Anglotedesco

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mercoledì 19 dicembre 2012

L'Italia entra nell'Euro.Dal 17 febbraio 1997 inizia il "calvario" della nuova manovra di aggiustamento



Da oggi fino a venerdi ,per poi riprendere il 28 dicembre,pubblicherò dei pezzi di questo libro scritto da uno dei tanti sostenitori dell'Europa cioè Paolo Deluffo. Il libro del 2007 che ho trovato in biblioteca,contiene  anche interessanti lettere di coloro che si possono definire "traditori della patria" ,hanno svenduto il nostro paese agli stranieri per un pugno di noccioline, ci hanno fatto entrare in Europa nonostante avessimo tutti i conti sballati ,un debito pubblico complessivo ben oltre il 60% come prevede il Trattato di Maastricht.Ci siamo entrati e adesso dobbiamo per forza ridurre il debito e fare sacrifici.Ma chi le fa i sacrifici? Indovinate un po...

da CARLO AZEGLIO CIAMPI.L'uomo e il presidente-Paolo Deluffo (Rizzoli)

Ma il quadro macroeconomico e demografico era ormai profondamente cambiato.Il tasso di crescita in tutta Europa era piu basso di quello degli anni 60-70 e anche 50!.La natalità era scesa in modo drastico.La vita media si allungava.Il mercato del lavoro è cambiato.I giovani hanno un rapporto diverso con l'attività lavorativa,con le nuove tecnologie.Questo è il quadro di fondo,valido per tutta l'Europa.In Italia vi era un problema aggiuntivo,e cioè che per una serie di ragioni storiche il Welfare è cresciuto in modo meno ordinato,meno equilibrato che altrove.Debole nella parte "assistenziale",di fatto delegata alla famiglia.Generoso nella parte previdenziale,con forti differenze tra singole categorie.Le due importantissime riforme,quella del 1992-93 e quella del 1995,disinnescarono il potenziale esplosivo esistente nel sistema previdenziale.Stabilirono procedure di verifica e di correzione.Già in occasione della prima manovra di aggiustamento,giugno 1996,il governo tentò di introdurre misure che producessero un risparmio strutturale nel quadro della riforma del 1995 e nello spirito della concertazione del 1993.Ciampi aveva inizialmente pensato di giocare d'anticipo,con un aggiustamento limitato, di 1500-2000 miliardi di lire,ma strutturale.Non fu possibile superare le opposizioni politiche e sindacali.Tentò qualche mese dopo di impostare il tema in una chiave piu organica,non solo sulle pensioni,ma su tutto il sistema dell'assistenza e della previdenza.Si mise al lavoro una commissione istituita a palazzo Chigi,presieduta da Paolo Onofri.
Al Tesoro molto lavoro era stato fatto dal sottosegretario Laura Pennacchi.Era intenzione del Tesoro anticipare qualche elemento di correzione sul fronte delle pensioni nella manovra di aggiustamento che si stava preparando nel marzo del 1997.Infatti,la "Trimestrale di Cassa" evidenziava un possibile scostamento.Anche in quella occasione mancò il consenso necessario nella maggioranza.Fu un momento davvero difficile,anche perchè concise con il mutato umore dei mercati finanziari.
Dal 17 febbraio 1997 inizia il "calvario" della nuova manovra di aggiustamento.La dimensione era incerta,salì nei giorni a 16.000 miliardi. Per capire il clima di quei giorni,basta ricordare che a fine febbraio i giornali tedeschi parlarono di una missione segreta dell'ex ministro francese, il liberista Madelin,in Lussemburgo per valutare l'idea di una adesione ritardata all'euro addirittura del Belgio,pur di lasciare fuori dalla porta l'Italia e la Spagna.Le stessi fonti di stampa tedesche parlarono di una strenua opposizione di Junkers contro tale ipotesi.Nel mese di febbraio anche Prodi fece diverse interviste internazionali

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