Anglotedesco

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domenica 9 dicembre 2012

MICHEL PLATINI:"Sapevo dei morti ma non ci pensavo"





Forse è il miglior libro sull'Heysel. Le dichiarazioni di Michel Platini che sono pubblicate nel libro sono assolutamente normali, stiamo parlando dell'ambiente calcistico dove c'è dentro di tutto e che ai calciatori non gliene frega nulla di chi sta fuori dal loro mondo.Tutti i giocatore della Juventus e del Liverpool sapevano dei morti, hanno festeggiato i bianconeri,avrebbero fatto altrettanto quelli dei Reds se avessero vinto la Coppa Campioni.Quello che mi fa ridere sono le cretinate dette dagli ex giocatori della Juventus e le buffonate su Gaetano Scirea fatto passare per un santo.L'ex Libero era uno di quelli che festeggiò fregandosene di quello che era successo nella curza Z.Ho visto dei video di Stefano Tacconi dove è tra i piu dispiaciuti ma in realtà allora disse altre cose, le trovate all'interno del libro; le  pubblicherò su questo blog prossimamente.

da HEYSEL-Jean Philippe Leclaire (Piemme)

Gampietro Aghus della Gazzetta dello Sport riassume cosi questi comportamenti ambivalenti:"All'Heysel i giocatori hanno sperimentato questa sensazione incredibile,si sono resi conto che delle persone erano morte per loro! Quando sono entrati in campo non erano piu calciatori,ma quasi delle divinità a cui erano stati tributati dei sacrifici.Da qui ,quel miscuglio di euforia e di vergogna".Se l'euforia se ne va sempre in fretta,la vergogna può rimandare per anni.Come unico marcatore dell'incontro,Platini sembra avere sofferto ancora piu violentemente questa lacerazione.La famosa intervista incrociata,organizzata nel 1987 dal giornale LIBERATION tra il calciatore e la scrittrice Marguerite Duras,è forse l'occasione in cui l'autre del gol del 57' minuto si è lasciato andare di piu:"Per prima cosa non avevamo visto l'orrore.E' come quandi dicono: si è schiantato un aereo,37 marti, duecento feriti.Non si vede niente.Bene, dopo si prende lo stesso l'aereo.E poi,quando si è in campo,quando si pensa al calcio,che è la nostra passione,la nostra giovinezza,la nostra adolescenza,non si può pensare mentre si gioca che ci sonostati 35 morti.Quando realizzò il rigore sono felice,in fin dei conti il calcio mi salva dall'infelicità umana.Mi salva completamente,e per meglio dire mi salvava,dato che non gioco piu.Ma è vero che non si pensa e niente quandosi gioca a calcio.Quel giorno sono diventato un uomo! Diciamo che sono passato da un mondo in cui il calcio era un gioco a un mondo in cui il calcio era un gioco a un mondo in cui il calcio è diventato una specie di violenza.In altre parole,fino a un certo momento hai dei giocattoli.Bè quel giorno non avevo piu giocattoli.Ero diventato un uomo".Una confessione sorprendente che Michael Platini aveva già accennato sei mesi prima in un'altra intervista,piu tradizional al giornale "L'EQUIPE".Il giocatore sembrava ancora così spaventato dai propri sentimenti che aveva preferito preavvertire il suo interlocutore:

PLATINI:"Le dirò una cosa terribile:a Bruxelles non ho mai pensato ai morti"

GIORNALISTA: "Perchè non sapeva niente"

PLATINI:"Si sapevo"

GIORNALISTA: "Perchè,allora?"

PLATINI:"Bisognerebbe chiederlo a uno psichiatra"




Questo psichiatra "France Football" lo aveva consultato già il giorno dopo la tragedia.Pierre Barbey aveva fatto la sua diagnosi a caldo:
"Il calcio è nato istituzionalmente per indurre nelle persone uno stato di ipnosi.Quando poi si verificano dei problemi, queste persone vengono condannate.E' una situazione paradossale".All'Heysel non solo i 22 giocatori, ma anche buona parte dei giornalisti e degli spettatori sono stati  "ipnotizzati".Quando sono usciti dallo spogliatoio con la coppa,i giocatori della Juventus avrebbero potuto ricevere un'accoglienza glaciale o persino scioccata da parte dei loro tifosi.Invece i tifosi si sono lasciati andare all'esultanza,hanno ripreso a sventolare le bandiere che avevamo ripiegato,hanno sparato fumogeni e cantato.E cosa dire dei tifosi rimasti a Torino che hanno sfilato trionfalmente per le vie della città? Eppure sapevano perfettamente che a Bruxelles erano morti 38 dei loro, avevano anche visto i cadaveri alla televisione!
Per assurdo,gli ipnotizzati dell'Heysel potevano perlomeno giustificarsi dicendo che sul posto avevano visto molto meno,rispetto ai telespettatori di tutto il mondo.Molto criticato per la sua telecronaca,giudicata troppo "terra terra",Therry Roland,spiega che ha dovuto tornare a Parigi per misurare tutta l'ampiezza del dramma."Mentre parcheggiava davanti a casa mia,in Rue Mirabeau,alle 3,30 del mattino,ho visto le luci del mio appartamento erano ancora accese.Ho pensato che mia moglie si fosse dimenticata di spegnere prima di andare a dormire.Invece mi stava aspettando dietro la porta e non appena sono entrato mi ha sgridato.Mi ha detto: "credevo di conoscerti.Come hai potuto commentare una partita di calcio con tutto quello che si è visto? In realtà,prosegue Thierry Roland,"prima e durante la partita,i nostri monitor di servizio ci mostrano soltanto le immagini girate dalle telecamere fisse sistemate intorno al campo.Abbiamo visto le persone accalcarsi in fondo al settore Z,ma non i cadaveri ripresi dalle troupe mobili.E sono proprio quelle,le immagini che hanno tanto sconvolto i telespettatori".

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