Anglotedesco

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venerdì 28 dicembre 2012

L'Italia a rischio default.Intervenga Ratzinger! (1 parte)




Da oggi fino al 15 gennaio pubblicherò dei post con pezzi di libri che solitamente per motivi di tempo non riesco a fare.Nessun commento,giudicate voi.

da SUA SANTITA'-Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere)

Nel frattempo ,però, fuori da sacri palazzi la situazione percepita.Siamo nell'autunno del 2011 quando lo spread vola toccando i 500 punti, i tassi di raccolta per compensare il rischio default italiano superano il 6% ,il credito delle banche alle imprese si riduce sempre di piu.Gotti Tedeschi è preoccupato.Arriva a chiedere al Papa una linea comune della Santa sede sui temi economici,stando molto attento alla coerenza del Vaticano e anche all'immagine.Va su tutte le furie quando il Ponteficio consiglio giustizia e pace propone con il segretario Monsignor Mario Toso l'istituzione di "un'autorità pubblica a competenza universale,fondata su diritto,regole condivise",che vada a redigere le norme che regolano il sistema monetario e finanziario internazionale.Gotti Tedeschi  trova il documento fuori dal mondo:suggerire regole di trasparenza quando lo Ior è sotto inchiesta per riciclaggio è pericoloso e imprudente.Il banchiere è a favore dei cambiamenti,purchè rientrino in una strategia concordata,che consiste nel rendere pubblico quanto necessario,senza,sopratutto,dare pericolose lezioni di trasparenza,meglio muoversi dietro le quinte,forse.Così il 24 ottobre rivolge le sue rimostranze a Monsignor Georg Gauswein, affinchè intervenga:
"Il documento (del consiglio pontificio nda) analizza superficialmente fatti complessi e da suggerimenti di dubbia consistenza,piu di carattere finanziario che morale.Detti suggerimenti sono fondati su premesse e considerazioni economiche non proprio condivisibili.In piu detto documento è presentato,con un tono anche perentorio,in un momento in cui un ente della Santa Sede (Ior) è ancora "investigato" per presunti sospetti di non trasparenza finanziaria e la stessa Santa Sede è in attesa,con grande impegno,di essere accolta nella cosidetta White List.Dare lezioni di finanza (non di etica) scontate mi pare scarsamente prudente.Il documento riconosce quali origini della crisi economica fatti controversi e molto discutibili ,confondendo cause ed effetti (...).Le proposte di soluzione,conseguenti,del documento sono poi sugli strumenti anzichè su chi li ha usati.E sono proposte discusse da lustri in tutte le sedi competenti: tassazione transazioni finanziarie,ricapitalizzazione le banche (nessuno vuole ricapitalizzare le banche,lo potranno fare solo i governi.Che fa giustizia e pax,propone la nazionalizzazione delle banche)."
Nel foglietto d'introduzione,Gotti Tedeschi precisa che si tratta di "una breve nota,riservata a lei",compiendo così uno strappo rispetto a riti consolidati.Senza infatti entrare nel contenuto qui interessa evidenziare la sicurezza che Gotti Tedeschi mostra nel proporre al segretario del Papa feroci critiche sulle iniziative di un consiglio pontificio,un'istituzione Vaticana di rado in Curia un laico ha l'ultima parola rispetto a una presa di posizione di un ecclesiastico o,addirittura,di un pontificio consiglio.Ma il momento è talmente delicato troppi dossier sono sul tavolo per permettersi voci fuori dal coro.
Se ne ha la piena percezione solo qualche giorno dopo, il 6 novembre, quando Gotti Tedeschi manda un ulteriore appunto "riservato e confidenziale" al segretario del Papa questa volta è per un aggiornamento su quei "problemi di carattere economico-politico-sociale che intendevo proporle come oggetto di discussione permanente".I rischi sono davvero rilevanti, come siamo riusciti a capire dai documenti segreti,tanto da sollecitare l'intervento del Pontefice:
"Il nostro paese sta correndo un rischio di carattere economico con risvolti sociali potenzialmente gravi che potrebbero interessare sua santità e persino meritare una "dichiarazione di preoccupazione (...).Se le imprese non sono sostenute adeguatamente e finanzialmente dal credito bancario,a breve termine potrebbero chiudere o ridurre l'attività.Ciò comporterebbero disoccupazione e conseguenti problemi sociali gravissimi.Si stima che l'impatto del fenomeno descritto possa essere a breve di 100/200.000 posti di lavoro a rischio".

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