Anglotedesco

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lunedì 21 gennaio 2013

La Germania di 6 mesi fa, e quella di oggi...



Vorrei dire la mia sull'argomento del post scritto da www.beppegrillo.it riguardo la Germania e sui vantaggi avuti con la moneta unica.Fino ad agosto del 2012 la Germania con l'euro ha avuto un vantaggio competitivo del 30% in termini di costo,che da da alla merci tedesche una posizione di rilievo ai danni dei paesi del sud Europa che sono paralizzati dalla camicia di forza della  moneta unica e quindi incapaci di migliorare le capacità produttive delle loro imprese private sui mercati esteri.Il capitale tedesco ha piegato gli altri paesi ai suoi interessi egli industriali e banchieri della'rea centrale dell'Europa comprano aziende che falliscono.
Secondo i dati Ocse ,nel periodo tra il 2000-2008 l'Italia registra un tasso di crescita annuo del Costo del lavoro per unità di prodotto del 2,5%,la Francia dell'1,9% e la Germania dello 0,002% ,dunque non c'è da sorprendersi che con il cambio nominale fisso, l'Italia abbia perso in dieci circa tra il 20-30% di competitività rispetto alla Germania e 6 punti rispetto alla Francia. I tifosi dell'euro dovrebbe ricordarlo questo ma fanno finta di nulla.Facciamo un paragone Spagna -Germania.Nel periodo 2007-2012 in Germania la disoccupazione è diminuita dal 10% al 6% mentre in Spagna è aumentata dal 9% al 23%.Questo nonostante la Spagna abbia rispettato in maniera scrupolosa tutti i parametri richiesti per l'entrata nell'euro.Fino al 2007 la Spagna ha registrato un avanzo sul bilancio pubblica e una delle piu basse quote di debito di tutta l'area Euro.La Germania invece aveva nello stesso periodo un forte deficit nel bilancio e un debito pubblico superiore a quello fissato nel patto di stabilità.Negli anni precedenti alla crisi,la Germania era considerata come uno dei paesi in difficoltà dell'eurozona.

ORA LA GERMANIA:

-Nell'ultimo trimestre del 2012 e con moltissime probabilità anche nei primi tre mesi del 2013,il PIL della Germania è calato alla grande.

-Nel mese di novembre è cresciuta solo dello 0,2% su base mensile

-Le esportazioni sono diminuite del 3,4%
Se l'Unione europea fosse una vera democrazia, e non la è, non si opporrebbe ad un referendum se la moneta unica deve ancora circolare o no.Secondo un sondaggio dello Spiegel ,uno dei giornali piu credibili e  competenti d'Europa, la maggior parte dei tedeschi vorrebbe "distruggere" l'euro perchè ne hanno le palle piene  di mantenere i paesi PIIGS.Sarebbe la fine di un incubo,la Merkel lo sa e sta facendo di tutto per tenere in vita questa moneta criminale.

