Anglotedesco

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venerdì 25 gennaio 2013

L'Europa ha creato posti di lavoro,ma relativamente poco produttivi

 


Questo libro è stato scritto grazie a:

Angelo Baglioni, professore all'Università Cattolica di Milano

Andrea Boitani, professore Università Cattolica di Milano.

Massimo Bordignon, professore all'Università Cattolica di Milano

Stefano Fantacone,Centro Europa Ricerche di Roma

Rony Hamaui, professore all'Università Cattolica di Milano e Intesa Mediofactoring.

Marco Lossoni,professore all'Università Cattolica di Milano

Che dire, l'Unione Monetaria Europea è stata creata,come ho scritto ieri e in tante altre occasioni, per distruggere la classe operaia.L'Europa avrà creato posti di lavoro (mi voglio fidare dei dati  OCSE),ma quali lavori? Nel settore manufatturiero sono calati notevolmente, gli operai non specializzati italiani (sapete che esistono anche quelli?) non interessano a nessuno perchè per certi lavori ci sono gli extracomunitari che si accontentano di lavorare in nero.Andate negli uffici di collegamento e nelle agenzia interinali e vedete cosa chiedono. Manager, agenti di commercio ecc ecc.

da EURO ULTIMA CHIAMATA-Carlomagno (Francesco Brioschi Editore)

La scarsa crescita dell'eurozona può dipendere dall'insufficiente aumento dell'occupazione e/o dalla bassa dinamica della produttività del lavoro.Iniziamo a confrontare il tasso di crescita medio dell'occupazione dell'eurozona con quello registrato dai paesi (esterni a essa),che abbiamo preso quali termini di paragone.Il tasso di crescita della forza lavoro nei paesi dell'eurozona è stato inferiore solo a quello della Svizzera e del totale OCSE (che tuttavia include paesi in rapida crescita come Australia ,Nuova Zelanda, Turchia,Israele ecc) uguale a quello di Stati Uniti e Svezia,superiore a quello di Inghilterra ,Danimarca e sopratutto Giappone (paese che ha conosciuto addirittura tassi negativi).Questo risultato è stato conseguito grazie agli apporti particolarmente positivi di Lussemburgo ,Irlanda e sopratutto Spagna.In effetti dei 15,5 milioni di occupati generati fra il 1999 e il 2012 nell'eurozona,oltre 6,3 milioni sono spagnoli.In questo particolare ranking il fanalino di coda spetta alla Germania,oltre che a Estonia,Repubblica Slovacca,Slovenia e Finlandia.Tutti paesi che hanno avuto a che fare con la caduta del socialismo sovietico e la ristrutturazione che ne è seguita.
Alquanto diverso è il quadro che emerge quando l'attenzione si sposta sull'andamento della produttività del lavoro.In questo caso i risultati conseguiti dall'eurozona non sono solo stati inferiori a quelli degli altri paesi dell'Unione Europea (con la solita eccezione della Danimarca),ma anche di quelli del Giappone e sopratutto degli Stati Uniti.In particolare la crescita della produttività media degli Usa è piu che doppia di quella realizzata dai paesi dell'eurozona.In altre parole,paesi come Estonia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Finlandia,con una bassa crescita dell'occupazione,mostrano una forte crescita della produttività,segno di processi,spesso dolorosi,di ristrutturazione.Rilevante è l'eccezione irlandese che ha realizzato una forte crescita sia dell'occupazione sia della produttività.Da notare anche il caso italiano dove il tasso di produttività del lavoro è risultato vicino allo zero e fra i piu bassi in Europa.
Negli oltre dodici anni di vita della moneta unica,l'inflazione dell'eurozona si è mantenuta sostanzialmente stabile attorno al 2% ,valore obiettivo della BCE e non troppo distante separa l'inflazione dell'eurozona da quella della "virtuosa" Svezia e dei "perversi" Stati Uniti.Tuttavia,dal momento che il processo di disinflazione ha interessato sia i paesi aderenti all'UME che molti altri paesi industrializzati (esterni a essa) non è scontato attribuire alla moneta unica la riduzione della dinamica dei prezzi osservata nell'eurozona.
Significativi sono rimasti,invece,i differenziali d'inflazione all'interno dell'eurozona,dove oltre ai paesi della nuova Europa,Estonia,Slovacchia e Slovenia,entrati in un secondo momento nell'UME ,anche Grecia ,Spagna,Portogallo e Italia hanno mostrato un inflazione mediamente piu alta.Non a caso questi paesi mostrano i maggiori problemi di competitività e di squilibri nei conti con l'estero.

DATI:OCSE

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