Anglotedesco

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martedì 1 gennaio 2013

Il calcio italiano è sporco fin dal 1927 (1 parte)



No comment...sono in vacanza

da IL PALLONE TRUCCATO -Paolo Carbone (Libri di Sport)

1927-IL TORINO DI ALLEMANDI,UOMO DI NOVEMBRE

Il primo,importante scandalo nella storia del calcio italiano è popolato da protagonisti a dir poco illustri:il Torino,squadra che,al termine della stagione 1926-27 ,vincerà lo scudetto,e Luigi Allemandi,eccellente difensore.Non meno illustre la "vittima":nientemeno che la Juventus,nella quale Allemandi gioca come terzino sinistro.
Luigi Allemandi,uomo di novembre.Nasce,infatti, l'8 novembre 1903 a San Damiano Macra,in provincia di Cuneo.Il 4 novembre 1925,a 22 anni,fa il suo esordio in Nazionale,a Padova,contro la Jugoslavia.Due anni dopo,il 5 novembre 1927,quando ha 24 anni, viene squalificato a vita.Novembre,dunque,è per Gigi Allemandi un mese ssai importante.Diciamo anche che Allemandi,deceduto nel 1978,non finirà la carriera in modo così inglorioso.Per ora ci limitiamo a preannunciare che risorgerà,come vedremo.
Vale anche la pna di ricordare un dato tecnico-storico.All'epoca dei fatti la Seria A si articolava su 2 gironi di 10 squadre ciascuno.Le prime tre squadre classificate di questi 2 gironi disputavano una "poule" finale per assegnare lo scudetto.Appunto nella stagione 1926-27 arrivavano al "girone finale" Juventus,Ambrosiana,Genoa, Torino, Milan e Bologna.
Questo campionato "a sei" comincia nel mese di marzo 1927.
Veniamo adesso alla vicenda.La partita per così dire "incriminata" si gioca il 5 giugno 1927.E',nientemeno,il derby delle Mole: Torino-Juventus.Partita assai bella e avvincente.In questo senso le testimonianze di pubblico e stampa sono concordi nel sottolineare l'ardore,la gagliardia,la grinta e l'abilità di tutti i giocatori.
Il Torino,che al termine del 1 tempo sta perdendo per 1-0,nella ripresa capovolge il punteggio e,alla fine,vince per 2-2.Poco tempo dopo ecco la "bomba".Lancia il sasso nel pantano il giornale milanese SPORT:sembra,cioè,che Allemandi sia stato sensibile a qualche pressione per agevolare la vittoria del Torino,vittoria che,quindi,non sarebbe poi così limpida.
Al giornale di Milano fa eco il confratello romano Tifone che ripete,in sostanza,le indiscrezioni in un "pezzo" debitamente evidenziato e intitolato "C'è del marcio in Danimarca".


A questo punto,la Federazione Calcio si muove.Segnalazioni di questo genere,già fastidiose da sole,lo diventavano ancora di piu se si considera che il Regime collocava lo sport in primo piano nel capitolo propagandistico.Ed ecco, quindi,che cominciano le indagini da  parte dell'Organo Inquirente che,all'epoca,si chiamava Direttorio.
Tutto pare sia cominciato da una scommessa fatta sull'esito della partita dal Presidente della Juventus,Edoardo Agnelli (il capostipite) e dal collega del Torino,Marone.La posta in palio è assai degna:una cena di gala alla quale invitare altissime personalità,fra cui il Principe di Piemonte.Marone,però, deve allontanarsi da Torino per ragioni di lavoro.Prima di partire riunisce i collaboratori e raccomanda di preparare a dovere l'evento e che nulla sia trascurato per vincere.Fra i collaboratori di Marone ce n'è, però, uno che evidentemente prende le parole del Presidente un po troppo alla lettera.E' il dottor Nani.Qualche tempo prima della partita,il dr Nani si mette in contatto con Giovanni Gaudioso,studente originario di Francoforte,in provincia di Siracusa,e iscritto al Politecnico di Torino.Gaudioso abita nella stessa pensione che ospita Allemandi e si presta a fare da tramite per cercare di ammorbidire il giocatore.Si arriva all'accordo:comportamento compiacente contro un premio di 50.000 lire,metà subito e metà dopo la partita.
A titolo di curiosità,va ricordato che tutto questo avviene nel 1927.All'epoca 50.000 lire non sono certo poche,anche se non si tratta di una somma favolosa.I dati Istat,del resto,consentono di precisare che una somma del genere equivale a circa 70 milioni di oggi, lira piu,lira meno.Giudicate voi se è poco o molto.In ogni caso,il dr Nani accetta e versa la prima metà della somma.

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