Anglotedesco

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lunedì 10 dicembre 2012

i cassintegrati della Pirelli




Venerdi scorso sono andato a Milano per la "Prima della Scala" , ero curioso di vedere,come lo scorso anno, a contestazioni.Purtroppo la neve ha tenuto lontano da Piazza della Scala molta gente, qualcuno comunque c'era, i centri sociali e anche dei precari , quelli della Pirelli mi hanno consegnato questo volantino che ho trovato interessante e che voglio pubblicare.
"Da inizio anno,noi dipendenti della Pirelli di Bollate (ca. 370 lavoratori) ,stiamo conoscendo periodi di cassa integrazione per un totale di 115 giorni,di cui l'ultimo di circa 50 giorni consecutivi,proprio a cavallo delle feste natalizie.
Ciò chiaramente produce una perdita salariale notevole e,anche se il gruppo Pirelli nel solo anno 2012 ha prodotto utili per circa 300 milioni di euro, con un aumento di oltre il 22% rispetto all'anno precedente,per noi non c'è stata nessuna integrazione economica dell'azienda.
Non parliamo poi per quei dipendenti che lavorano nel nostro stabilimento senza essere lavoratori Pirelli: operatori di magazzino ed operatrici sala mensa,a cui non spetta nemmeno la cassa integrazione.La piu grande preoccupazione riguarda però il nostro futuro, in questi anni l'azienda ha costruito stabilimenti in paesi dove il costo del lavoro è piu basso.Una delocalizzazione a dir poco preoccupante connessa al fatto che per lo stabilimento di Bollate Milano sono stati stanziati pochi fondi,a nostro avviso sufficienti solo alla sopravvivenza del sito.Siamo però al paradosso.Stiamo parlando di una multinazionale italiani,un'azienda considerata virtuosa,che conta in Italia meno del 15% dei dipendenti totali"
Quando si legge che bisogna delocalizzare per fare enormi profitti sfruttando la gente a pochi centesimi l'ora, pensate al PARTITO DEMOCRATICO dei vari Romano Prodi, Massimo D'Alema, Pierluigi Bersani, Enrico Letta ,Piero Fassino.Questi signori,ipocritamente, fanno credere alla gente che sono dispiaciuti per i precari e per la mancanza di lavoro quando in realtà sono tra i piu grandi sostenitori di questa globalizzazione di merda.

dal VOLANTINO DEI LAVORATORI DELLA PIRELLI

Se vi diciamo Pirelli a cosa pensate?
Su,coraggio,chiudete gli occhi e diteci cosa vi viene in mente.Forse la prima cosa che vedrete è quella scritta rossa su sfondo giallo,caratterizzata da quella "P" allungata,divenuta ormai l'emblema dei pneumatici da strada.
Poi vedrete scorrere davanti a voi una lunga serie d'immagini:macchine e moto che gareggiano nelle piste di tutto il mondo, piloti esultanti che innalzano coppe,scritte che campeggiano ovunque,dalle insegne dei gommisti alle magliette dei calciatori,passando per i bordi degli autodromi.Potremmo andare ancora avanti a descriversi il filmato evocato dal marchio Pirelli,ne risulterebbe alla fine l'immagine di un gruppo vincente che ha collezionato successi planetari,una punta d'orgoglio del settore industriale italiano,ma in queste poche righe noi vorremmo parlarvi di ciò che avviene nel retroscena di questo spettacolo.
Da inizio anno,noi dipendenti della Pirelli di Bollate (ca. 370 lavoratori) ,stiamo conoscendo periodi di cassa integrazione per un totale di 115 giorni,di cui l'ultimo di circa 50 giorni consecutivi,proprio a cavallo delle feste natalizie.
Ciò chiaramente produce una perdita salariale notevole e,anche se il gruppo Pirelli nel solo anno 2012 ha prodotto utili per circa 300 milioni di euro, con un aumento di oltre il 22% rispetto all'anno precedente,per noi non c'è stata nessuna integrazione economica dell'azienda.
Non parliamo poi per quei dipendenti che lavorano nel nostro stabilimento senza essere lavoratori Pirelli: operatori di magazzino ed operatrici sala mensa,a cui non spetta nemmeno la cassa integrazione.La piu grande preoccupazione riguarda però il nostro futuro, in questi anni l'azienda ha costruito stabilimenti in paesi dove il costo del lavoro è piu basso.Una delocalizzazione a dir poco preoccupante connessa al fatto che per lo stabilimento di Bollate Milano sono stati stanziati pochi fondi,a nostro avviso sufficienti solo alla sopravvivenza del sito.Siamo però al paradosso.Stiamo parlando di una multinazionale italiani,un'azienda considerata virtuosa,che conta in Italia meno del 15% dei dipendenti totali.
Dietro ai campionati di Formula 1 e superbike,ai prestigiosi calendari e alle esclusive linee di  moda ci sono 370 lavoratori che devono misurarsi ,oggi, con una cassa integrazione a zero ore lunga 50 giorni;e domani, potrebbero dover fare i conti con la perdita del posto di lavoro.
Pirelli è stata fondata a Milano nel 1872,un decennio dopo l'unità d'Italia ,per interderci.Da allora è stata protagonista della storia industriale del Paese,lo stabilimento di Bollate è ciò che è rimasto dello storico sito della Bicocca,è l'ultimo insediamento industriale per la produzione di pneumatici rimasto in provincia di Milano;pneumatici, è bene ricordarlo,che costituiscono il 99% dei ricavi aziendali.

PIRELLI E' IL PNEUMATICO!

PIRELLI E' MILANO

ABBANDONARE SU UN BINARIO MORTO L'ULTIMA FABBRICA MILANESE DI PNEUMATICI ,SIGNIFICA PORRE FINE A UNA STORIA INDUSTRIALE CHE,NELLA NOSTRA PROVINCIA,DURA DA 115 ANNI.SIGNIFICA TOGLIERE A MILANO UNA DELLE ULTIME GRANDI INDUSTRIE.SIGNIFICA ABBANDONARE QUEI LAVORATORI CHE PER OLTRE 20 ANNI,HANNO CONTRIBUITO ALL'OTTENIMENTO DI QUELL'IMMAGINE DI ECCELLENZA CHE HA OGGI PIRELLI NEL MONDO
IL LAVORO NON SI TOCCA! UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO!

Coordinamento lavoratori Pirelli Bollate

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