes assegnano alla camorra guadagni per 7230 milioni di euro l'anno provenienti dal traffico di droga,2582 milioni da crimini legati all'imprenditoria (come gli appalti e il riciclaggio),258 milioni dalla prostituzione ,2066 milioni dal traffico di armi e 362 milioni dall'estorsione e dall'usura.Il giro d'affari complessivo è calcolato in circa 12 miliardi e mezzo di euro.Esclusi dal conteggio i proventi dello smaltimento illegale dei rifiuti,sia industriali sia urbani,attività estremamente lucrosa.
 A titolo di esempio,si cita il patrimonio di Cipriano Chianese,un avvocato di Parete,in provincia di Caserta,coinvolto nelle maggiori inchieste giudiziarie sulle ecomafie.Nella procedura di prevenzione,incardinata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e recentemente conclusa con la confisca,compaiono beni il cui valore è stimato in 80 milioni di euro:la totalità delle quote,capitali e beni strumentali all'esercizio della Resit Srl di Parete;la totalità delle quote ,capitali e beni strutturali all'esrcizio della Griciplast di Parete;un fabbricato con annesso suolo in Parete al corso Vittorio Emanuele numero 178;due appartamenti a Roma;cinque appartamenti a Caserta,in zona di pregio;due terreni a Parete;unità immobiliare,ubicate a Parete,consinstenti in un complesso a uso industriale e artigianale,formata da quattro edifici da due piani realizzati su sei appezzamenti di terreno a Parete; un fabbricato e un terreno a Sperlonga; un complesso alberghiero a Formia,alla via litoranea (l'ex albergo Marina di Castellone);otto terreni a Giugliano in Campania per una estensione di 50.000 metri quadri;titoli e contanti depositati in vari istituti di credito del casertano per un totale di circa 20 milioni di euro,un'imbarcazione di 20 metri ormeggiata a Gaeta.


MODIGLIANI:Proprio perché da diversi mesi seguo con grandissima curiosità i segni di questa nuova realtà esistente nel meridione, ero rimasto molto colpito, in modo positivo, dal fatto che si volesse portare la MMT in Calabria, ma ero anche molto perplesso nel vedere che si voleva partecipare a cuor allegro a una kermesse gestita, sponsorizzata e sovvenzionata dalla classe politica meridionale compromessa con la mafia locale, con i più importanti esponenti già inquisiti nonché tuttora indagati dalla magistratura. Il post odierno scritto da Paolo Barnard ha fatto dirottare di 180 gradi l’intera vicenda, aprendo però un fronte sul quale sarebbe bello, oltre che profittevole per tutti, partecipare in un confronto costruttivo. Barnard ha candidamente ammesso di non sapere chi fosse Scopelliti e ha emesso il seguente comunicato:
Ho licenziato dalla lista dei relatori, e da future collaborazioni con me in Italia, Stephanie Kelton, Marshall Auerback e James Galbraith, per gravi violazioni di ordine deontologico ed etico. Costoro, assieme agli altri MMT Bill Black e Pavlina Tcherneva, hanno accettato di offrire il prestigio accademico della MMT al Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti (e ad alcuni suoi faccendieri diffamatori e amici di massoni in seconda). Scopelliti è un politico pluri inquisito, gravato da una condanna in primo grado, e da altri seri problemi giudiziari, come ampiamente riportato dagli atti e dalla cronaca, che io colpevolmente ignoravo o sottovalutavo. Mi sono ravveduto, in fretta. Ritengo infatti che se la MMT viene portata in pompa magna, e pubblicamente, a dar lustro a un politico così legalmente compromesso, si rischia la fine della sua credibilità in Italia, di tutto il mio lavoro di tre anni, e di quello di chi ha faticato con me, con un danno tragico al beneficio che la MMT può offrire a questo Paese in crisi disperata. La MMT può e deve andare come consulenza a (quasi) chiunque la richieda, ma non come marchio di prestigio pubblico di un politico o di un partito, meno che meno di quelli indagati o condannati. Significa bollarla e squalificarla per tutto il resto della cittadinanza. I miei ex relatori Kelton, Auerback e Galbraith, con Black e Tcherneva, non hanno avuto alcuna remora nella loro scelta, devastante, e ciò che più m’indigna è che nel loro Paese – dove per molto meno qualsiasi personaggio pubblico viene distrutto nella reputazione – essi non si sarebbero neppure sognati di compiere una simile scelleratezza. Fra l’altro trovo comico (e indecente), mi si permetta, che il prode criminologo Bill Black siederà pacioso a fianco di un politico già condannato e pluri indagato. In ogni caso essi non posseggono più da questo momento i requisiti di trasparenza ed etica necessari a contribuire a ciò che io, e chi lavora con me, stiamo cercando di costruire in Italia con la MMT. A noi rimangono Warren Mosler, Alain Parguez e Mathew Forstater, un team eccezionale.

