Anglotedesco

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mercoledì 20 febbraio 2013

Il modello tedesco è arrivato a fine corsa...



Non sono d'accordo con l'economista Loretta Napoleoni quando sostiene che la Germania non ha mai avuto l'interesse di essere la "padrona" d'Europa.Grazie alla moneta unica,i tedeschi hanno aumentato l'attivo della bilancia commerciale verso il resto d'Europa da 40 a 126 miliardi e la Merkel sta facendo di tutto perchè resti una moneta senza un esercito comune,un parlamento e un ministro delle finanze.Gli eurobond che molto probabilmente non risolverebbe tutti i problemi dei paesi "malati" dell'eurozona ,almeno farebbero convergere i tassi d'interesse sul debito sovrano.La Germania però è contraria,chissà perchè...

da MILANO FINANZA-Guido Salerno Aletta

Sopratutto in Europa molti guardano alla Germania come un modello:crescita economica elevata, ottima capacità di esportare,bassa disoccupazione.L'economia sociale di mercato e la chiave di volta di questo successo:la moneta stabile un dogma indiscusso,il debito pubblico una colpa inaccettabile.Fuori dall'eurozona i rapporti valutari devono essere decisi dal mercato.Per la Germania chi stampa moneta bara al gioco:la Fed,la Banca d'Inghilterra e quella del Giappone non solo alterano artificiosamente i rapporti tra le diverse economie,ma starebbero preparando un nuovo disastro finanziario.Salari legati alla produttività,aziende competitive,welfare orientato alla flessibilità,finanze pubbliche in ordine:questi sono gli slogan.
Ma bisogna capire che cosa c'è davvero dietro e sopratutto chiedermi se è una ricetta applicabile a tutti gli altri paesi europei.La risposta è no, perchè dietro le apparenze di stabilità il sistema tedesco vive nel disequilibrio commerciale strutturale:i redditi tedeschi si fondano sull'attivo strutturale della bilancia estera e la stabilità della ricchezza accumulata dipende dalla affidabilità dei debitori.Molti impieghi si sono dimostrati inaffidabili:dai titoli strutturati della finanza americana, che avevano come sottostanti i mutui subprime,ai prestiti concessi ad altre banche europee,ad esempio in Grecia e Spagna.Quindi non è solo evidente che in ambito Ue non ci possono essere tutti paesi in attivo commerciale strutturale,ma è ancor piu ovvio che la ricetta del rigore a tutti i costi, quello che predica la deflazione interna, non serve ad abbassare i salari per rendere competitive le imprese degli stati deficitari,ma a far crollare la domanda interna e determinare la distruzione di questa capacità produttiva.In pratica,in una situazione di perdurante crisi possono reggere solo le imprese piu robuste,magari quelle tedesche,mentre le altre devono chiudere:il gioco lo vince chi ha la lenza piu lunga.Vista così,sembrerebbe che almeno in Europa i giochi sono chiusi e che il futuro sta tutto nelle mani della Germania.Probabilmente non è così,perchè si stanno creando dinamiche sociali, economiche e finanziarie egualmente insostenibili.Per un verso i salari tedeschi non devono aumentare per evitare che salga l'inflazione e si perda competitività ,per altro la flessibilità del lavoro rimane legata a modelli di sotto-occupazione oraria,sempre piu diffusa.Il fatto è che si è chiuso per la Germania un lungo ciclo decennale,quello caratterizzato dal reimpiego finanziario del surplus commerciale negli altri paesi europei: ormai gran parte delle esportazioni all'estero è stata recuperata e il denaro accumulato per essere restituito aala Bce.Il modello è giunto a fine corsa:la Germania non può contare su un potenziale di crescita demografica per sostenere la domanda interna e ha un mercato europeo sostanzialmente stagnante per almeno un decennio.Se la crescita della domanda interna è incompatibile con l'assetto produttivo tedesco, molto orientato all'export,e lo sblocco europeo sarà poco dinamico,la competizione mondiale si annuncia ancor piu difficoltà.Un euro stabile,ma sopratutto forte rispetto alle altre valute,è indispensabile per controllare l'inflazione,ma rischia ormai di pregiudicare anche le esportazioni tedesche.Il reimpiego dei capitali tedeschi continuerà a essere fonte di preoccupazione:premesso che verranno razionati oculatamente gli investimenti bancari nell'area dell'euro,anche gli impieghi in dollari saranno fortemente influenzati dal rischio di cambio.Un surplus commerciale e finanziario affidato alla remunerazione dei depositi non obbligatori presso la Bce è già attualmente a rendimento negativo.E' improbabile che l'establishment politico tedesco cambi idea sulla moneta e sul rigore,ma è plausibile che siano i cittadini a chiudersi che ne è di tanti sacrifici.Ci sono troppi nodi, tutti troppo stretti anche per la Germania:il risultato delle elezioni di settembre potrebbe non essere scontato.

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