Anglotedesco

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venerdì 14 dicembre 2012

Glass-Steagall Act (di Nouriel Roubini)




L'economia spiegata in maniera semplice e...giusta.

da  LA CRISI NON E'FINITA-Nouriel Roubini e Stephen Mihm (Serie Bianca Feltrinelli)

Sulla scia della crisi recente,pensatori illustri come l'ex presidente della Fed Paul Volcker hanno auspicato una sorta di ritorno al Glass-Steagall Act del 1933,che separava le banche commerciali dalle banche d'investimento.Quel muro di divisione è stato intaccato negli anni ottanta  e novanta,per poi sgretolarsi del tutto con il Gramm-Leach Bliley Act del 1999:il risultato è stato l'attuale sistema,in cui operatori finanziari come Citigroup o JPMorgan Chase possono essere al tempo stesso banche commerciali,broker dealer,assicuratori,gestori patrimoniali,hedge fund e fondi di private equity,il tutto inserito all'interno di un'unica organizzazione tentacolare.
La rimozione delle barriere ha permesso alle banche,che hanno accesso all'assicurazione sui depositi e ai prestiti di ultima istanza,di effettuare transazioni ad alto rischio che somigliano piu al gioco d'azzardo che a operazioni bancarie.Questo è stato un male per il sistema finanziario e l'economia nel suo insieme.Come osservò giustamente Keynes nel 1936: "quando lo sviluppo del capitale di un paese diventa un sotto prodotto delle attività di un casinò da gioco,è probabile che vi sia qualcosa che non va bene".
Molti riformatori,comprensibilmente,hanno raccomandato un ritorno al Glass-Steagall Act,e ai primi del 2010 sono state presentate in Congresso alcune proposte di legge che in un modo o nell'altro recepivano questo invito.Grazie alle pressioni di Volcker,l'amministrazione Obama stava valutando se proibire alle holding bancarie,che adesso includono istituti come Goldman Sachs e altri grandi operatori finanziari-di effettuare operazioni di trading proprietario,transazioni  di private equity e speculazioni tipiche degli hedge fund.Ma probabilmente le pressioni del settore finanziario eviteranno l'attuazione di un tale provvedimento.
Queste proposte sono senz'altro positive,ma non certo sufficienti.Ciò che serve è una versione contemporanea di quella storica legge,in grado di creare nuovi muri di divisione,spingendosi oltre una semplice separazione tra banche commerciali e banche d'investimento,per creare un sistema che possa accomodare,e tenere distinti, i diversi tipi di operatori finanziari attualmente esistenti,ponendo altresì  un limite alle operazioni di credito a breve termine che rendono il sistema finanziario "troppo interconnesso per essere lasciato fallire".
Così,le banche commerciali che accettano depositi ed erogano prestiti alle famiglie e alle imprese apparterrebbero a una categoria; le banche d'investimento (broker dealer) apparterrebbero a un'altra.Per evitare commistioni tra i due tipi di istituto bancario,alle banche d'investimento sarebbe vietato contrarre prestiti da banche commerciali assicurate tramite quelle operazioni di pronti contro termine overnight che si sono dimostrate così fragili durante la recente crisi.La divisione tra queste due tipi di banche sarebbe perciò istituzionale oltre che relazionale.
Questo è un inizio.Dato che molte banche ombra si sono cacciate nei guai per aver contratto prestiti liquidi,a breve termine,e poi immobilizzano i fondi in investimenti illiquidi a lungo termine,le autorità di vigilanza dovranno porre un limite alla loro capacità di effettuare operazioni di questo tipo;ciò significa interdire alle banche d'investimento e ai broker dealer qualsiasi forma di indebitamento a breve termine.Per effettuare investimenti a lungo termine in attività illiquide questi operatori dovranno finanziarsi emettendo azioni o debito a lungo termine.Questa riforma renderebbe il sistema finanziario meno interconnesso,e perciò meno incline a quel tipo di reazioni a catena sistemiche che portano a fallimenti diffusi.
