Anglotedesco

Anglotedesco

martedì 16 ottobre 2012

PAUL KRUGMAN:l'austerità folle dell'Europa




Questo articolo di Paul Krugman fa aprire gli occhi ,molto di piu dei tre programmi politici che c'erano ieri sera in tv.QUINTA COLONNA ha parlato di malasanità italiana portando degli esempi semplicemente vergognosi e un ospite (non ricordo il nome) ha ricordato dei tagli da 17 miliardi di euro alla sanità.Purtroppo nessuno ha avuto il coraggio di dire che tutto ciò è colpa dell'Europa e dell'euro. Facendo parte di questa criminalità organizzata, bisogna tagliare tutto, e quello che risparmi darlo alle banche, l'Europa è stata creato per questo ma in pochi se ne rendono conto.Lo stato deve farsi da parte,ogni intervento pubblico rappresenta un fastidio enorme per il libero mercato.Tutto deve diventare una merce e chi non può permettersi di pagare il prezzo migliore viene escluso,in questo caso dal mercato della sanità.
Krugman nell'articolo parla anche della Spagna e la bolla immobiliare .Il debito residenziale degli spagnoli è passato in un solo decennio tra il 1998 e il 2007,dal 23,9 al 61,6% del pil.Prima della crisi in Spagna sono stati costruite piu case che in Germania, Francia e Italia messe insieme ed erano vendute ai prezzi piu alti d'Europa.Lo scoppio della bolla ha causato grandi difficoltà ai settori dell'economia produttiva e sul sistema bancario.
Sotto l'articolo di Paul Krugman ci ho messo un breve riassunto della situazione spagnola del 1978-79 quando avevano la peseta.Confrontate i dati con quelli di oggi...

da l'INTERNAZIONALE Num 969-articolo di Paul Krugman

Il tempo delle pacche sulle spalle è finito,fino a pochi giorni fà l'opinione prevalente era che l'Europa avesse finalmente la situazione sotto controllo.La Bce,promettendo di acquistare se necessario i titoli di stato dei paesi in difficoltà aveva tranquillizzato i mercati.I paesi debitori ,si diceva,aveva tranquillizzato i mercati.I paesi debitori,si diceva,dovevano solo sottoporsi a nuove misure di austerità,precondizione per i prestiti della Bce,e tutto sarebbe andato bene.
Purtroppo gli alfieri dell'opinione prevalente si sono dimenticati che di mezzo ci sono le persone.Improvvisamente Spagna e Grecia sono state messe a ferro e fuoco da scioperi e manifestazioni.In entrambi i paesi l'opinione pubblica sta dicendo semplicemente che non ce la fa piu:con una disoccupazione a livelli da grande depressione e gli ex lavoratori del ceto medio ridotti e rovistare nella spazzatura in cerca di qualcosa da mangiare,l'austerità ha passato il limite.E questo vuol dire che,alla fine forse un accordo non c'è.Secondo la maggior dei commentatori i cittadini di Spagna e Grecia starebbero solo rinviando l'inevitabile,protestando contro sacrifici che alla fine dovranno essere fatti.Ma la verità è che chi protesta ha ragione.Aggiungere nuove misure di austerità non ha nessuna utilità pratica.Chi si sta comportando in modo irrazionale sono le presunte persone serie:i politici e le autorità che chiedono sempre piu sacrifici.