ANGLOTEDESCO:quando Paolo Barnard scrive:"ho licenziato dalla lista dei relatori, e da future collaborazioni con me in Italia, Stephanie Kelton, Marshall Auerback e James Galbraith, per gravi violazioni di ordine deontologico ed etico. Costoro, assieme agli altri MMT Bill Black e Pavlina Tcherneva, hanno accettato di offrire il prestigio accademico della MMT al Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti (e ad alcuni suoi faccendieri diffamatori e amici di massoni in seconda). Scopelliti è un politico pluri inquisito, gravato da una condanna in primo grado, e da altri seri problemi giudiziari, come ampiamente riportato dagli atti e dalla cronaca, che io colpevolmente ignoravo o sottovalutavo. Mi sono ravveduto, in fretta. Ritengo infatti che se la MMT viene portata in pompa magna, e pubblicamente, a dar lustro a un politico così legalmente compromesso, si rischia la fine della sua credibilità in Italia, di tutto il mio lavoro di tre anni, e di quello di chi ha faticato con me, con un danno tragico al beneficio che la MMT può offrire a questo Paese in crisi disperata. La MMT può e deve andare come consulenza a (quasi) chiunque la richieda, ma non come marchio di prestigio pubblico di un politico o di un partito, meno che meno di quelli indagati o condannati".
Non riuscivo a crederci, pensavo  fosse un articolo scritto da Marco Travaglio e da altri che lui definisce "i paladini della controinformazione".Mai si era messo a scrivere cose del genere,anche perchè si è incavolato parecchie volte quando il giornalista torinese scrive delle vicende giudiziarie di un politico o che esalta gli Stati Uniti perchè i politici si dimettono e non quei criminali che hanno provocato la piu grande catastrofe economica dal 1929 (guardare il video dove a Ravenna si confronta con Elio Veltri).
Il Summit MMT lo trovo utile solo per Paolo Barnard,per farsi pubblicità.Quelle cose che tratta le può tranquillamente spiegare sul suo blog e non costringere la gente a spendere 40 euro piu spese del viaggio e alloggio. E poi la presenza di Riccardo Scamarcio non ha bisogno di troppi commenti, Paolo vuol tornare ai tempi dell Rai o Mediaset anche perchè adesso piu che la televisione, che ha gli anni contati, c'è internet.
Trovo interessanti gli argomenti che trattano lui e altri economisti, il problema è che invece di unirsi in un gruppo compatto, si attaccano l'uno con l'altro sui blog  e questo non serve a nulla, è solo un gran voglia di protagonismo.Barnard poi sta esagerando, attacca tutti ,pensa di essere quello che piu ne sa ,ma in realtà dell'argomento euro e Unione Europea, ha cominciato ad interessarsi molto tardi. Immagino che in molti si staranno chiedendo:ma chi l'ha detto? Lui.L'ha ammesso  a Migliarino (Ferrara) il 14 settembre 2012.Una signora ha fatto la stessa domanda che gli avrei fatto io cioè:nel 2002 lei (io gli darei del tu) quando cominciò a circolare l'euro, dov'era? Infatti tranne Ida Magli (che lui ,rispondendo ad una mia email privata, mi rispose che la Magli parla in maniera molto generica) non mi ricordo altri che facessero battaglie contro l'Europa e l'euro.Tra l'altro l'antropologa e saggista toscana nel 1997 scrisse il libro CONTRO L'EUROPA.
Volete cambiare qualcosa? Invece di litigare tra di voi (signoraggisti compresi), formate un partito e presentatevi alle elezioni.In caso contrario,continuate a fare informazione ma sgonfiatevi.

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