Per stabilizzare ulteriormente il sistema, a tutte le banche ,incluse quelle d'investimento,dovrebbe essere vietata ogni forma di trading proprietario rischioso; inoltre,non deve essere consentito loro di operare come hedge fund e società di private equity.Questi istituti finanziari dovrebbero limitarsi alle operazioni che hanno sempre effettuato in passato:raccogliere capitale e sottoscrivere le offerte di titoli.Il trading proprietario oggi effettuato da molte banche d'investimento,insieme alle attività speculative piu rischiose,dovrebbe invece essere trasferito agli hedge fund,i quali,come le banche d'investimento,non sarebbero autorizzati a contrarre finanziamenti a breve termine dagli istituti bancari e finanziari,e dovrebbero invece cercare fonti alternative di finanziamento a lungo termine.
Le compagnie di assicurazione e le società di private equity andrebbero a costituire categorie a sè.Questi due tipi di operatori non sarebbero autorizzati a espandersi in altre forme di intermediazione finanziaria oltre a quelle che costituiscono il nucleo della loro attività.Gli assicuratori non potrebbero darsi al trading proprietario,mentre le banche commerciali,le banche d'investimento e gli hedge fund non sarebbero autorizzati a entrare nel settore assicurativo.Un'organizzazione appartenente a una categoria non potrebbe avventurarsi nel territorio nel territorio occupato dalle imprese appartenenti ad altre.Questo contribuirebbe a eliminare il problema dell'eccessiva interconnessione nel settore finanziario,e libererebbe anche questi operatori dai contorti conflitti d'interessi che invariabilmente nascono quando diverse unità perseguono obiettivi contraddittori.
Un ultimo appunto:soltanto le banche commerciali avrebbero  accesso all'assicurazione sui depositi e a una rete di sicurezza pubblica.Tutti gli altri operatori,banche d'investimento, broker dealer,hedge fund,compagnie di assicurazione e società di private equity,dovrebbero contare unicamente sulle proprie forze.Alcuni di questi istituti finanziari andrebbero inevitabilmente incontro al fallimento;ma non porrebbero un rischio sistemico,poichè non sarebbero altrettanto grandi o interconnessi quanto lo sono oggi.Infine,non essendo autorizzati a operare come banche (indebitandosi a breve e investendo a lungo termine) un loro eventuale dissesto difficilmente sfocerebbe in un'ondata di panico come quella che ha travolto le cosidette "banche ombra" al clou della crisi recente.
Il sistema finanziario che abbiamo descritto è frammentato,sterilizzato e monotono.Ed è proprio questo il punto.Si potrebbe pensare di renderlo ancora piu monotono,costringendo gli istituti di credito a diventare "banche in senso stretto",autorizzate unicamente alla raccolta di depositi e all'investimento in debito a breve termine.Sfortunatamente,una restrizione cos' draconiana avrebbe soltanto l'effetto di spingere l'intermediazione finanziaria nell'ombra,precisamente il problema che ha provocato in origine la crisi.
Per questa ragione,è bene mantenere diversi tipi di istituti finanziari nella loro forma attuale,ma perseguire,in materia di regolamentazione,l'equivalente del divide et impera.Tenendo distinti i servizi finanziari attualmente combinati sotto un tetto unico,si può distogliere il sistema finanziario dall'eccessiva dipendenza dagli operatori troppo grandi e interconnessi per essere lasciati fallire.Ritornando a una versione potenziata del Glass-Steagall Act,e adottando riforme mirate a sottrarre le operazioni finanziarie da strategie di trading opache e a trasferirle in mercati organizzati trasparenti,si può creare un sistema finanziario piu sicuro e piu sano,con l'ulteriore beneficio di privare gli operatori delle capacità di lucrare profitti sproporzionati alle spalle degli investitori illusi.
Gli operatori finanziari lanceranno ululati di fronte a questa prospettiva;che lo facciano pure.Nonostante i loro piagnistei,un fatto resta incontrovertibile:la spregiudicata propensione al rischio di queste organizzazioni ha contribuito a provocare una crisi che ha inflitto profonde sofferenze in tutto il mondo.I grandi istituti finanziari sono complici di quell'enorme disastro,e in futuro dovranno essere tenuti sotto stretto controllo.
Ma non dimentichiamo un ultimo punto.Sarebbe stato possibile impedire agli operatori finanziari di intraprendere quel percorso distruttivo.La maniera piu ovvia sarebbe stato un miglior sistema di regolamentazione e vigilanza.Qualche volta,però,non basta neppure quello:serve invece una soluzione sistemica,come usare il potere delle banche centrali per prevenire il formarsi di bolle speculative.

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