SPAGNA



Prendiamo il caso della Spagna.Qual'è il problema economicamente parlando? La Spagna sta smaltendo i postumi di una colossale sbornia immobiliare,che ha provocato un boom economico ma anche una prolungata fase di inflazione ,togliendo competitività all'industria nazionale rispetto a quella del resto d'Europa.Quando la bolla immobiliare si è sgonfiata la Spagna si è trovata con il problema di riacquistare competitività:un processo doloroso,per il quale ci vorranno anni.A meno che a Madrid non abbandoni l'euro,cosa che nessuno vuol fare,il paese è condannato ad anni di forte disoccupazione.A questo scotto inevitabile,però,si aggiunge il carico dei tagli drastici alla spesa,un classico caso di sacrifici imposti per il gusto di imporli.Prima di tutto la Spagna non si è messa nei guai per l'eccessiva disinvoltura dei suoi governi.Anzi, prima che scoppiasse la crisi aveva addirittura un surplus di bilancio e un debito pubblico basso.Il deficit si è allargato quando l'economia è crollato trascinandosi dietro il gettito fiscale.E nonostante questo,la Spagna non ha un grave problema di debito pubblico.E' vero invece che Madrid ha il problema di finanziare il deficit.Ma questo problema è sopratutto il riflesso dei timori sulle difficoltà piu generali del paese,non ultimo quello dei disordini politici alimentati dall'alto tasso di disoccupazione.E ridurre di qualche punto il deficit di bilancio non cancellerà questi timori.
Anzi, secondo una ricerca del FMI, i tagli alla spesa nell'economie profondamente depresse rischiano di far calare la fiducia degli investitori perchè accellerano il passo del declino economico.In altre parole la Spagna non ha bisogno di ulteriore austerità.Questo non vuol dire che debba darsi alla pazza gioia e, di fatto, probabilmente non ha alternative a una fase prolungata in difficoltà.Ma i tagli indiscriminati ai servizi pubblici essenziali,all'assistenza ai poveri fanno solo male alle prospettive di ripresa del paese perchè,allora,si chiedono sempre piu sacrifici?Una parte della spiegazione è che in Europa,comenegli Usa,troppe "persone molto serie" sono state plagiate dal culto dell'austerità,dall'idea che l'attuale pericolo sia il deficit di bilancio e non la disoccupazione di massa,e che la riduzione del deficit possa risolvere in qualche modo un problema nato dagli eccessi del settore privato.Oltre a questo,una parte consistente dell'opinione pubblica europea,sopratutto in Germania,è attivamente impegnata a dare una falsa lettura della situazione.
Le autorità tedesche descrivono la crisi dell'euro come una sorta di operetta morale,dove ci sono paesi che hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità e adesso ne pagano inevitabilmente il conto.Peccato che non sia mai successo,senza contare che le banche tedesche sono state in prima fila nel gonfiare la bolla immobiliare spagnola.La cosa peggiore è che ne sono convinti anche molti elettori tedeschi,fondamentalmente perchè lo hanno sentito dire dai politici.E i politici tedeschi per paura di essere puniti da un elettorato che (a torto) pensa di dover pagare le conseguenze dell'irresponsabilità dell'Europa meridionale,non vogliono approvare prestiti di emergenza vitali per la Spagna e in altri paesi in difficoltà,se non in cambio di sacrifici punitivi.Naturalmente non è che la storia viene raccontata.Ma la sostanza è questa ed è arrivato il momento di mettere fine a questo accanimento senza senso.
Se davvero la Germania vuole salvare l'euro,deve lasciare la Bce ciò che è necessario per aiutare i paesi debitori,senza pretendere altri sacrifici inutili.

LA SPAGNA NEL 1978-79

da ANNUARIO RIZZOLI 1980

Il 1978 è stato in complesso un anno buono per l'economia spagnola.La bilancia dei pagamenti ha presentato un saldo attivo di 210 miliardi di pesetas ed è migliorata tutte le sue componenti a cominciare dalla bilancia commerciale il cui disavanzo (430 miliardi) è stato del 25% in meno rispetto al 1977 e il piu basso degli ultimi dieci anni.Il volume delle importazioni è cresciuto del 6% contro un incremento delle esportazioni pari al 29%.Il buon andamento del turismo (5 miliardi e mezzo di dollari) ha fatto il resto e le riserve aggiungono gli 11 miliardi di dollari.A fronte di questi indici positivi,altri fattori sono preoccupanti:una domanda stagnante,un tasso inflazionistico sul 25%,una diminuzione del valore reale dei salari,una forte disoccupazione (un milione e 200 mila persone, l'8,2% della popolazione attiva,con punte del 15% in Andalusia e Estremadura),la caduta degli investimenti privati, l'eccessiva dipendenza energetica.

Nessun commento:

Posta un commento