da www.beppegrillo.it

IL GIORNO IN CUI LA GERMANIA USCI' DALL'EURO

"E se la Germania desse ascolto agli euroscettici ed uscisse dall'Euro?Che cosa accadrebbe se la Germania abbandonasse l'Euro?"
Il parlamento tedesco approva con una maggioranza di due terzi l'uscita dall'Euro e la reintroduzione del D-Mark. Solo i Verdi votano contro. Il tasso di cambio è uno a uno. Il presidente della Bundesbank lascia il consiglio BCE con effetto immediato.
I mercati finanziari e dei cambi reagiscono immediatamente all'uscita della Germania. Dal resto dell'unione monetaria arriva in Germania un fiume di liquidità. La nuova valuta si apprezza del 50 % nei confronti dell'Euro. Un marco costa ora 1.5 €. Allo stesso tempo crolla il valore delle garanzie statali offerte per i fondi di salvataggio. La stessa cosa accade per i debiti e i crediti nati dal sistema Target della BCE: la Bundesbank chiede che siano saldati immediatamente. I rischi per il bilancio pubblico, almeno all'inizio sembrano scendere. Circa 200 economisti celebrano la ritrovata libertà della Germania. Thilo Sarrazin dichiara in tv: "La Germania non ha bisogno dell'Euro".
Nel resto dell'Eurozona i mercati finanziari sono in difficoltà. La BCE dopo l'uscita della Germania ha immediatamente spostato la sua sede da Francoforte a Parigi. Nel frattempo annuncia acquisti illimitati di obbligazioni. In questo modo i banchieri centrali riescono a governare le quotazioni dei titoli. La Nuova Banca Centrale Europea rimborsa tutti i crediti Target della Bundesbank con denaro fresco di stampa. Calcolati in marchi, hanno perso un terzo del loro valore. La Bundesbank è costretta a contabilizzare una grossa perdita. Lo stesso accade con il rimborso dei fondi tedeschi conferiti all'ESM. L'indebitamento pubblico tedesco cresce di un valore corrispondente. Dopo alcune settimane di sollievo dovute all'uscita dall'Euro, numerosi produttori di auto dichiarano che il loro fatturato nel resto d'Europa è crollato. Le auto tedesche per il resto d'Europa sono troppo costose. I costruttori chiedono la cassa integrazione e iniziano a licenziare.Poco dopo, l'associazione degli industriali dichiara che l'economia tedesca a causa dell'apprezzamento del Marco non è piu' competitiva ed esorta i sindacati tedeschi ad accettare una riduzione dei salari. Dopo appena un trimestre, l'Ufficio Federale di Statistica comunica che gli avanzi delle partite correnti si sono dimezzati e che l'export verso il resto d'Europa è crollato. Thilo Sarrazin dichiara in un altro talk show che anche senza l'Euro si sente molto bene. Il suo reddito non si è affatto ridotto. Nel resto d'Europa, gli altri paesi avranno più tempo per raggiungere gli obiettivi di risparmio e decidono di aumentare i loro depositi nel fondo ESM, per compensare l'uscita della Germania.
La Germania entra in recessione. Il Fiskalpakt viene sospeso e sostituito con un patto di stabilità. I paesi europei si impegnano a rispettare gli obiettivi di inflazione e a evitare che si formino degli squilibri nelle partite correnti. L'ESM diventa un Fondo Monetario Europeo (FME), con il compito di controllare il rispetto dei trattati da parte dei membri. I paesi che registrano un avanzo o un deficit delle partite correnti eccessivo, dovranno cedere una parte delle proprie entrate fiscali al FME.
La nuova BCE comunica che il suo obiettivo di inflazione resta invariato al 2%. La Bundesbank dichiara subito dopo che l'obiettivo di inflazione per la Germania è dell'1%, e aumenta i tassi. Il Marco continua ad apprezzarsi. L'Ufficio Federale di Statistica comunica che la bilancia commerciale della Germania, a causa del crollo delle esportazioni, ha raggiunto il pareggio. La congiuntura in Germania si indebolisce ulteriormente. L'industria dell'export è in recessione e taglia in maniera massiccia posti di lavoro. Anche l'economia interna inizia a perdere slancio per i tassi troppo alti. Nel resto d'Europa la situazione economica a poco a poco si stabilizza. Thilo Sarrazin dichiara in tv: "Questo non ha nulla a che fare con l'Euro". VW sposta le sue fabbriche Martin Winterkon, amministratore delegato di VW, fa sapere che l'azienda sposterà una grossa parte della sua produzione nel resto dell'Eurozona. "Il mercato tedesco è troppo piccolo per la nostra produzione, e abbiamo bisogno di tassi di cambio più sicuri", dice Winterkorn. Il valore delle azioni VW cresce vertiginosamente. BMW e Daimler confermano piani analoghi. Nei rinnovi contrattuali dei metalmeccanici, per la difficile situazione nell'industria, viene concordato un aumento dell'1%. Nel settore pubblico, una riduzione delle entrate costringe a tagliare il numero dei dipendenti pubblici. I rinnovi contrattuali portano ad un aumento di mezzo punto percentuale. Un anno dopo l'uscita dall'Euro, la Germania si trova in piena recessione con una crescente disoccupazione. Nel frattempo anche la domanda interna è crollata: i bassi aumenti salariali e i licenziamenti stanno affossando i consumi. Sempre più aziende trasferiscono posti di lavoro nell'Eurozona, in Asia o negli Stati Uniti. La Borsa di Francoforte ha perso molta della sua importanza; quella di Parigi al contrario ha accresciuto la sua influenza. I capitali continuano ad uscire dalla Germania mentre i tassi di interesse tornano a crescere. La rivalutazione del Marco si è fermata. La zona Euro nel frattempo si è stabilizzata e mostra una debole crescita economica. Sta crescendo l'export dai paesi in crisi - soprattutto verso la Germania. VW pianifica l'allargamento dei suoi impianti in Spagna e prende in considerazione la costruzione di uno stabilimento aggiuntivo in Grecia.
Dopo due anni, la crescita nel resto dell'area Euro torna oltre il 2%. L'economia in Germania invece ristagna, la disoccupazione resta alta. Circa 200 economisti pubblicano un drammatico appello per aumentare la competitività della Germania. Il mercato del lavoro è poco flessibile, i salari troppo alti e le prestazioni sociali troppo generose per poter affrontare le sfide della globalizzazione. Grecia e Spagna sono in pieno boom, mentre l'economia tedesca è in difficoltà, scrivono due anni dopo l'uscita dall'Euro. Thilo Sarrazin dichiara in un programma televisivo: "Non ho mai suggerito l'uscita dall'Euro, al massimo mi sono permesso di dire che non abbiamo bisogno dell'Euro"."

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