Anglotedesco

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giovedì 22 novembre 2012

ECONOMIA.Le caratteristiche dell'intervento pubblico




Un aspetto che distingue nettamente il comportamento economico dello Stato da quelli dei soggetti è che lo Stato dispone di una capacità autoritativa che ai privati manca.Mentre questi ultimi interagiscono tra loro solo attraverso transazioni volontarie (nessuno può essere costretto ad acquistare o a vendere qualcosa se non lo desidera),lo Stato può imporre determinati comportamenti,può stabilire delle "regole" al gioco dell'economia:può,per esempio, obbligare i privati al pagamento di un'imposta;può imporre un prezzo massimo (o minimo) per la vendita di un bene;può proibire lo scambio di una determinata merce;può riservarsi il diritto di produrre un determinato bene.Piu in generale,dispone di un potere che limita l'autonomia dei privati,che ne determina il campo di applicazione.
Lo Stato potrebbe servirsi di questo suo potere per estendere enormemente il suo intervento nel sistema,fino a coprire campi rilevantissimi dell'attività economica.Nelle cosidette economie pianificate,lo Stato riserva a se stesso tutta la sfera della produzione,assumendo la proprietà di tutto il sistema delle imprese.Nelle economie di mercato,invece,il suo intervento è meno pervasivo,ma resta comunque ssai rilevante.Un primo campo di intervento che è praticamente indispensabile al funzionamento stesso del mercato,è lo sviluppo e il mantenimento di un sistema di regole legali che definiscono lo spazio e i limiti dell'autonomia dei privati,che delimitano l'estensione e precisano i modi del funzionamento del mercato.
Lo Stato stabilisce un insieme coordinato di norme in tema  di diritti di libertà, di proprietà,di iniziativa economica e di commercio,che insieme costituiscono quello che negli ordinamenti giuridici moderni è il codice civile.Praticamente ogni norma di questo codice ha una rilevanza economica,ha conseguenze allocative.
Ma non c'è solo il "codice civile".Abbiamo detto prima che lo Stato può proibire lo scambio di determinati beni,come la compravendita di schiavi o di sostanze stupefacenti.Può riservarsi il diritto esclusivo della loro produzione e vendita.Ma lo Stato può anche determinare la forma di mercato creando barriere legali all'ingresso delle imprese.E ancora:lo Stato può condizionare il funzionamento del mercato,limitando o comunque regolamentando l'autonomia dei singoli.Rilevante a questo proposito è la distinzione tra mercato libero il cui risultato è determinato esclusivamente dall'interagire delle scelte dei privati,e mercato regolamentato in cui queste scelte debbono sottostare a precise limitazioni:si pensi al controllo dei prezzi,a quello sulla qualità dei prodotti,a quello sui processi produttivi.
Identifichiamo tre aree dell'intervento pubblico che,se in parte si sovrappongono alla legislazione generale che definisce e tutela l'autonomia dei singoli,hanno una loro specificità e quindi vanno considerate separatamente.Se è vero,cioè, che la stragrande maggioranza delle norme giuridiche ha un effetto economico,una conseguenza sull'allocazione complessiva delle risorse,è vero anche che lo Stato interviene spesso proprio con l'obiettivo esplicito di influenzare l'allocazione delle risorse.Le tre aree un questione sono:

A) l'acquisto,la produzione e l'offerta di particolari beni e servizi

B) l'a regolazione delle attività di mercato

c) l'attivazione di programmi redistributivi

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