Anglotedesco

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domenica 23 dicembre 2012

ROBERTO MANCINI:"Quei cinque minuti terribili contro il Qpr"




Come sempre quando parlo di calcio,metto da parte il lato umano e mi concentro su quello tecnico.Che dire di Roberto Mancini,ex giocatore straordinario di un periodo d'oro del calcio italiano, fuoriclasse straordinari che adesso si sognano (in attacco nella Sampdoria di oggi c'è Icardi, Pozzi...).Anche da allenatore sta facendo molto bene e consiglio alla dirigenza del Manchester City de tenerlo il piu possibile,per vincere la Champions ci vuole tempo, Abramovich ha speso una barca di soldi e l'ha vinta dieci anni dopo, il Manchester United 31, l'Inter non ne parliamo e l'Arsenal mai.
Sul titolo vinto lo scorso anno ho già scritto, meritato per tutto il campionato ma un Qpr che ti regala la palla per andare a segnare, se fosse successo in Italia saremmo ancora qui a discutere...

da ROBERTO MANCINI.This is football- Alberto Dalla Palma e Paolo Franci (Aliberti Editore)

Roberto Mancini ha perso una Coppa dei Campioni contro il Barcellona a pochi minuti dalla fine dei tempi supplementari ,quando sembrava che la Sampdoria se la sarebbe giocata ai rigori, ma ha conquistato una Premier a pochi secondi dalla conclusione del torneo.Quello che la fortuna gli ha tolto nella primavera del 92',gli è stato restituito esattamente vent'anni dopo,anche se i due titoli non possono essere messi a confronto.Per un giocatore la Coppa dei Campioni,oggi Champions League,è davvero il top: il tecnico ci racconta in questa botta e risposta le sue sensazioni sui due momenti piu importanti della sua carriera.

E QUEI CINQUE MINUTI TERRIBILI CONTRO IL QPR? HA RIVISTO I FANTASMI DI WEMBLEY?

Sono sincero,ero completamente in trance.Stavo pensando al fallimento di una stagione: il City in testa al campionato per sette-otto mesi e tutto rovinato da  una partita folle.Non avevamo mollato in quei minuti finali.Stavamo davvero sbricciolando una stagione fantastica.

SAREBBE STATO DIFFICILE RIPRENDERSI.

Io sono sempre stato un combattente,anche se in campo ero un numero dieci.Conosco le leggi dello sport: alle grandi sconfitte,nascono i trionfi piu belli.Sarei ripartito a testa bassa,certo non sarebbe stato facile,ma la vita continua anche dopo la sconfitta.

MANCANO CINQUE MINUTI ALLA FINE,CE LI RACCONTI.

Speravo almeno di pareggiare,il Qpr era in vantaggio per 2-1,se avessimo fatto il 2-2 avremmo avuto un'altra possibilità.Che pareggiasse anche il Sunderland contro il Manchester United.A punti uguali, come poi è finita,avremmo vinto noi lo scudetto per una migliore differenza reti e questo lo tenevo sempre ben presente.Poi il gol di Dzeco,ho guardato l'orologio,ho guardato i giocatori: ci sono ancora due minuti,ho urlato,forse qualche secondo in piu.Andiamo all'attacco.Al terzo gol,quello di Aguero,ho visto un altro mondo.Nel cuore e nella testa,le emozioni piu travolgenti.

NON E' STATO FACILE ARRIVARE ALLA CONQUISTA DELLA PREMIER.

Non credevo si potesse vincere il campionato in soli due anni.E a chi mi diceva: hai speso centinaia di milioni,rispondevo che comprare non significa mai vincere.Sopratutto perchè il Manchester City non aveva acquistato Messi e Ronaldo,ma giovani di grande valore e prospettiva,con cui ho iniziato a creare una squadra vera.Prima la F.A cup ,poi la Premier:stiamo entrando nel gruppo dei club piu importanti d'Europa.

E' ARRIVATO IN INGHILTERRA ED E' PARTITO QUASI DA ZERO.

Si, piu o meno, come alla Samp e alla Lazio,quando giocavo, e all'Inter quando Moratti mi affidò la panchina nerazzurra.Trovai davvero poco, anche la Pinetina era tutta da rifare.E' stato un crescendo entusiasmante.

UN'ESPERIENZA FINITA MALE.

Moratti aveva il diritto di cambiare,di pensare a Mourinho e di sostituire la guida tecnica.Mi ha ferito il mondo,ma poi abbiamo chiarito.I nostri rapporti sono sempre rimasti buoni.

UN GIORNO VORREBBE VINCERE LA LIGA?

Dovrei arrivare al Real Madrid o al Barcellona del riuscirci ,perchè quello è un campionato a due.In Inghilterra,invece, devi battere lo United,il Chelsea,l'Arsenal,il Liverpool e il Tottenham.Una cavalcata durissima.

MANCINI CON LA BANDIERA ITALIANA SULLE SPALLE SUBITO DOPO LA CONQUISTA DELLA PREMIER:UN'IMMAGINE CHE RIEMPIE DI ORGOGLIO.

Vincere all'estero era sempre stato il mio sogno.Penso che anche in Italia abbiano festeggiato la Premier del City come in precedenza erano stati applauditi i successi di Ancelotti con il Chelsea.Non penso di essere simpatico a molta gente, nel mio paese,eppure ritengo che uno scudetto possa scaldare chiunque.

C'E' MAI STATO UN ATTIMO IN CUI HA PENSATO: ORA MOLLO E TORNO A CASA?

No,mai.Sapevo che sarei andato incontro a momenti difficili,in campo e fuori, ma ormai avevo fatto una scelta di vita e professionale che non ho mai rinnegato.Ho portato a Manchester la mia famiglia,mi mancavano e mi mancano il sole,la pastasciutta,il mio paese,Jesi, e tanti amici.Ma l'emozione che mi ha dato la Premier resta molto forte,in grado di ripagare ogni sacrificio.

I TIFOSI DEL CITY L'ADORANO.

E cantano per me nel Blu dipinto di blu...Fantastico.Voglio fare a questa gente altri regali importanti.

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