Anglotedesco

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martedì 18 dicembre 2012

CARLO AZEGLIO CIAMPI:"Non chiederemo sconti per entrare nell'euro!"



Da oggi fino a venerdi ,per poi riprendere il 28 dicembre,pubblicherò dei pezzi di questo libro scritto da uno dei tanti sostenitori dell'Europa cioè Paolo Deluffo. Il libro del 2007 che ho trovato in biblioteca,contiene  anche interessanti lettere di coloro che si possono definire "traditori della patria" ,hanno svenduto il nostro paese agli stranieri per un pugno di noccioline, ci hanno fatto entrare in Europa nonostante avessimo tutti i conti sballati ,un debito pubblico complessivo ben oltre il 60% come prevede il Trattato di Maastricht.Ci siamo entrati e adesso dobbiamo per forza ridurre il debito e fare sacrifici.Ma chi le fa i sacrifici? Indovinate un po...

da CARLO AZEGLIO CIAMPI.L'uomo e il presidente-Paolo Deluffo (Rizzoli)

L'indiscrezione del "Financial Times" provocò un mezzo terremoto.Il portavoce di Kohl dovette smentire ufficialmente.Prodi e Ciampi esclusero subito di poter accettare un ingresso differito.Un commento di Eugenio Scalfari,sulla "Repubblica" del 2 febbraio intitolato "Le colonne corazzate della Buba",puntava il dito sulla banca centrale tedesca,indicata come "mandante politico" dell'attacco all'Italia,con l'obiettivo di far naufragare tutto il progetto dell'euro. Ciampi rispose con una lunghissima intervista a "Der Spiegel" tutta sulla linea di un semplice messaggio: non chiederemo sconti per entrare nell'euro.Quindi volta a rassicurare il pubblico tedesco.Il titolo era DIE ITALIENER SIND EU OPFERN BEREIT,ovvero gli italiani sono pronti a fare sacrifici.L'intervista,che occupava cinque pagine, era ben illustrata dalle tavole alfonso.Il messaggio finale di Ciampi era che un rinvio o una rinuncia al progetto dell'euro "sarebbe la fine dell'Europa".
Tra febbraio e fine marzo del 1997, i tassi d'interesse aumentarono.Per i titoli di Stato in tre aste si ebbe un aumento di un punto e un quarto.Ciampi cominciò a temere che il mercato non ci seguisse piu.Ciampi apriva poi anche un fronte interno.Con una intervista a Fabrizio  Galimberti sul "Il Sole 24 ore" del 4 febbraio (Ciampi:così convincerò Bonn) il ministro annunciava la necessità di anticipare la finanziaria di molti mesi e di affrontare la questione pensioni.
Il 3 febbraio 1997,all'ora di pranzo,giunse finalmente la notizia tanto attesa: il comunicato ufficiale di Eurostat sulla "riclassificazione" di numerose poste del bilancio pubblico italiano.Non se ne accorsero in molti."Le Monde del 4 febbraio pubblicò un trafiletto "Eurostat donne sa benedictions à Rome".
Nelle pagine interne del "Financial Times" venne pubblicato un articoletto di Lionel Barber da Bruxelles che spiegava dettagliatamente come la decisione di Eurostat potesse provocare un miglioramente almeno dello 0,5-0,7% del Pil in termini di disavanzo.Prodi preparò con grande cura l'incontro del 7 febbraio con Kohl e ottenne buoni risultati.Il cancelliere sentì il bisogno prima del vertice con gli italiani di far uscire dichiarazioni rassicuranti.Pubblicò un articolo sulla "Repubblica" del 6 febbraio per rivendicare la piena paternità del progetto europeo.La riunione tra Waigel e Ciampi avvenne alla presenza di cinque o sei collaboratori per parte.Era stato consegnato un documento in inglese predisposto appositamente per l'incontro.Il ministro ne aveva fatto una sintetica presentazione.Ciampi insisteva sul concetto che l'Italia non avrebbe chiesto sconti.Volevamo entrare nell'euro per la via maestra con il 3% di disavanzo,non un centesimo in piu.Quando venne interrotto dal solito stark: "Ma scusi ministro,ma come pensate di poter scendere in dodici mesi da un deficit di poter scendere in dodici mesi da un deficit del 7,4% a un deficit del 3%? Non c'è mai riuscito nessuno! Ci fu un attimo di silenzio tra le due parti del tavolo.Ciampi e Draghi si scambiarono un'occhiata.Poi Ciampi disse:"Certo, lei ha ragione, è un'impresa davvero molto ardua tuttavia le faccio presente che partiamo dal 6,7% di deficit e non dal 7,4%. "Come sarebbe a dire?".Disse piano Stark cambiando colore in viso.E Draghi spiegò come tre giorni prima ci fosse stata la riunione di Eurostat che aveva riconteggiato il nostro bilancio:
"stiamo rifacendo tutta la serie storica anche per gli ultimi 5-6 anni con i nuovi criteri per poter produrre dati omogenei anche per il passato".Ci raccontò poi Augusto Zodda che dopo la riunione con noi partirono telefonate di fuoco da Bonn ai funzionari tedeschi di Eurostat e anche al gabinetto di De Silguy,ma la decisione ormai era presa.
La mattina dopo, Prodi con gli altri ministri tornò a Roma.Ciampi e il governatore Fazio proseguirono per Francoforte.E lì ,l'8 febbraio,in un breve incontro con la stampa entrambi si espressero a favore di un intervento in materia previdenziale.Le reazioni in Italia furono vivacissime,sopratutto da parte di Rifondazione.Prodi fu costretto a smentire Ciampi: "Di pensioni si parla a Roma,non a Bonn".
Il governo tornò in Italia con la consapevolezza che doveva fare subito una manovra di aggiustamento.Ciampi diceva nei suoi colloqui che il rientro nello SME era stato la fine del "sofferto esilio",ma che da allora la strada era in salita.in primo luogo,la partecipazione della lira all'euro fin dall'inizio non rientrava piu nelle previsioni di molti paesi.Si riteneva che l'Italia vi avesse volontariamente rinunciato.si aprì cosi la questione della riforma dello stato sociale.Ciampi si è sempre mosso all'interno di una volontà generale di salvaguardare principi di solidarietà che trovano radici profonde nella cultura dell'Europa occidentale che ha, e vuole conservare,un'attenzione particolare alla sicurezza sociale,alla equità nessuno vuole rinunciare a un modello che è costiuito dalla identità europea.

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